venerdì 25 maggio 2012

i ragazzi del fossato


La piena impetuosa ha allargato l'alveo del torrente anche sotto le ultime case, e riscoperto anfratti e piccole grotte, pulito e levigato grossi scogli e rinnovato scavando o riempiendo il corso del rio. 
I lavori per la fognatura sono stati fatti ed è ancora presto per riprender a buttare rumenta nel fiume, così l'acqua è pulita e trasparente, più di prima...

Così ora, complice le stagione, il fossato dove questo mondo parallelo si concretizza si trasforma nel pomeriggio in un luogo un pò fuori dal tempo...o meglio dentro un tempo ritrovato, nel regno di un gruppo variopinto di ragazzini e di bambini, attrezzati di infradito e pantaloncini.
Gli allegri schiamazzi percorrono la valle e le attività fervono, tollerate dalle curiose anatre son state edificate un paio di piccole dighe e alcune passerelle, adatte ai giochi e all'avventura. 

Tra i sette e i tredici anni ai ragazzi non gli è permesso allontanarsi troppo, rimangono così a portata di balcone, prendendosi anche il grido spazientito di qualche anziano oltre che al bonario controllo dei più...
Sono una dozzina, un altro gruppetto un pò più grandi sale magari ai laghetti, quelli "veri", nel bosco... la via non più transitata dalle moto ospita le bici e  le corse dei bambini... Marco al molinetto alto e Giorgia lungo il Rio, son arrivati in questi primi mesi, ancora non corrono per la creusa. 
Questi neonati, come alcune giovani famiglie da poco trasferite in collina, potranno presto godere di questo strano ambiente che più che anacronistico a me sembra decisamente futuribile


giovedì 17 maggio 2012

I Ponti del Molinetto



Sette mesi dopo la devastante piena di novembre che ne ha divelto il selciato e abbattuto i muretti, i Ponti di Via del Molinetto sono ancora un'intervento da definire.
Uno di questi è l'unica via d'accesso alla Creusa, oltre ad una ripida scala, ad oggi è transennato e inagibile.


Il Consiglio Comunale ha deliberato a proposito che TUTTI i ponti della Via debbano venir ripristinati e restaurati, considerando la loro importante funzione, la solidità della struttura, l'importanza storica.
Non emergono problemi rispetto alla reperibilità delle risorse.


L'intervento è però subordinato al risultato della Perizia sulla periodicità della piena ordinata dal Tribunale.
Perizia che potrebbe rendere inagibili tutti i ponti, per via dell'altezza che passa tra l'alveo del Rio e il ponte stesso, decidendo che la piena sarà frequente.
Oppure considerare il pericolo di piena relativo a tempi più lunghi e di conseguenza permettere agli ingegneri di firmare le carte per far partire i lavori di ripristino.


In attesa dei Tribunali le scale rimangono l'unico accesso: una difficile barriera architettonica per  molti abitanti di Via del Molinetto.
La proposta per ovviare è una passerella provvisoria che partendo dal ponte stradale va a poggiare sulla Via  presso lo sbocco del ponte, ottenendo lo spazio utile abbattendo il piccolo magazzino edificato sui lavatoi. 
Soluzione funzionale, economica e rapida.
La passerella verrebbe smontata dopo i lavori sul Ponte.
L'intervento recupera così anche i lavatoi, dando spazio e luce alla Creusa


Quello che ad oggi non si capisce è quando la passerella verrà realizzata.
Chi ha le responsabilità per farlo dovrebbe attivarsi. 
Non è prudente sollecitare l'esasperazione di persone che già si vedono negare molto 
di ciò che sappiamo essere nostro diritto.

nella foto si vuol indicare come si porrebbe la passerella provvisoria


lunedì 14 maggio 2012

Parco Urbano dei Forti: da Quezzi alla Madonna del Monte


Da Quezzi alla Madonna del Monte si arriva con una passeggiata su per le vecchie creuse purtroppo asfaltate

 (dove per secoli sono passati i muli ora gli asini asfaltano... )

un gioco di geometrie, arrivati in cima,

... sbirciando dietro ad un cancello, un piccolo atelier...












...dal 1440 la Confraternita del Monte accogli i Viandanti,
ancora oggi si incontra un piccolo ristoro, a offerta...


un angolo di tranquillità...

...un'impagabile vista.

giovedì 10 maggio 2012

...principio d'estate, a Quezzi.


uno dei sentieri per raggiungere i Laghetti...

 

il passo declina verso il Rio Molinetto... Un ricordo della "piena" di novembre

 ...il torrente si allarga al sole

...per poi stringerti tra rocce levigate e piccoli laghetti 

dove lo scorrere dell'acqua e i fischi dei gheppi sono il quieto sottofondo dell'incanto 


















domenica 6 maggio 2012

una Pista Rossa per l'estate !!




Della Pista Rossa e della sua gloriosa storia di recupero e apertura ho scritto quanto nel suo piccolo potesse esser illuminante faro e auspicio di riappropriazione del territorio da parte di chi lo abita...
La gestione dello spazio è ancora in fase di collaudo e le potenzialità del luogo in parte ancora da sperimentare.
Ma il "progress" di quest'esperienza è stato interrotto.
Non dalle difficoltà pratiche di organizzare e mantenere l'ambaradam, ma dall'incursione, decisamente stupida, di qualche ragazzino in vena di "prove di forza" che ha sfidato la resistenza di un muretto. Col risultato di demolire il muretto stesso, e forse di farsi un pò male (spero, cosicchè l'esperienza serva..) 


Non credo che sia un "segno dei tempi" oppure che si possa ascrivere alla asociale insofferenza di certe frange giovanili, ma che semplicemente sia il risultato del fallimento della politica attuata per i giovani nel quartiere, in verità appena accennata, e quel poco messo in atto è solitamente slegato dal contesto e realizzato a "spot" probabilmente in funzione di "altre" realtà. 
La dimensione sociale snobbata, colpevolmente dimenticata, va ricostruita con iniziativa e coerenza, capillarmente, creando zone in cui la socialità e la responsabilità civica si possano radicare e trovare le soluzioni alle criticità nel divenire delle stesse, perché non vissute come aliene ne demonizzate, ma comprese e risolte.


Questa è la forza della autorganizzazione, nell'autonomia popolare che trova al proprio interno le competenze, le individualità, le risorse, per affrontare i problemi che incontra nel suo sviluppo, e trovarne le soluzioni in armonia con questo.


Credo che il gruppo di abitanti di Quezzi alta che ha portato avanti il Progetto pista Rossa non debba abbandonare o scoraggiarsi, anzi, penso che sia il momento per allargare gli orizzonti ed esplorare le potenzialità, magari rischiando, del luogo e delle persone, comprese quelle che i muretti li demoliscono per noia...
Anemmu avanti!

martedì 1 maggio 2012

Finocchiara, il Rio ed i dintorni: un'altra perla del Parco Urbano


La Creusa (ormai asfaltata) di Via Finocchiara affianca l'omonimo rio, 
l'area abitata conserva alcuni dettagli  residuali del suo passato, 
ha da sempre convissuto con l'acqua ed il precario equilibrio che ne deriva... 

Tra il canneto, passerella sul Rio. 


La stretta e sempre verde Valle del Finocchiara.  


Orti da "besagnini" 
e l'ultima vecchia vite

L'Airone cenerino, di solito in coppia.

Al termine della Creusa, dopo le ultime case, 
un aspro sentiero s'inerpica nel profondo del bosco...


giovedì 26 aprile 2012

diecimila "click" ...


un "nuovo" laghetto


Ho pensato di pubblicare una bella foto o di fare un buon testo, quando ho visto che il blog superava le diecimila visite. Dopo quasi 3 anni e centosessanta post. Ma è quello che provo a fare ogni volta che ne pubblico uno. Alcuni postati "di getto" mentre altri rimangon lì un pò. Comunque pur con scarsi risultati, io m'impegno...


Questo è un blog dove si raccontano alcuni micro eventi che riguardano davvero pochi chilometri quadrati di territorio tra l'altro marginale e anonimo ai più, e ciononostante ha raccolto interesse e curiosità oltre il suo naturale limite, almeno geografico.
Approfondendo e evidenziando le dinamiche e i meccanismi che reggono le realtà locali, le più vicine, e analizzandone causa e effetto è più prossima la possibilità di individuarne le contraddizioni e trovare la tattica per agire in esse. E proporla.


Tutto il mondo è paese. Non è diverso in altre metropoli più o meno vicine. Magari anche per questo puoi riconoscer le tue storie vissute nei tuoi pressi, in testi, in luoghi, così "lontani", ma non stranieri.
Penso che, al di là della forma, questo possa esser possibile grazie alla capacità che ha l'immaginario di riconoscere nelle ombre, nelle figure velate, gli elementi culturalmente atavici tanto da potersi  identificare nell'evocazione e godere della suggestione che solo intravederli dà. 
La Pietra. Lavorata e squadrata o invece lo scoglio, la roccia dove poggia la casa. Pietre da raccogliere a valle e riportar sul versante, da divider a misura per farne muretti.
E l'Acqua, con le sue magiche presenze. Divinità pagane che incrociano simili tutte le fonti, le fate dell'acqua e il loro incanto. Con il suo contraltare con cui fare i conti, rabbioso e fangoso, che trascina con la corrente la vita e i ricordi. 


Riconoscersi in questo sentire credo sia universale. Credo si ci possa arrivare anche da qualcosa di invece molto particolare, come se all'interno del dettaglio si potesse intravedere un embrione del disegno complessivo tale da riconoscerlo... 
E questo mi fa pensare che probabilmente questo blog continuerà a cercare nel dettagli, tra le pieghe e tra le pietre, i motivi del suo esistere.
Grazie ad ogni persona che ha clickato qui, anche se per sbaglio 


ò___O


martedì 17 aprile 2012

dedicato alle persone che seguono questo blog iper-locale




Le iniziative, le battaglie (di cui questo blog è parte organica) da una decina d'anni sono sostenute da un collettivo di persone, coerente nel perseguire gli obbiettivi quanto variante nelle individualità che lo compongono, e dai molti che da altrove ci appoggiano.
Questo "gruppo" di Cittadin* portando avanti nei margini del quartiere, nell'invisibilità o quasi dei media, osteggiati dai conservatori più retrivi, queste istanze, dicevo, ha ottenuto dei buoni risultati nonostante l'egemonia assoluta dello "status quo" e la disparità di mezzi e forze in campo.
Questo lavoro politico, riferendosi esclusivamente alle dinamiche locali (iper-locali), ha individuato volta per volta i meccanismi di collusione tra interessi "egoistici" e le pratiche adeguate per metterli in discussione, e a volte a scardinarli.

Crediamo che il metodo elaborato spontaneamente nel divenire dell'esperienza, sia riproducibile adeguandone le proporzioni alle contraddizioni che si che si incontrano (metodo le cui peculiarità sono, ad esempio, il distacco assoluto da logiche di potere e l'auto-organizzazione, la solidarietà e l'incontro su un terreno comune su cui sviluppare le iniziative, il fare leve su questo sentimento che accomuna per coinvolgere altri ancora... direi la partecipazione)
Da qui l'opportunità di incidere sulla disponibilità e sull'aderenza delle Istituzioni verso questa idea di aggregazione civile e popolare, diffusa e partecipata, del Quartiere, dataci dalle Elezioni Amministrative di Municipi, ci è sembrata una delle strade praticabili.
Attraverso il famoso, e poco applicato, Decentramento

Per riuscire, o almeno tentare, abbiamo bisogno della forza necessaria.
In questo caso viene capitalizzata dai "voti" a nostro favore
nelle Elezioni Municipali del MunipioIII della bassa Val Bisagno
Per dare forza alle Istanze rappresentate dalle nostre Proposte per la nostra Valle,
con i suoi Rii e i suoi Abitanti.

Giuseppe Pittaluga
Federazione Della Sinistra
Per il MunicipioIII (Marassi.Quezzi.Sanfruttuoso)

ps-nella foto il "Vecchio Glicine", destinato ad esser un embleme del recupero e della valorizzazione civile e sociale.....

giovedì 12 aprile 2012

Dissenso, Critica, Partecipazione, Autodeterminazione.


Il sensato dissenso su molti dei temi più attuali potrebbe essere ben rappresentato, a 'sto giro, e di conseguenza portare ad un'elaborazione maggiormente condivisa di soluzioni adatte e sostenibili....

La mia candidatura ha questo come presupposto,
nel "piccolo" della Val Bisagno le grandiOpere in cantiere non son poche, dallo Scolmatore alla Metro, passando x la viabilità lungo il fiume...
su tutte vogliamo porre la discriminante dell'elaborazione partecipata e condivisa della progettazione inserita in una pianificazione che abbia il bene comune come obbiettivo....
poi, tra il dire e il fare, proveremo a navigare...
giuseppe

martedì 10 aprile 2012

Un'opportunità per iniziare a difenderci, e magari passar al contrattacco... ...


...Costruiamo una nuova stagione per la Bassa Valbisagno

Il Parco Urbano dei Forti

La complessità del Territorio ai "margini" della Circoscrizione e le criticità che toccano tutti gli aspetti della vita quotidiana di chi ci abita sono tali che per affrontarla positivamente è necessaria una visione d'insieme e una pianificazione degli interventi organica a questa.
Ciò permetterebbe di trovare soluzioni sostenibili ai molteplici problemi, non solo al dissesto idrogeologico.
Il progetto dell'Area dei Forti consente l'elaborazione e la realizzazione di soluzioni in un ottica di salvaguardia e valorizzazione del Territorio.
Uno degli obiettivi del progetto di Parco Urbano è anche quello di considerare la scelta di abitare i margini cittadini come un'opportunità per una migliore qualità di vita. La realizzazione di un'area urbana/verde presuppone l'incontro e la conpatibilità tra l'esterno e l'interno di quello che viene definita la linea verde di confine urbano.

Nel nostro Municipio l'Area si vedrebbe delineata, a monte, a partire dal Forte di S.ta Tecla, proseguendo a Pianderlino e al Monastero del Monte, risalendo ai Camandoli sino al Forte Riscelieu, proseguendo verso i bunker e alla Cava cementifera, arrivando alla vetta del Forte Ratti e tramite la Strada napoleonica scende alla Torretta di Quezzi ed infine al Forte Quezzi. Questo è già di fatto un percorso naturistico ricco di biodiversità e vario nei sentieri, nonchè conosciuto e apprezzato. Da questo "confine" si scende a valle, includendo nell'Area la parte urbana e conurbana che convive di fatto con gli elementi storici, tradizionali, paesistici, culturali, rurali, tipici dei luoghi. Ciò comprenderebbe la capillare rete di antiche creuze che incrociano il territorio, così come i Mulini e i Ponti in pietra, i terrazzamenti e gli oliveti, alcuni storici edifici e piccoli borghi, la pineta del Biscione così come il Bosco dei Frati.

In un contesto così evidenziato si vedrebbe realizzato un "polmone verde" accogliente e accessibile ai cittadini, dove proprio nella dimensione locale aquisterebbero valore e verrebbero incrementate diverse attività di piccola produzione e di Servizi. Dovrà essere inoltre garantita l`agibilità di percorsi pedonali (quelli storici ma non solo) ad uso pubblico e il loro recupero con lavori di manutenzione ordinaria.
La necessità di mantenere il Territorio offrirebbe occasioni alla coesione sociale di rafforzarsi (volontariato, attività ricreative e sportive) così come si creerebbero opportunità di sviluppare il "lavoro locale".

L’elaborazione del progetto dovrà essere condivisa e partecipata, così come la gestione dell'area stessa, per riuscire ad individuare le pratiche corrette e le soluzioni adeguate per le singole questioni come ad esempio sulla Cava del Ratti e la sua trasformazione o sul destino dell'ex-asilo "Glicine" (che potrebbe diventar la Sede, polivalente, del Parco).
San Fruttuoso, Quezzi e Marassi potrebbero riunire le volontà e le competenze diffuse nella cittadinanza in tre luoghi fisici dedicati dove in un primo momento analizzare, elaborare e proporre i parametri, le condizioni, le prospettive sulle quali progettare il Parco.
Già questa sarebbe un'iniziativa inedita di partecipazione, in controtendenza alla disgregazione e alla solitudine che purtroppo spesso registriamo.


Per il municipio III (Bassa Valbisagno)
VOTA
Federazione della Sinistra
Scrivi PITTALUGA GIUSEPPE

le varie e le questioni della Proposta per la bassa Valbisagno della FdS
rappresentate nella mia candidatura le trovi sul blog:
dedicato a questa esperienza.
Benvenuti sono i comm di chiunque volesse contribuire e criticare.
Grazie
g,



lunedì 5 marzo 2012

Parco dei Forti. Foto


Sentiero. Dalla Torretta a Leamara.
Sullo sfondo l'altro versante della Valle: la Cava e il Forte Ratti.


domenica 4 marzo 2012

Dopo-alluvione: l'emergenza e gli avvoltoi.



Le scuse accampate per disfarsi dei dubbi e delle critiche che verrebbero sicuramente opposte all'idea malsana di procedere alla viabilità del Ponte Medioevale tramite un paio di spesse putrelle ed una colata di cemento sono delle più ottuse e malcelano la malafede di chi difende a spada tratta l'Amministrazione, alla quale è colluso.
In primo luogo l'Arco del Ponte è SANO come dichiarato dal Genio pompieri, per ciò non vi è alcuna necessità di stabilizzarlo con le putrelle. Il selciato tipico di "rissou" e mattoni è quasi intatto e ripristinarlo non implica una spesa esagerata ne difficoltà di manodopera, non è necessaria una colata di cemento, anzi ne danneggierebbe la struttura sottostante, per incompatibilità dei materiali (come già accaduto per i muretti).

Ma la scusa che più fa innervosire è la solita presunta mancanza di fondi!
Come se non bastassero le dichiarazioni rilasciate da esponenti vari delle Istituzioni sul conto dei margini cittadini (ricordiamo: "io soldi lassù per le creuse non ne spendo!" Masssardo, pres MunicIII al Corriere, 2009; oppure: "qui siete il buco di culo del mondo, non sapevo neanche che esistesse, cosa volete di più?" geometra del Comune, dopo-alluvione), come se non fossero stati abbastanza chiari, si mascherano dietro i "tagli" e la crisi.

Il moncherino del Ponte di Sant'Agata ha la sua importanza storica, certamente.
Ma lo stesso Municip che nega l'esistenza di denari e di risorse, decide di finanziare con 120mila euro una passerella che ne collegherebbe il moncone con la riva opposta, una passerella ciclabile! Che porterà i ciclisti dal terribile incrocio di C.so sardegna a immettersi tra il traffico omicida di Borgo Incrociati. Folle. Se non che i lungimiranti mini-assessori decentrati vedono già un'asse di collegamento podistico-ciclistico lungo la ValBisagno, da realizzarsi in progres, col tempo...

E' chiaro che il malcelato obiettivo di chi spinge a una soluzione d'emergenza per "tombare" nel cemento il nostro Ponte del 1200 è l'allargamento di quest'ultimo e la possibilità di accedere a Via del Molinetto in macchina (citando a squarciagola la famosa e fasulla necessità dell'ambulanza).
Il fine di questi individui e del loro metodo omertoso è di render l'antica e vilipesa Creusa così definitivamente carrabile, seppur in alcuni punti un'auto passerebbe a stento, capitalizzando finalmente l'investimento immobiliare.
Per arrivare sotto casa con il mezzo, che bisognerà anche parcheggiare. Il famoso posto-auto. Allora si potrà utilizzare gli argini, dove palafittare piccoli park, che stringeranno ulteriormente il corso del Rio, aumentando il volume d'acqua piovana e la potenza, elementi che lo faranno collassare più a Valle...
Mi pare di averlo già visto. Di recente.


sabato 11 febbraio 2012

tre stelle al bar Anna !






Entrando dalla porta a vetri il bar appare sempre un pò buio, anche quando i neon son accesi, ma accostandosi al lungo bancone dove a volte sostano taglieri di profumati formaggi artigianali, si scorge, dopo le vetrine arredate a caramelle vintage e dolci classici, un ambiente più ampio e suddiviso tra i tavolini con sedie, il calcetto e le inevitabili macchinette. Ricorda anche un pò il famoso barSport di Benni. Sotto diversi aspetti.

Il caffè è buono e le persone che gestiscon il locale hanno ognuno delle personalità rilevanti, che non guastano con l'ambiente e il paesaggio umano tipico del luogo. Fatto sta che offrono ormai da qualche anno un ristoro, un appoggio, un punto dove vedersi. Per fortuna (e senza tessera) lì si ci incontra tra le diverse componenti, etniche ma non solo, dell'eterogenea popolazione, e naturalmente, tanto quanto si va al bar a bere...

Un appoggio a chi passa del tempo lì intorno. Anche per i ragazzini della neonata piazzetta (che xora è ancora a loro disposizione) che con un estatè giocano a calcetto diverse ore, anche per i pensionati che giocan a carte e bevon la birretta occupando per il pomeriggio i tavolini (pensionati "altri", mai ben assimilati dai retrivi conservatori del 'circolo'). Inoltre si sa che per qualcuno ne devon metter del loro. Un luogo dove finito il turno qualcuno può farsi un gotto e due parole, dove senti parlare di lavoro, anche da chi il lavoro l'ha perso, dove convivono diverse voci con accenti differenti.
Accade che un bar nei fatti diventa una specie di "presidio sociale".

Un pò quello che accadeva quando pochi metri dabbasso esisteva il bar della gabbri, da tempo abbattuto.
In altri post mi è capitato di pontificarne l'esistenza, presa un pò a simbolo di una coesione sociale già dispersa, visibile solo in qualche frammento, di cui alcuni tratti di quel anomalo bar gestito appunto dai coniugi Canessa.
Quando i cittadini del gruppo "cccp" avevano richiesto alle Istituzioni un locale nei pressi per farne un circolo si era d'accordo con la Gabri che, se ottenuto, noi non si sarebbe fatta vendita di bevande o cose da bar; considerando giustamente poco corretto rispetto ai due bar che dell'utenza locale campavano, addirittura pensando alle cene sociali si prefigurava una collaborazione. Riconoscendo ai gestori il fatto si fornire un utile servizio.

Nessuno si aspettava un pò correttezza ed onestà politico-intellettuale da coloro che portano avanti l'iniziativa del "circolo-club-del.genoa amici di pedegoli", conoscendone i trascorsi e la fama (basta chieder in giro).
Ma almeno un minimo di dubbio sul far direttamente concorrenza al bar sito a due metri di distanza... Macchè!

Così a render ancor più antipatica l'operazione avviata, già settaria, esclusiva, nebulosa e socialmente disgregante, va considerato anche il lato commerciale.
Comprensivo del negozio di servizi e diritti acquistati dai soci con, minimo, dieci euro di Tessera... (forse un megaschermo dove con sky seguire le partite del genoa) .
Il tutto in un locale acquistato dagli enti per il quartiere?



mercoledì 8 febbraio 2012

La Somma Urgenza NON riguarda il nostro Ponte?



... Dotti, Medici e Sapienti al capezzale del malato già spacciato per moribondo?
Ieri un folto gruppo di Politici e Funzionari si son trovati incuranti del gelo di fronte al nostro Ponte medioevale.

Il Ponte del 1200 ha subito dall'alluvione alcuni danni ma nessuno strutturale, cioè il Ponte (l'arco che lo sostiene) regge e reggerà per cent'anni ancora. Ora alcuni metri di selciato in pietra (rissou) ed alcuni mattoni rossi sono stati scalzati ed i muretti abbattuti.

Essendo cmq elementi pur antichi ma successivi alla realizzazione del ponte, potrebbero venir facilmente sostituiti utilizzando manufatti prelevandoli dall'enorme deposito di materiali e oggetti asportati dalla città, che (si spera) viene conservato nei magazzini del Comune e-o dell'aster.

Per ciò che riguarda i muretti, anch'essi eran relativamente recenti e venir sostituiti con una bella ringhiera di ferro battuto non ne snaturerebbe la sostanza. Anche le ringhiere di ferro dell'epoca siderurgica genovese, alcune battute cent'anni fa e di pregio, son custodite qua e là nei depositi... (prima che il denaro corruttore di qualche privato le consegni all'oblio nel proprio giardino o villa).

Cmq rimettere in funzione il Ponte è irrimandabile. Così come è irrinunciabile una salvaguardia che ci tuteli dalle ennesime "putrelle e cemento" che si prospettano nei ghigni dei personaggi più retrivi e ottusi, e conosciuti.


martedì 24 gennaio 2012

mi iscrivo al Circolo...? anche no.


Da qualche giorno hanno aperto in sordina e con discrezione, quasi un sussurro all'orecchio amico, il nuovo Circolo degli Anziani a Pedegoli. I creativi pensionati l'hanno chiamato Amici di Pedegoli per non tradir la tradizionale fantasia che distingue l'Apparato. Sottointendendo tra l'altro il fatto che Pedegoli avrebbe dei nemici...

In realtà nome e statuto l'ha fatto uno solo, il solito personaggio distintosi più volte come manipolatore di consenso a favore dello status quo, foriero di sentimenti xenofobi e ostili, che purtroppo ormai ben rappresenta una devianza, evidente in alcuni, del carattere invece sinceramente "orso" tipico del luogo.

Mobilitandosi tra fedelissimi alla "linea" (di marketing, s'intende) ed avendo buon gioco nel deserto di iniziative, il manipolo pare abbia raggranellato un centinaio di tessere, dal costo di 10 euro l'una.
Per giorni persone davvero mai viste neanche passare, vecchi amici di scuola ed anziani talmente anziani da esser accompagnati in loco, son stati coinvolti nello sforzo di dimostrare e giustificare la decisione per cui quell'appartamento acquistato con Fondi pubblici è stato destinato, solo ed esclusivamente, ai loro sostenitori ed iscritti...

Tra l'altro se una tessera "sportiva" costa al club 3 euro la differenza con i 10 pagati quale diritti riserva ai Soci? forse la possibilità di giocare a carte senza quei terroni con la loro passatella al tavolo di fianco, e urlare senza che altri ti chiedan un pò di rispetto.
Il caffè, il vino bianco e rosso, i crodini e le spume, le patatine si consumano a pochi cent di differenza da un bar, non ci sono iniziative se non cene a pagamento. Cosa offrono per 10 euro non si riesce bene a capire, ma presto s'inventeranno qualcosa per giustificarli.

Un giovane del posto è entrato a chieder se c'era una bacheca dove mettere richieste di lavoro... il podestà del club gli ha consigliato d'appender un foglietto dal macellaio... e questo triste aneddoto dovrebbe bastare...

In diversi post precedenti si trova la cronistoria degli avvenimenti, così come la decostruzione di alcuni passaggi chiarificatori rispetto alle personalità più o meno coinvolte :)

Circolo a Pedegoli: un volantino apparso sui muri (e condiviso dal sottoscritto)

Dalla sez. ho-ci-min al Circolo: un pò di storia recente per capire.
Prima dell abbattimento dell’ostaia e dei lavori per la sicurezza un gruppo di Cittadini abitanti in zona e riuniti nell’Associazione Informale “vivere-in-collina”, ha proposto all’Amministrazione (non potendo il recuperare una parte dell’edificio) che si mantenesse un minimo potenziale di agregazione in questo luogo desolato, anche come ritorno dei sacrifici a cui è da anni costretto il Territorio, creando un Polo di Socialità aperto e utilizzabile dai Cittadini e dalle loro Associazioni. Si proponeva, con una raccolta firme, una Casa del Cittadino e un Circolo Sportivo e Ricreativo, un luogo di incontro ed elaborazione, dove i giovani potessero organizzare il loro tempo e dove le persone potessero trovare informazioni e utilità varie.
.
In poche ore furono raccolte oltre 120 firme di Abitanti della zona a favore di questa soluzione; furono consegnate all’Autorità insieme alla sintesi scritta della Richiesta..
In seguito, nella persona del Tecnico Gian Poggi, ci fu proposto un piccolo Chiosco da metter in piazzetta.... idea bislacca subito respinta dalla nostra Associazione che ha controbattuto con l’informazione che entrambi gli appartamenti limitrofi alla piazzetta erano disponibili sul mercato, indicando in quello che fu la sez pci ho ci min il sito più adatto in quanto legato alla piazza stessa. Rilevando quanto il proprietario (un esponente politico) potesse esser sensibilizzato sulla questione.
Così evidentemente fu fatto e l’acquisto dell’immobile effettuato.
Ora quell’appartamento è Patrimonio Pubblico.
Un Bene Comune destinato all’utilizzo da parte degli Abitanti di questo luogo, siano essi giovani o anziani, calabresi o valdostani, genovesi o marocchini, donne o uomini, doriani o genoani, etero o gay, e così via!
Questo è l’obbiettivo che ci eravamo posti. E questo abbiamo dimostrato si puo ottenere: i Diritti tramite l’autonomia popolare e l’auto organizzazione, senza “amici” o santi a cui inchinarci, semplicemente essendo naturalmente dalla “parte giusta”, quella dei lavoratori costretti all’alienazione delle periferie degradate, quella del Territorio insultato e annichilito dalle speculazioni, quella per una buona Qualità di Vita che meritano i quartieri popolari, oggi marginalizati.
Aver costretto l’Amministrazione e gli Enti ad accettare la nostra istanza è’ un primo significativo passo, che indica la strada dell’auto-organizzazione popolare come prospettiva auspicabile e praticabile.
Quando tutto viene svenduto, un locale destinato alla Collettività è stato acquisito
Rivendichiamo ad oggi questo piccolo obbiettivo raggiunto; comunque sia ora gestito rimarrà un Luogo Pubblico. Grazie a chi ha firmato e a chi ci ha sostenuto ospitando la raccolta firme nel proprio negozio, e grazie ai compagni che in quell’occasione si sono aggregati in “vivere-in-collina”.
quezzigennaio2012AssociazioneInformaleCittadini
Dall

lunedì 28 novembre 2011

La Cava del Ratti



Per dirla come usan fare i nostri amministratori sempre in cerca di quello...
la Cava del Ratti, la Cementifera come la chiamano a Valle:
è il reale "volano" per costituire il famoso e atteso "Parco dei Forti".
Chi ha sfruttato quel monte per legge deve ricomporre i resti ad un uso sensato e sicuro.
Bene.
La prossima Amministrazione deve averlo come priorità.
Non solo "mettere in sicurezza" la zona, ma fondamentalmente restituirla alla Città in un disegno ampio di rivalutazione e recupero dell'area ai margini della stessa: la realizzazione di un Parco dei Forti, condividendo la progettazione con la popolazione che i "margini" li abita.

Oppure aspettiamo, come s'usa fare ad oggi.
Aspettiamo che la piccola Valle del Rio Finocchiara, con le tipiche casette delle lavandaie, si trasformi, dopo un bel monsone nostrano, in una distesa di detriti.

martedì 22 novembre 2011

Post-alluvione, Somma Urgenza. Ugh!


Somma Urgenza. Cosi vien definito il "primo" intervento, guidato dal Comune ed immagino demandato al Municipio3.
Ripristino delle precedenti condizioni di sicurezza e di utilizzo. E i bravi operai al lavoro da qualche giorno stanno ben facendo il loro.

Ma, a parte la priorità di far tornare la creusa carrabile, molto discutibile e dettata da chissà quali convinzioni, c'è il rischio che un peccato originario, un'incomprensione di fondo degli eventi, possa viziare malamente l'efficacia degli interventi, anzi ricreare le condizioni che han contribuito al disastro:
Il non aver capito (?!) la dinamica degli eventi pluviali e alluvionali, in quel luogo e in quella circostanza almeno.

Risulta chiaro il "pensiero guida" dal Progetto che qualcuno sta pensando di applicare agli scarichi della Via sugli argini del Rio. Consiste in tubi di scarico laterale ai quali sul lato di caduta dell'acqua vi è una farfalla che ne impedisce il rientro e il flusso contrario
Costerà molto, pare sia una versione altamente tecnologica.
In tanti abbiamo proposto di posizionare delle colonnine in muratura, con una ringhiera di ferro lungo tutta la Creusa, cosicchè le piogge possano defluire direttamente nel Rio. Magari con una strada di pietra (qualsivoglia) leggermente curva a "schiena d'asino"...

Questo perchè qui TUTTI sappiamo che il Rio non è MAI, neanche 'stavolta, esondato dal suo corso, ma è la strada che diventata un canale impermeabile manco fosse un acquedotto romano ha distrutto i muri precipitando tutto ciò che c'era nel torrente. Che mai, in nessun punto della strada è uscito dall'argine. I Ponti sono stati danneggiati dagli enormi detriti trascinati, da tronchi di 6, 8 metri, da massi di 50 chili che parevano lanciati con la fionda.
Lo si vede bene nelle foto sugli altri post del blog: il Rio pur iracondo scorre al di sotto del muro mentre la strada frana nel suo letto.
Lo si capisce anche vedendo che i muretti sono caduti DENTRO il torrente, spinti dall'esterno, dalla strada.

Ma allora perchè l'ostinazione a negare? perché ribadire che intorno al Rio tutto va bene, tutto è fatto a regola d'arte e col buon senso? Non è così! nè qui nè in nessuna nelle piccole Valli marginali della Città, divenute quartieri popolari, dove veder applicare il buon senso ed avere una buona qualità di vita son diritti ai quali pare noi non si possa ambire.
Certo sarebbe ingenuo aspettarseli come regalo, forse forse bisogna pretenderli.

PS- tra le NON urgenze ci sarà anche la fogna delle case sopra al mulinetto (via mottachiusura) che copiosa si riversa tutt'oggi nel Rio? si ruppe anch'essa il 4 novembre

Coro Quattro Canti diretto da Gianni Martini a Pedegoli