martedì 6 settembre 2011

Pedegoli : un Borgo trasformato in Periferia



dal 6 luglio non è che non sia successo niente intorno a Pedegoli, cmq quel poco non ha inciso granchè ...
l'estate è passata rendendo questo angolo di mondo sempre più squallidamente periferico, l'asfalto distribuito a piene mani inizia a puzzare quanto lo sbocco di fogna appena sotto alla strada, sporcizia e detriti albergano qua e là, i cantieri fermi fanno polvere e spazzatura, i bidoni della rumenta e le auto in sosta hanno vanificato gli intenti palesati dei "demolitori", che cmq han salvaguardato i vari interessi privati e malcelati.

Un pò schifato dall'andazzo omertoso che pervade le dinamiche di potere o solo che di comunicazione da e con esso, mi ripromettevo di mollare lì sta storia del "blog del barrio" che tanto finche la soluzione biologica non ci libera coadiuvata da un ricambio degli abitanti, qui non s'incrina certo il muro di gomma ottusa che protegge privilegi e comodità "acquisite" nè si ragiona pensando al futuro di un territorio, non solo al suo valore immobiliare.

Qualcuno sta, nonostante tutto, da un pò di tempo cercando una soluzione alla locazione dei Cassonetti per l'immondizia, ma anzichè venir accolto e ascoltato dal Municipio si è visto allontanare, ignorare, vessare, nemanco dal solito latitante mini-presidente Massardo, ma dalla sua Segretaria, che pare ne supplisca spesso la mancanze di confronto coi Cittadini. Triste storia che avrà ancora seguito, speriamo a discapito di un'atteggiamente arrogante e sufficente che contraddistingue i piccoli amministratori del MunicipioIII, almeno a 'sto giro...

Altri, in maniera educata e propositiva, cercando d'attivarsi magari in collaborazione per salvaguardare e abbellire il Ponte Medioevale, si sono sentiti rispondere dal concittadino e Cons.Com. di maggioranza L.Grillo (solitamente attento al territorio) che sarebbe il caso di rivolgersi ad un certo "nanìn" che "è quello che ha seguito di più i lavori pubblici nel luogo e lui saprà come fare ..."
A che titolo, con quale autorità , che tipo di procedura democratica ha concesso questo "mandato" ad un qualunque anziano del posto, se non quello d'esser l'espressione della mentalità più amicale, omertosa, di quella parte, retriva ed arroccata quanto ostile e diffidente, che concorre a comporre il consenso al Partito di governo della Città.

E la telecamera di Scidone non ha impedito certo lo scippo avvenuto in una creusa asfaltata limitrofa alla piazzetta ... la desolazione che regna nella giornata diventa angosciante alla sera, di certo la solitudine e la disgregazione facilitano il degrado delle relazioni umane ed il degenerare del territorio in una sorta d'abbandono, si abbandonano le carcasse, i rifiuti e i calcinacci, le persone anziane se povere e sole, gli spicolabili assistiti, gli emarginati, così come si abbandonano i ragazzi e le ragazze.
Le sortite in loco dei Laboratori Educativi e gli interventi a spot sull'educazione o sull'aggregazione dei giovani non hanno efficacia, nè ne potrebbero avere così avulsi dalla realtà e "calati" dall'alto, mentre il turn over dei Parroci non consente neanche più quel minimo (pur pericoloso) intervento della Parrocchia a tutela del Tempo Libero e della Socialità dei ragazzi nel quartiere

Affrontare la dimensione sociale, ad oggi colpevolmente ignorata, pensando di risolver, considerandole occasionali, le criticità con gli interventi attuati dall'Amministrazione è quasi volerla trasferire nell'ambito dell'ordine pubblico, operazione dai costi collettivi a medio termine molto più alti rispetto alle risorse necessarie invece a ricostruire, preservare, favorire aggregazione e socialità, unici deterrenti all'attuale imbarbarimento.

ps - 180mila eurospesi dal Scidone per nuove telecamere-spia ... questi soldi avrebbero sostenuto 10 circoli popolari per un anno intero ... le telecamere non dureranno un anno nè avranno un minimo d'efficacia ... i circoli sono un presidio civile non le sue stupide telecamere , sigh!

ps2 - finalmente, loro malgrado, i bidoni son stati piazzati. Togliendo 3 posti auto x i quali tanto s'eran impegnati i fautori del Progresso Viabile, beffe del destino...
Ciò non togli che le strisce pedonali siano un altro enigma da risolvere. Dove disegnarle nel rispetto della legalità stradale? Magari chiedete a Na.... , consulente ufficiale eheheh!

mercoledì 6 luglio 2011

RUMENTA & dintorni:soluzioni creative



Gli estemporanei alberelli piantati in una lastra d'asfalto nero danno un tocco bizzarro all'opera ma non distraggono dall'evidenza: quei fenomeni dell'ingegnieria civile che han progettato e, nonostante le evidenti incongruenze, realizzato l'ampliamento della Curva e la Copertura DAVVERO non hanno previsto un luogo comodo e funzionale dove allocare i molteplici bidoni per la spazzatura (ben sei, con la differenziata).


Eppure portar giù la rumenta è un gesto quotidiano che tutti noi facciamo, ma l'astrazione su cui viaggiano politici e funzionari pubblici è lontana dalle modeste pratiche di noi comuni cittadini.
A ricordar loro comunque le esigenze ci sono leggi e regolamenti, dove non arriva il buon senso, ma evidentemente anche queste a volte sono relative.

Ora i Bidoni sono stati tutti allineati al margine della carreggiata.. a fianco del marciapiede in piena curva allo sbocco di un park.
Questo aiuterà gli autisti dei mezzi (6 differenti camion) che dovranno fermarsi in curva, all'uscita dei parcheggi per le lunghe operazioni di carico. Ma forse no. Sicuramente favorirà il park libero lungo il marciapiede.
Un signore in divisa da vigile l'altra sera guardandosi un pò intorno s'è lasciato sfuggire un sommesso e laconico "qui non ne han fatto una giusta..." , non pensava d'esser ascoltato.

Forse pensava al fatto che dove dovrebbe esserci l'attraversamento pedonale, a fronte di una discesina del marciapiede s'incontra uno spesso gradino alla risalita sul marciapiede opposto... oppure che le strisce pedonali risulteranno in piena curva... o che neppure la pendenza data alla carreggiata è quella giusta e lo si vede quando piove...


lunedì 4 luglio 2011

linea 82


Che la viabilità cittadina fosse una questione privata a discapito del trasporto pubblico era già abbastanza chiaro, e nel piccolo del quartiere diventa eclatante con le prossime novità che ci riserba il comune-amico del "il bus è tuo".

Dopo aver allargato alcuni tratti dell'unica strada di Quezzi anche per favorire l'autobus(così si affermava) pare che sia programmata per settembre la sostituzione della linea 82 con un bussetto circolare chiesa-L.Merlo, dai posti estremamente limitati e dall'orario dilatato...

Sono migliaia le persone che abitano il tratto ignorato dal futuro ascensore che dovranno risalire la Valle a piedi o con i propri mezzi rendendo chilometrica la coda delle ore di punta.
Già ora il disservizio è evidente, il 47 è una chimera che scompare del tutto nei festivi, e comunque arriva giusto a brignole, dove del resto parte il 603 serale con l'ultima corsa alle 00,30... un ottimo servizio, a solo un euro e cinquanta.

Qualche anno fa a fronte di un ipotetico taglio alla linea 82 si crearono spontaneamente dei posti di blocco e un bus venne preso in ostaggio e occupato dalla gente. La trattativa portò a una stabilizzazione della linea.

ps - qui è un pò come dall'ostaia, si raccolgon voci: l'altra sera una giovane signora, abituale utente amt, rientrando a passo lesto perchè sorpresa dal cambio di capolinea del 603, rimostrò le sue perplessità ad un paio di dipendenti fermi a Brignole, i quali per rincuorarla le prospettarono tempi ancor peggiori, quali quelli a breve termine descritti nel post.

Anche se non sarà esattamente così non cambierà il risultato, giacchè sappiamo che l'ascensore servirà solo a poche famiglie, questa è sicuramente la direzione: favorire il mezzo privato o privatizzato (appalti). Conosciamo abbastanza il mondo da capire che dietro al sorriso del padrone si nasconde un ghigno. E amt ha dei padroni, che non siamo certo noi nonostante slogan complici e truffaldini.

martedì 28 giugno 2011

RUMENTA

Genova pulita è più bella, a proposito di slogan. Forse che l'igiene urbano fosse una sentita esigenza della città; si incentivava a parole la "raccolta differenziata". Bene. Ma non a Pedegoli, nè in generale a Quezzi, pare.

Nel concepire l'ardimentoso progetto che va a compiersi con la benedizione laica (visto che il prete di zona è latitante) sembra che gli architetti e i geometri non abbiano tenuto affatto conto del posizionamento dei BIDONI PER LA RUMENTA.
Alla faccia della "differenziata" attualmente i tre contenitori per la raccolta sono piazzati in discesa su un lato della strada senza marciapiede ne alcuna possibilità di avvicinarsi se non in ore notturne...
Magari differenziare non è nelle priorità dei progettisti, perciò pensare a uno spazio dedicato a questo scopo sarebbe troppo. Invece per i classici bidoni della rumeta generica di solito si prevedono giusto due angolini, ma ...NIENTE.

I due grandi contenitori verdi continuano a far da sponda ai ragazzi che giocano in piazzetta, occupandone l'area della fermata bus! Debordanti spesso spazzatura, giacchè raccolgono anche tutta via molinetto e tutta via finocchiara (appaltate da amiu a coop sociali), cosicchè scendendo dal bus si impatta immediatamente con puzza e liquami, come benvenuto...

Questo, se ce ne fosse ancora bisogno, evidenzia alcune delle mancanze croniche dell'amministrazione quali la scarsa lungimiranza, la scarsa attenzione ai problemi quotidiani e l'altrettanto scarsa attitudine a trovare soluzioni condivise.




"PedegoliTiVoglioBene"



un altro colpaccio della 'pd-comunications' : "pedegoli ti voglio bene" ... sigh!

Mi ricorda slogan tipo "fermiamo il cemento in collina" apparso su un manfesto pd, proprio mentre (con altri mille sbancamenti in tutta la città) iniziava il Cantiere x i box che ha devastato l'area e che rimarrà incompiuto appresso a fallimenti e maneggi vari, assestando un ulteriore colpo mortale al'ecosistema idrogeologico della Conca naturale denominata "pedegoli".

Ora invece questo ipocrita quanto stucchevole "ti voglio bene" prelude alla inevitabile manifestazione di inaugurazione mercoledì 29 alle 18, con brindisi a fine puramente elettorale.
Ma inaugurano che cosa? l'asfalto nuovo? i cinque park in curva? o la curva stessa? ...l'inaugurazione con Autorità e PompaMagna di una curva ci mancava, belìn !!

E dopo aver devastato, asfaltato, cementato, senza criterio e senza alcuna idea di programmazione, ogni angolo sfruttabile a fini più o meno personali... dopo aver osteggiato ed emarginato qualunque ipotesi di valorizzazione dell'esistente e di investimento nella dimensione sociale per evitare che il nostro sub-quartiere diventi definitivamente una periferia/dormitorio...
dopo aver fatto del rapporto omertoso e amicale la prassi dialettica determinante nella comunicazione con il Potere.. qualcuno ha la faccia tosta di dire e scrivere che a questo luogo massacrato dalla speculazione "ci vuole bene" !!

Sembra invece che a questo posto qualcuno ci voglia davvero male; venti anni fa già il degrado era visibile ma alcune caratteristiche tipiche delle colline genovesi, che ne hanno permesso da sempre una buona qualità di vità, almeno sociale e famigliare, hanno resistito per qualche anno ancora... ma i colpi assestati uno dopo l'altro al Territorio ne hanno compromesso definitivamente la sopravvivenza.

Allora ecco l'area-dormitorio con posto auto, dove poi i ragazi pascolano tra i parcheggi e i pochi marciapiedi a cazzeggiare, dove chi rischia la solitudine la trova sicuramente, dove la disgregazione e l'egoismo hanno l'egemonia creando astio e sospetto verso gli "estranei", gli "stranieri".... un parco buoi per il populismo della Lega, o per il consenso bue che va agli sceriffi come certi Assessori.

A questo in realtà vogliono tanto, tanto bene (ricordo il quartetto cetra)... a un quartiere che come un gregge beota e ovino segue, sempre ottusamente fiducioso, il padrone che non si limita più a tosarle ma le conduce al macello per trarne il suo immediato profitto.




giovedì 23 giugno 2011

news di inizio stagione



una manciata di news estive sugli scassati dintorni di Piazzatta Pedegoli..

Il bus 47 che per ora arriva a L.Merlo pare che i festivi e le domeniche verrà soppresso; lo dice un foglio autoprodotto, appeso al capolinea, che invita i sudditi del feudo di Quezzi a firmare affinché venga ripristinato: si sottoscrive l'appello dal Bar Berto.

L'ennesimo mega-cantiere per l'Ascensore meno utile della città è in fase d'apertura, doveva partire a giugno, in contemporanea con la scarificazione e la asfaltatura della Via principale dedicata alla chiusura dei due Cantieri pagati dalla Protezione Civile per la Sicurezza e la Viabilità.
Si prevede un'inaugurazione del Nuovo Assetto Viario degna della campagna elettorale. Tra le altre cose interessanti si potrà evidenziare la filiera di potere che governa questo spicchio di territorio.. Feudatario, Vassallo, Valvassore e una folta schiera di sudditi compiacenti e pasciuti.
Nell'ombra rimarranno i Cittadini, le molte persone che con modestia portano avanti la propria vita privata e di relazione nonostante le difficoltà quotidiane... e la Cittadinanza, cioè il diritto di partecipare attivamente alle scelte e ai progetti che riguardano il proprio Territorio, la propria qualità di vita e di misurarla su parametri diversi da quelli degli speculatori immobiliari.

In Piazzatta Pedegoli stazionano ancora i Bidoni per la rumenta, ad occupare lo spazio pedonale e ad accogliere chi scende dal Bus; quando capitano lì (spesso) le Autorità pd, fanno tutti finta che i bidoni non ci siano... forse se qualcuno li buttasse in mezzo alla strada proprio in uno di quei giorni...
Si farà finta di non vedere l'osceno abbandono del cantiere che ha sventrato il piede della collina a Pedegoli. Abbandonato ed evidentemente pericoloso, con i palazzi a picco; un Danno Ambientale difficilmente riparabile. Sempre grazie all'amico degli amici...
Si conclude a giorni nei pressi un Progetto (quello destinato all'abbattimento e copertura sul Rio) un pò alla ventura ma la Curva ora è ampissssssima, almeno sino alla strettoia che la chiude.

I box della Chiesa sono a buon punto, tanto che un crollo avvenuto nell'ultima pioggia, ne ha velocizzato i lavori: una quarantina di box di cui una cinquina rimarranno alla parrocchia, uno ad uso Prelato, e gli altri a speculazione futura, esentasse in quanto Curia, immagino. E lì c'è l'accordo con il vecchio Prete fuggiasco, per risanare coi Fondi pubblici parti di Proprietà Parrocchiale... Chissà a forza di cambiar preti con chi si dovrà trattare.

La Pista Rossa sembra rimasta l'unico bastione di resistenza umana al debordare delle pratiche amical-omertose tipiche della sudditanza feudale, infatti pare abbia ottenuto un minimo di attenzione, grazie al Comitato di Cittadini che ne tutelano l'esistenza. Ben cinque Progetti per il miglioramento dei giardini sono presentati dall Facoltà di Architettura e l'Amministrazione oltre che a porger qualche Euro di finanziamento, concede al Comitato il Parere Consultivo su quale realizzare.
Un Progetto Condiviso in base all'idea di Cittadinanza Attiva è un'altra cosa, ma la buona volontà, pur tattica, del Cons. Com. Grillo che si è cmq esposto a favore di questa soluzione, può ovviare all'assenza e all'estraneità del Municipio, e contribuire ad innescare un confronto dialettico tra le diverse componenti del quartiere, ad oggi inesistente.

Ci aspetta ancora tutto il caldo dell'estate, e l'asfalto con cui hanno ricoperto Pedegoli a luglio sarà rovente ...





mercoledì 15 giugno 2011

Bugaixe 2011, sabato18 a Pedegoli h.15,30

(clicca sul titolo x link fotografico fb


Nuova Edizione della Festa delle Bugaixe a Pedegoli, 2011

Cerca di diventare un'evento tradizionale la giornata dedicata alla memoria delle Lavandaie che negli ultimi due secoli sino agli anni 50 operavano nella conca dei due torrenti: Molinetto e Finocchiara.
Quest'anno l'evento itinerante partirà da Piazza Pedegoli e si inoltrerà (superando le brutture di cemento armato) per Via Finocchiara, stretta creusa ormai asfaltata da anni, dove sopravvivono però ancora molti arredi e architetture storiche, con tipicità paesistiche accentuate, che vale la pena visitare.
Lì si proporranno danze e musiche folk e alcune performance teatrali.


Il tutto si concluderà con una condivisione culinaria sul pianetto; lo stesso luogo dove, forse qualcuno ricorderà, alcune decine d'anni or sono la popolazione più attenta della zona si era opposta all'abbattimento di quel ponticello e allo strabordare del cemento armato e dell'asfalto...
creando così un limite netto e ben visibile, oggi ancora a forte rischio (vedi i nuovi park sull'argine) di venir ignorato e abbattuto.


Magari i fautori della modernità a tutti i costi, intesa come riduzione della storia e del passato ad un consolatorio ricordo, che fossero per caso coinvolti nell'evento si potessero visivamente render conto ... però non credo, chi è abituato a veder gli altri come avversari ed estranei non vede altro intorno.





lunedì 6 giugno 2011

Penetrazione, strade di ...

una via di penetrazione nella valle.... sigh!






Penetrazione.
Nell'immediato mi richiama un immagine sessuale.
Peraltro emblematica del rapporto Potere-Cittadini.
Poi torno a seguire il discorso del Cons. Com. Luciano Grillo.

Espone l'idea che le circonvallazioni carrabili in collina non siano più adeguate e si propone per la soluzione meno impattante (!) delle "strade di penetrazione", le quali dovrebbero così agevolare gli abitanti dei nostri bricchi.
E magari contribuire ad un'ulteriore edificazione lungo queste nuove arterie d'asfalto...
Un flebile richiamo ad una visionaria proposta di qualche tempo fa riguardo al Parco dei Forti, (l'istituzione di un'area verde a ridosso dei quartieri di SMartino, SFruttuoso, Quezzi e Marassi) nel discorso di Grillo farebbe ben sperare, e un'elaborazione condivisa sul territorio di questo progetto forse troverebbe ampio consenso...

Penetrare, entrare nell'intimo.
Nell'intimo di una Valle, pur microscopica come i nostri rebighi di roccia, ci si può introdurre seguendo le pieghe del territorio, i dislivelli , le curve, le condizioni in cui si inseriscono armonicamente i passi, le creuze, esistenti e custodite da muraglie anch'esse adeguate al terreno; e questa via d'accesso più che di penetrazione, la si puo rendere percorribile lastricando relativamente, lasciando i drenaggi naturali e le vie per l'acqua preesistenti.. alcune potrebbero essere di terrabattuta e non necessariamente arrivare ad ogni singola casa...
La moderna ingegneria civile ha soluzioni per realizzare senza compromettere il territorio, bisogna volerlo.

E l'impressione avuta è che il termine strade di penetrazione implichi invece l'idea che tracciare una bella linea retta sia sempre la più rapida soluzione e che l'asfalto sia ancora il top dei materiali amati dai "nostri", malcelando il calcolo di quanto valga in più un abitazione con strada sotto casa.
Ma come stanno assieme le due cose, mi chiedo.
Come pensare un futuro di un Territorio inserendolo in un Area che ne dovrebbe valorizzare gli elementi rurali, tradizionali, le componenti paesaggistiche e architettoniche, e nel contempo immaginare di far passar strisce d'asfalto tra gli ulivi disseminando villette?


Si parla di fasce a secco, frutteti e oliveti, pascoli utilizzati per la transumanza, sentieri e strade militari, sino al mulino, ai trogoli e ai "laghi" delle lavandaie, alle strutture medioevali, e a tutto un ambiente di pietre e di legno inzuppato che richiama ad un estetica della miseria sino a ieri vissuta negli anfratti della città, qui e altrove. E che non dovremmo voler cancellare.

La stessa idea conservativa darebbe spazio alla valorizzazione, all'interno di un territorio tutelato Le attività già presenti ne avrebbero un valore aggiunto, così sarebbe per chi produce olio o basilico, chi ortaggi e sapori e chi ha ancora oggi animali da latte e da uova, e credo che trasportare a valle la produzione con trattorini e a dorso d'asino non gli dispiacerebbe neanche troppo se questo li rendesse ancor più "unici" di quanto già lo siano.
Ci sono diversi modi di entrare, ad esempioin un bosco, uno possibile è spostando i rami e le foglie e scavalcando le radici più grosse, deviando davanti ad un ostacolo assecondando il terreno.
Un altro è tirare dritto con l'ascia e il machete.
Scommettiamo su come penetreranno le colline?



giovedì 2 giugno 2011

Pedegoli: lastre d'asfalto, club "esclusivi" e 4 posti-auto, al costo di qualche milione di euro...



Oibò, i lavori per la Curva di Pedegoli volgono al termine e si rende visibile il disegno, oggettivamente bislacco, che avevano in mente gli ingegneri applicati all'impresa.



La curva è stretta ora nella parte a nord anzichè nella parte sud, nonostante la "giunta" di uno sbalzo che ha consentito di ripristinare il marciapiede presistente, vero è che ne guadana la visibilità sulla strada, ma a che prezzo!
Un prezzo che però non ha previsto la pavimentazione del marciapiede ricavato a monte della curva stessa, magari con estetici sanpietrini come del resto è stato fatto a Largo Merlo, così ci ritroviamo una piattaforma d'asfalto che verrà presto occupata da moto e scooter parcheggiati ... giacchè metter due paletti con una catenella come richiesto dagli abitanti magari costava troppo, anche l' unico albero che avrebbe dovuto esserci è stato eliminato per volere del "potente" proprietario del magazinetto limitrofo (probabile remoto abuso edilizio).


Evidentemente a L. Merlo le componenti civili contano magari qualcosa; i commercianti ad esempio avranno preteso un rispettoso ritorno per la loro disponibilità, ed i cittadini si saranno attivati per ottenere un minimo di decenza estetica insieme alla presunta funzionalità degli interventi...
A Pedegoli invece le persone se ne stanno beote e serene ad aspettare quel che casomai viene concesso, ringraziando sempre, per l'intercessione presso i Potenti, i soliti due personaggi che arroganti replicano ad ogni critica, anzi ad ogni sommesso mugugno, con il famoso "meglio così che niente", oppure "ancora grazie che fanno delle cose per noi, non siete mai contenti"...


Il più vecchio dei due "pasdaran" ora dovrà organizzare e gestire il ritrovo per anxiani, essendosi messo in mostra infilando naso e lingua in ogni questione, abilmente manipolando gli umori tramite conoscenze e amicosi, maldicenze e sussurri all'orecchio, si ritira finalmente il compenso, l'onore al merito, certamente fiancheggiato dal più giovane soggetto dall'aria psicolabile che persegue la politica della concussione amicale a far consenso.
Situazione emblematica di ciò che si propone all'ingrosso in città.

Tanto per sottolineare l'assenza di un'approccio sensato alla dimensione sociale e della conseguente mancanza di qualsivoglia progettualità civica, pare che insieme al ritrovo anxiani a conduzione personale si voglia collocare all'interno del Locale Pubblico un... Club del genoa!!
Senza nulla togliere ai militi rossoblù non mi pare che questa sia una prerogativa per ottenere Spazi Pubblici allo scopo di destinarli ad un uso esclusivo e privato di una parte dei Cittadini, privando le altre di questa opportunità.


Avrebbe magari senso invece destinare uno Spazio alla Sportività, all'incontro di chi pratica e segue lo Sport ; così permettere anche il 'ritrovo' dei Tifosi delle due squadre cittadine, che potrebbero così organizzare e promuovere le proprie partigiane iniziative, senza per questo prevaricare o precludere spazi e opportunità ad altri.


Ma il rischio è che allora si prospetti un destino diverso per quei locali, un destino d'uso collettivo, una proposta più ampia che coinvolga più componenti della vita di quartiere, e che alla fine assomigli a quel luogo intuito dalla proposta di un gruppo di abitanti presentata qualche tempo fa... che vedeva un utilizzo diffuso e autogestito delle risorse ottenute; proposta affossata, ignorata, comunque maldigerita da chi invece dovrebbe sostenere le iniziative popolari, se solo avesse a cuore il benessere della città e dei cittadini.

ps - E comunque i pochi posti auto ricavati sono proprio sulla curva! in barba alle elementari regole di buon senso, qui si dovrà entrare e uscire da una piazzuola park nel gomito interno di una curva in una strada a due sensi .... mhà!



martedì 31 maggio 2011

deratizzazione. Contro cani e gatti?




La scorsa estate è stata contrassegnata dall'esodo delle Grandi Pantegane dal loro sito storico ed infrattato. Disturbate dalla mole di Lavori concentrata a Pedegoli iniziarono una diaspora che le avrebbe portate ad occupare le nicchie ecologiche più adatte alla loro riproduzione: tutto il Rio, abbandonato all'incuria e al deposito di rifiuti, e le case più vicine.

La presenza, giustificata ma non gradevole, di queste bestiole senza nemici naturali ha convinto l'Amministrazione ad una decisa opera di contrasto... così dopo un anno son stati piazzati dei dispenser di veleno atti a facilitare il suicidio dei grandi topi, qual'ora lo desiderassero.

Capita però che alcuni animali più "vicini" all'uomo, quali cani e gatti, vengano attratti dal profumo invitante delle pasticche assassine custodite nelle plastiche disseminate lungo le creuse nei pressi del Torrente, e che ne lecchino il contenitore dal quale un minimo di sostanze tossiche fuoriesce.
Il risultato è che diversi gatti sono stati avvelenati (con ovvia soddisfazione dei ratti locali) e ultimamente anche alcuni cani son stati intossicati, un paio di animali sino alla morte.

Pulire il Rio e i suoi argini sarebbe anche un dovere dell'Amministrazione oltre che l'unico reale deterrente all'insediarsi di ratti, zecche, zanzare e quant'altro, ma si sa che le priorità del nostro Municipcip sono ben altre... tipo le "strade di penetrazione" di cui il piccolo presidente s'è fatto paladino (....) o lo sbancamento di tonnellate di terra per far posto a costosi park privati, spesso poi invenduti.
Ma queste son altre storie, di cui parleremo, stiano sereni, presto.



martedì 24 maggio 2011

fogne



i capaci operai all'opera per ripristinare le fognature presso il Cantiere della Curva di Pedegoli hanno capito ciò che ai tecnici e geometri vari, intervenuti dopo denunce e lamentele del vicinato, non erano riuscito di realizzare.
Così finalmente, come cascame della Opera Principale, hanno messo mano per rimediare all'infame scolo che da anni tracima nella rete delle acque bianche finendo a cascatella dritto nel Rio.
Bene. Pare che il Pubblico il suo lo stia iniziando a fare.

A quando i signori che non collegandosi alla fogna principale smaltiscono i loro liquami personali nel pubblico fossato?
Forse che per rimediare debbano esser incentivati?

Il Rio Molinetto ha già nel suo tratto finale, che scorre tra le vecchie case, notevoli qualità; grazie alla fognatura il torrente ospita nuovamente diverse specie di pesci e la locale fauna acquatica, anatre e aironi pasteggiano sereni tra le piante e i cannicci e persino una gazzetta albina l'altra sera s'appostava a pescare tra le grosse pietre del fossato.

E' piacevole la sera in questa stagione percorrere la Creusa a passeggio tra l'assordante gracidio delle rane e il fresco dell'acqua che scorre,... è triste constatare però quanti siano ancora gli incivili che sversano, indifferenti e menefreghisti, schifezze varie: vernici, zetto, saponi, rifiuti, compresa la propria merda.

Così come gli abusi e le privatizzazioni o l'abbandono degli argini all'incuria, sembra far parte di una logica suicida verso se stessi e omicida del Territorio, logica che pervade le iniziative di una parte degli abitanti, una logica aggressiva e presupponente destinata a estinguersi insieme ai suoi fautori.



nel clip una gazzetta albina vola sul Rino nei pressi di un vecchio edificio da cui spurga uno scolo di fogna...


giovedì 19 maggio 2011

dal blog di Azadiya: Ai partigiani kurdi



Azadiya: Ai partigiani kurdi
cliccaci sopra per vedere il video

questo forse non c'entra con pedegoli ma rendere pubbliche, diffondere, sostenere le ragioni del Popolo Kurdo è un dovere morale da cui nessun democratico dovrebbe sentirsi esente.


sabato 7 maggio 2011

tecnicamente...

proposta di un 'logo' per il MunicipioIII



"...grazie ai lavori eseguiti e ormai portati a termine le due criticità forti rispetto alla viabilità nella Valle sono state risolte ed eliminate, ma tra i due Lotti, tra i due cantieri, la situazione è critica "
Tecnicamente. Così si è espresso il Tecnico della Regione, affermazione nella quale io ho trovato un pò di contrddizione, ma magari è una mia impressione...
Mi sembra di intravedere nel futuro prossimo una strada schizzofrenica, che alterna spazi degni di Versails a strettoie assassine per stress da ingorgo continuo.
Pareva consapevole di ciò quando proponeva una soluzione d'abbattimento almeno sino alla "casa del Popolo" di Via Pinetti (esclusa) e di ulteriore allargamento.

Tutto si collega. Le persone sfrattate da queste ipotetiche demolizioni verrebbero rimborsate con l'alloggio in una parte dell'ex-ONPI una volta che sarà ristrutturato ad uso residenziale dopo esser stato acquisito interamente (ad oggi il comune ne possiede gran parte ma non tutto, ma si sta provvedendo)
L'enorme edificio diventerebbe così residenziale e permetterebbe di recuperare fondi ed energie per affrontare questa seconda trance di interventi.
E anche qui non si scherza: 10 milioni di euro almeno ed un anno dedicato alla progettazione dell'Impresa.

Infine, a dire del Tecnico, le piogge e vari Rii che arricchiscono d'acqua il nostro Territorio non creano problemi a monte (!), bensì a valle dove dopo L.Merlo il rischio è che non regga più la vecchia copertura per via dell'aumentato volume d'acqua trasportato a valle, appunto.
Anche qui mi pare contrdittorio, il volume così come la forza d'urto e la velocità di discesa delle acque è esagerato ed in continuo aumento grazie alla scellerata politica di cementificazione e asfaltamento di ampie zone prima permeabili, grazie ai permessi dati a chiunque e senza alcuna garanzia di sicurezza, rilasciati negli ultimi anni dall'Autorità: caso eclatante il cantiere x i box di Pedegoli, ormai abbandonato... un danno ambientale annunciato e prevedibile, difficilmente sanabile.

Le stesse strade cosiddette 'di penetrazione' (che si propongono di moltiplicare in futuro) sono causa principe del crollo di fasce, dei muri di contenimento e di cedimenti anche più profondi, insieme al carico e alla pressione, maggiormente esercitata dopo gli interventi scriteriati eseguiti da Pubblico e Privato; sbancamenti, box, muraglie di cemento che sbarrano e deviano i mille rivoli quasi costanti in ogni stagione...
Giacchè poi rimedieremo a valle (forse), si può tranquillamente continuare a cementare la collina, e questo bene o male, si prospetta.

Con un certo cipiglio il buon Tecnico afferma che "loro" rispettano gli impegni a proposito dell'assicurazione dataci dal Pres. Regionale che un luogo adatto e dedicato alla "socializzazione" si sarebbe trovato, come segno di un minimo ritorno sul territorio della ricchezza da questo, volente o nolente, prodotta.
Infatti ribadisce che un appartamento limitrofo a Piazza Pedegoli verrà aquistato dalla Regione e che il Municip.3 lo metterà a disposizione di...... Nanìn! un anziano che ha un certo ascendente tra "gli amici degli amici" e che si da un gran daffare a convincere i suoi coetanei della bontà insita nelle iniziative del pd e degl amministratori in carica.
Chissà xchè
a lui, qualcuno ( ma chi e con che diritto?) ha chiesto di costituire un "centro per Anziani" e di scriverne lo statuto !

Bene, l'Ente compra con soldi pubblici un luogo che però dedica all'uso esclusivo di un piccolo gruppetto di anziani concussi e fidati, ed a un "club del genoa" formato poi dalle stesse persone di cui prima...
Che tristi che siete!

130 firme e l'impegno di qualche anno su queste tematiche da parte di un gruppo eterogeneo e variegato di Cittadini, avevano ben altri obbiettivi. Tutti descritti nella copia data in mano al Sig Poggi, in qualità di tecnico e di persona vicina a Burlando.

Ricordo bene, personalmente, due passaggi direi fondamentali di questa vicenda: il primo quando il pres. Burlando ci garantiva questo tipo di ritorno considerandone i molteplici aspetti a cui facevame riferimento come essenziali.

Il secondo quando il Tecnico in persona ha scartato l'ipotesi conservativa rispetto all'osteria abbattuta e ci ha proposto un chiosco. Proposta rifiutata su due piedi e controbattuta con l'idea di comprare l'appartamento che dà sulla Piazza e farne la Casa del Cittadino e delle Associazioni prospettandone un utilizzo diffuso, condiviso, pluralista e partecipativo, sottolineando che il proprietario si era già dimostrato interessato.
Il Poggi si impegnò, con Gianni, Debora ed io presenti, a indagare ed informare il prima possibile.

Ora ci manca un passaggio... alla faccia della trasparenza e delle buone prassi democratiche pare che la trattativa per il luogo sia stata portata a termine, ma che tutto si stia svolgendo all'insaputa delle componenti sociali, associative e politiche del quartiere, anzi che si siano presi accordi a livello personale con soggetti privati e fidati, in grado di garantire al pd l'egemonia ed il controllo sull'eventiuale nuovo Circolo...
In modo da determinarne un triste futuro, come del resto è accaduto alla casa del popolo, esclusivo club di 'biscazzieri', o all'arci dalla chiesa, 'blindata' e commissariata: 2 luoghi resi inutili ed ingombranti.

(Cliccando sul titolo del post si linka al post in cui è riportata la nostra proposta iniziale)


il pd presenta il Risanamento del quartiere, sigh!



...giovedì sera, con un pò di ritardo, il Municipio3 nelle persone di Massardo e di un suo Consigliere, con l'ausilio del Tecnico della Regione Poggi e del Consigliere Comunale PD Grillo, hanno "presentato" al quartiere i progressi del Piano di Risanamento in atto e le prospettive per ulteriori iniziative pubbliche che questo offre, non parlando solo dell'immediato.
La carne al fuoco è parecchia, e ogni punto è degno di riflessione, analisi e critica, giacchè anche i soldini impiegati e previsti sono parecchi.E sono, come sempre, i nostri.

In linea di massima la dimensione sociale della governabilità del territorio e la necessità urgente di programmare interventi organici e pianificati per rispondere al degrado e alla disgregazione di una popolosa valle in asfissia, è stata completamente, o quasi, marginalizzata, ridotta, stigmatizzata a un paio di iniziative con obbiettivi minimi e poco incisivi.


Per il resto sono state trattate alcune questioni e sono state date un pò di spiegazioni. Il pubblico interessato alla serata era diciamo "il solito", cioè un gruppo di conoscenti coinvolti da rapporti di amicizia e generazionali (l'età media era di 65 anni), neanche troppo numerosi. Assolutamente NON rappresentativi delle diversità tra le persone, tra i generi, di cui è ricco quartiere.

Il presidente municipale asserisce che stanno facendo il massimo per strade e parcheggi (e lo sappiamo bene!), e che, se ho capito bene, conseguirne l'ottimizzazione sarà una priorità della Programmazione Municipale del suo ultimo (speriamo) anno... cioè in base alla priorità si decide come e dove utilizzare i fondi (e mi sovvien Mottachiusura).
Poi afferma che l'Ascensore ci sarà e i lavori partiranno a giugno in concomitanza con la fine del cantiere di L.Merlo (come già intuito: i due cantieri hanno stretti rapporti)e che questo modificherà l'assetto delle linee amt che servono la valle (qualche post fa spiego anche come verranno modificate... ecche 'azz!)

Conclude lo scarno intervento affermando che la manutenzione (!) delle creuse è un loro impegno (!?!) vista la ricaduta della funzionalità sulla strada principale...
Forse l'idea che ha in mente è una serie di strade carrabili e asfaltate che permettano di arrivare in auto ovunque nella Valle...? ed è architetto, dicono.
(l'esempio è la folle strada che parte da via Poligono e sale con pendenze da vertigine dritta sulla costa...)

Una parentesi viene dedicata a via Ferreggiano, dove il terreno delle Brignoline sta franando sul Rio; pare se ne siano accorti e aspettino l'estate per intervenire con un contenimento ai piedi della frana, creando delle coperture provvisorie sul fiume per lavorare, coperture che verrebbero poi smantellate (con sommo dispiacere dei fautori della copertura tout court).
Ovviamente non si dice nulla sul futuro (già scritto) di quell'enorme (e appetibile) area verde, sulla quale si che un bel progetto ecologico e sociale sarebbe auspicabile.

Interessanti (!) anche gli interventi degli altri Ospiti, che meritano ogniuno un post dedicato...

venerdì 6 maggio 2011

lapidi ai partigiani, non fiori ma...neanche opere di bene

Quezzi è una valle in cui molte strade sono intitolate a Partigiani caduti combattendo, alcuni proprio di qui, è una zona popolare e intensamente abitata dove la disgregazione sociale appare evidente e dove l'abbandono di ogni politica che abbia una rilevanza sociale per la comunità lascia spazio all'ignoranza e all'egoismo e chi si trova costretto a 'far da se' rispetto alle difficoltà quotidiane ne diviene facile preda.



La scarsa sensibilità della politica e dei suoi rappresentanti vede le implicazioni sociali, collettive delle proprie iniziative economiche e finanziarie come fastidiosi lacci o nell'ipotesi migliore come cascami, eventuali ricadute positive sul miglioramento della qualità di vita delle persone e delle relazioni umane. Quando ci sono bene, se no è lo stesso.


Alla faccia della città dei diritti, della città dei bambini, della città accogliente. Ma soprattutto alla faccia della partecipazione popolare e diffusa ad un reale decentramento, anzi oltre che a subire decisioni che ci modificano le giornate in peggio veniamo sempre più obbligati a scendere in città per qualunque esigenza o servizio.


A corollario di tutto questo si pone una specie di arroganza del potere, piuttosto cieca, la quale prevede che l'assoluto assenso di una infima parte di cittadini, solo anziani e amichevolmente relazionati tra loro, acritici ed in parte 'interessati' perchè direttamente coinvolti nelle imprese attuate o da attuare, venga preso per reale . Considerando questo come consenso alla politica amministrativa perseguita il potere si maschera così di un alone democratico.


Poi ci sono dei fatti, qua e la, che potrebbero far aprire gli occhi anche a chi continua a credere alla presunta "appartenenza partigiana" di apparati partitici obsoleti e rispondenti solo a logiche di businnes e lottizzazione. Solitamente il 25Aprile si posizionano le corone di fiori alle lapidi dei Partigiani, bene. Però pare che quest'anno qualcuno non abbia voluto partecipare alla costituzione dei fondi necessari per l'iniziativa...


Indovinate chi è che non ha voluto metterci i soldi...?

giovedì 28 aprile 2011

cittadini



Abdul e sua moglie Aisha crescono una magnifica ragazza con i due fratellini, l'ultimo è proprio nato a Genova, a Quezzi, è "il genovese", tutti e tre sono cresciuti qui, insieme ai nostri figli, Abdul lavora, come anche Aisha, ma i sacrifici da affrontare sono molti, ciononostante è una famiglia serena.

Luìs e la Carmen si sono sposati giovani in America e la loro seconda figlia l'hanno avuta qui a Quezzi e qui, insieme al fratello, abitano. Decine le fiesticciuole di questa famiglia a cui per partecipare basta un pò di allegria e cordialità.

Il giovane Ghassàn con un amico del Marocco ha rilevato una bottega e pratica la politica commerciale dei prezzi contenuti e della cortesia.

Katiushia vorrebbe che suo figlio studiasse all'università in Italia ma lui invece vuol andare a laurearsi in Romania, per non dimenticare le origini. Da anni lei lavora e vive in quartiere, e da sola si cresce il ragazzo.

Furio e Rino, così come Anna e Nina, sono persone che hanno scelto la collina, il borgo, per cercare una dimensione che permetta loro di viversi la relazione di coppia, le dinamiche della famiglia in un contesto sereno e trasparente, umano.

Victorio da tempo aggiusta e ripristina i muretti a secco dei dintorni grazie all'arte appresa al suo Paese, in Albania la campagna è ancora legata all'uso tradizionale della pietra. Ora pare abbia ottenuto col ricongiungimento famigliare l'arrivo di figlia e moglie, vivranno in una casa rurale che lui ha in affitto.

Romina lavora nelle case, mentre Rocco tapulla nei terreni e negli appartamenti, aspettano un/una figlia e lui un lavoro decente, sono saliti in collina spimti dal canone nell'urbe (anche se pure quassù non si scherza coi prezzi... oltre i 500e.) e qui intravedono anche un pò di qualità almeno potenziale, se non altro il verde e i laghetti per sfogare la creatura.

Osvaldo ha serie difficltà di movimento e questo si accentua con gli anni, è un ragazzo intelligente e volenteroso ma sul lavoro è in "mobilità" da un pò e ora rischia la disoccupazione. Intorno la rete parentale col tempo si assotiglia tanto quanto le opportunità offerte dai 'servizi'... e socializzare in un tessuto territoriale così disgregato non è facile.

Carmen e Sara così come diverse altre donne, escono da una brutta storia con uomini indecenti, storie che segnano e lasciano le persone nella solitudine e nella diffidenza, che comunque dovranno crescere i figli, donne a cui magari un minimo di socialità e solidarietà intorno potrebbe far bene.


Franco lo chiamano "il storto" perche rangheggia, spesso gira col Ubaldo, altro "sciachelo" con un gran cuore e ingenuamente sorridente, a cui il mondo riserva disgrazie e indifferenza, come molti suoi vicini.
C'era anche Domenico con noi a far bene da rappresentante di un'umanità ai margini, quasi invisibile... ma ci ha lasciato da poco.

L'aziana signora Gianna, che percorre la creusa e cerca le vecchie amiche, così vecchie da esser già scomparse da tempo. I signori Laliggia che quando arriva il caldo escono di casa e spaesati sempre più cercano i luoghi dell'infanzia, si fermano un'ora buona a guardare il nulla, mano nella mano, poi rientrano...
altri non escono più, neanche la sera quando fa caldo.
Qualcuno lo incontro sul bus, odore di vestiti vecchi e sguardo da alcool, a volte da alcool & macchinette d'azzardo.

Altre persone incontro sul bus di quartiere, a un ora ben diversa, vanno a lavorare dall'alba per rientrare al tramonto, nelle pulizie, nella ristorazione industriale e nel facchinaggio, sono più scuri, ma non di pelle, non solo almeno, sono resi scuri dall'espressione cupa di un volto di periferia, dalla rinuncia a priori all'idea di poter partecipare a cio x cui si lavora a costruire, di avere il diritto di farlo...

Per noi tutti certo quello che servirebbe per ammortizzare l'esclusione, l'indifferenza, la solitudine, il degrado e l'alienazione a cui ci stiamo purtroppo abituando, in cui stiamo lentamente soffocando è il sussulto di dignità che ci indica nella nostra natura, o forse nella nostra 'appartenenza' le risorse per reagire, nella ricerca di un pensiero di autonomia ed in questa capire ciò che ci è di conforto e trovare gli strumenti per rivendicarlo e raggiungerlo, ottenerlo, costruirlo.

Diversamente, stando alla cronaca, quello che verrà offerto al quartiere, che verrà concesso così come si mette la gabbietta col richiamo vivo, sarà giusto un "ritrovo per anxiani" dedicato ai soliti garantiti portavoce e baciapile d'apparato. Dando continuità all' "Era dgli Ottusi".




martedì 19 aprile 2011

il percorso omertoso: "vedi che se me lo chiedi a me poi io lo dico a lui e te lo faccio fare?"



Pedegoli è un luogo in realtà assai piu movimentato e denso d'accadimenti di quel che può apparire allo sguardo superficiale di un visitatore, distratto dai lunghi momenti in cui davvero pare che nulla si muova, lunghe e tranquille ore dove due o tre personaggi percorrono lenti l'unica strada deserta, una scenografia degna di un film di sergio leone; si ci aspetta quasi di veder rotolare i classici cespugli secchi spinti dal vento mentre sotto il sole (a volte, ma più spesso nel fosco dell'umidità nell'aria) appare in salita la corriera, foriera di novità dalla città, da cui scendon tre anziane donne piene di borse, un ambulante temerario che si spinge sin quassù, e due pensionati che discuton con un edile foresto di cementi e sabbia.

In questa assoluta quiete dove si consuma tempo e terreno con la stessa pervicace e costante noncuranza, a volte invece ferve un'inaspettato movimento, lo si intuisce dapprima osservando i cappannelli di locali esponenti di 'corrente' e dal loro fare circospetto e omertoso, poi le cose iniziano a porsi in essere; così rapidamente il degradato cantiere, abbandonato solo dopo aver sbancato tonnellate di collina, viene premurosamente recintato "di fresco" facendo sparire le vecchie e arrugginite transenne; si eccitano i pareri per render "esclusivo" il futuro 'club degl'anxiani'; accellerano (!?) i lavori per la Grande Curva di Pedegoli e , dulcis in fundus, il primo tratto di Via Egoli, antica creuza, viene rifatto tutto in ciottoli e mattoni rossi !!


Un paio di anziani 'fuori dal coro' sostengono argomentando con la loro esperienza di edili popolari che sia completamente sbagliata la pavimentazione appena ricostruita:

Pur essendo di bell'impatto visivo i ciottoli usati sono tondi e applicati con cemento a vicina distanza tra loro, nel contesto di una ripida discesa dove il precedente e originale selciato vedeva delle pietre "spaccate" e aderenti una all'altra 'a secco' in modo che la pressione tra le stesse, in pendenza tra una 'pedata' e l'altra, le bloccasse, permettendo un ottimo drenaggio e una sicura "presa" del passo. Cosa questa vanificata dal scivoloso ciottolo tondo a distanza.

Il passaggio centrale è costituito dai mattoni rossi messi "a costa", mattoni da bordo perciò resistenti, però così posizionati creano una discesa liscia e continua che anche grazie all'umidità del posto creerà presto un velo di "leppego". Il mattone rosso preesistente era stato sistemato dagli 'antichi' in modo che dal superiore all'inferiore ci fosse un poccolo "sbalzo", creando un microscopico gradino che 'rompeva' il leppego e aiutava la pedata ad aderire.

L'Istituto per l'Agricoltura e l'Ambiente di Sant'Ilario prevede ogni anno scolastico dei Corsi sulle Pavimentazioni Storiche e Tradizionali, sono Corsi tecnico-pratici in cui le maestranze del settore vanno a formarsi nello specifico. Si poteva in questo caso però semplicemente informarsi, un minimo, sulla funzionalità dei differenti selciati e di conseguenza agire, sarebbe costato uguale ma sarebbe stato almeno utile.

Un'Amministrazione degna di chiamarsi così a Genova avrebbe già investito risorse umane e finanziarie in una formazione del genere, e forse avrebbe come fiore all'occhiello Istituti come l'Agrario in cui si possono formare i percorsi e dove possono nascere le occasioni per dare un futuro decente a questo Territorio, a questa Regione.


Infine tra le mille(!) attività primaverili si indice tramite volantino una festa per il 25Aprile in Piazzetta, con Banda e Balli tradizionali, l'occasione è ovviamente la Liberazione, che apparentemente accomuna tutti, in realtà vedremo chi offrirà da bere e a chi, intanto ricordo che c'è chi cancella dalle vecchie foto le armi dei Partigiani, e chi invece cerca di capire come quelle armi non doverle di nuovo usare...
e la differenza non è proprio poca.


...

giovedì 14 aprile 2011

Pedegoli, i dintorni, foto






la valle del Molinetto, dettaglio;
particolari del Borgo;
..Luamà;
la "Caserma" medioevale limitrova ad una piccola fattoria;
il crinale del monte che ospita la "Cava del Ratti";


...

martedì 12 aprile 2011

e le stelle stanno a guardare



Il Cantiere per l'Allargamento della Curva di Pedegoli e la Realizzazione di Posti Auto procede tra alti e bassi, entusiasmi e dubbi.

L'ultimo piensiero dei Geometri, in ordine di tempo, riguardava il marcispiede che nella strettoia rischiava di diminuite ulteriormente l'ampiezza già limitata della careggiata, vanificando ogni illusione.

Rompendo un pò di quel già costruito e realizzando un leggero "sbalzo" a fiume si è ottenuto quel metro in più necessario ad'inserir nell'opera il previsto marciapiede!



Ma non è solo nel divenire dei lavori (mai resi "visibili" da un disegno, un progetto, uno schizzo di quel che sarà) l'unico aspetto bizzarro del Cantiere, altre curiosità si notato; come il discreto turn-over delle maestranze impiegate nel tempo e del loro poco ortodosso abbigliamento che non prevede caschi protettivi e imbragature. Può esser che di appalto in subappalto certi costi al ribasso vadan in qualche modo ammortizzati, magari risparmiando dove si riesce, oppure può darsi che questo sia il normale modo di lavorare nell'edilizia, anche pubblica, e che risponda a logiche tecnico-produttive, cmq non facilmente comprensibili.



Può essere anche normale che per mesi un anziano fac-totum dei potenti sia entrato e uscito chiavi in mano dal Cantiere, così come in questi giorni chi è amico dell'amico possa utilizzarne lo spiazzo per scaricare o caricare il proprio "zetto", gestendone ingresso come fosse il capo-cantiere...


...evidentemente "lo manda picone"

ps- al termine dei lavori lo stesso personaggio si è "fatto sù" qualche sacco di cemento, lastre e tondini... tanto eran già pagati... Sigh!!

il "tapullo" come sistema







...
Tempo fa un manipolo di Cittadini tentò di opporsi alla definitiva asfaltatura della creusa del Molinetto, invano.
Tra le istanze vi era quella di tutelare e valorizzare con un intervento di restauro il Ponte pedonale di sicura e documentata origine Medioevale, databile intorno al 1200, e sottoposto a Tutela Artistica.
Subito smentita dalla Sovrintendenza l'ipotesi della asfaltatura almeno del Ponte stesso, quegli Abitanti chiesero un imcontro con il Municipio sul luogo del dissenso verso i lavori pubblici lì pianificati, magari per vedere insieme cosa salvaguardare... il Ponticello, ad esempio...
Anche per evitare che l'incuria ne accelleri il degrado, così come gli interventi incongrui praticati da ditte incompetenti quando non da privati "del luogo" decisionisti e menefreghisti.
Il municipio3 dopo aver tergiversato in una mail poco chiara non si degnò neanche più di rispondere agli appelli. Passarono gli anni... e il contributo di chi maneggia asfalto e cemento, dove e come gli pare, è oggi ben visibile. ...

ps - nella prima foto si vede lo sbocco di una copiosa fogna che si è infiltrata da anni nelle acque bianche; diverse denunce e segnalazioni mai evase ed ora neanche il rifacimento della strada ovvia allo scabroso scolo...

ps 2 - il ponticello ha subito in questi giorni (inizio maggio) ulteriori offese: alcune pietre originali divelte dal muretto e l'apertura di uno scolo laterale... sigh!

giovedì 7 aprile 2011

blog censurato su facebook per via dei post definiti "offensivi".. ( !?! )



...forse qualcuno ha la "coda di paglia" ?



ps - da stamane all 4 circa la censura di facebook è disattivata, posso nuovamente postare il blog... pare che sia dovuta al fatto che qualcuno ha segnalato più volte i post come "spam"... jàjàjàjàjàjà !!

martedì 5 aprile 2011

il Tarantolino Nostrano, il Lama delle Ande e la Torretta di Quezzi



    ...un divertente pesce d'aprile del blog di Quezzi.it in un post: figurava l'insediamento di una folta colonia di straniti lama che dalle Ande sarebbero migrati ad occupare l'area della Torretta di Quezzi per pasciar felici "vista mare" Io ci sarei pure cascato in pieno se la data non avesse dato adito al sospetto di burla in agguato...

    Dalla Torretta di Quezzi si può partire per un bel percorso podistico che, con diverse varianti, può portare sino alla Madonna del Monte o al Forte du Santa Tecla, superando sul crinale dei monti un paio di caratteristiche e selvatiche vallate, raggiungendo un Forte settecentesco in parte visitabile (il Ratti) e attraversando un'enorme scavo abbandonato e suggestivo lasciato dalla Cava Cementifera, con i bunker della 2° guerra da cui il panorama comprende tutta la Città dall'alto.

    Terreni tutti Demaniali, dove peraltro transuma quotidianamente un beato gregge di banali pecore incrociando sui sentieri gruppi di cinghiali, famiglie di faine, variegate serpi e rari e colorati ramarri, insieme a quantaltro di "locale" si possa immaginare.

    La Torretta è infatti iscitta nei SIC, sito di interesse comunitario, per alcune caratterietiche tra cui il pregio, il vanto e l'onore di essere uno degli unici due luoghi dove sopravvive e si riproduce un simpatico e mite Geco nostrano chiamato dagli esperti e dagli amici... Geco Tarantolino.

    Pur piccolino è famoso quanto raro, lo si incontra di rado e verso sera, abita solo in poche isole del Mediterraneo oltre che in due siti Liguri. Lo abbiamo quasi"in esclusiva". Una ricchezza della biodiversità che si troverebbe naturalmente inserita in quello splendido Parco dei Forti che nessuno ha mai avuto il coraggio e la lungimiranza di realizzare.

    In un momento in cui chiunque pare abbia mani libere nel saccheggiare e sfruttare il Territorio non sarebbe poi così strano che anche la Torretta di Quezzi e i suoi dintorni venissero "privatizzati", lottizzati e trasformati in un ricco "utile" immobiliare.
    Con buona pace del nostro modesto e riservato Tarantolino che nel frattempo sarà scomparso in silenzio e solitudine...


    (clicca sul titolo x saperne di più sul verace Geco)



    giovedì 31 marzo 2011

    Wi-Fi a pedegoli...? si grazie !!



    Si parla a Pedegoli di una proposta a cui è possibile dar adesione e supporto apponendo la propria firma in calce alla stessa, qualcuno la sta facendo "girare" e sottoscrivere, con discrezione come s'usa in paese.



    La richiesta, da presentare all'Autorità competente, prevede che la sosta nella nuova area ricavata sul lato "a fiume" della Curva di Pedegoli sia adibita a "disco orario" e a "scarico merci" in modo da regolamentare l'uso del park e renderlo dinamico e funzionale anche all'esercizio commerciale che diverse botteghe praticano nelle adiacenze della Piazza. Un'esigenza privata che incontra la domanda comune di potersi fermare agevolmente sia presso la Piazza che presso i vicini negozi.
    Negozi che riescono a "servire" un ampio spettro di bisogni e richieste coprendo anche un ruolo sociale e garantendo un presidio del territorio stesso. Ma che in cambio di questo park a loro "dedicato" potrebbero accollarsi qualche iniziativa d'interesse pubblico, ad esempio...


    Proprio per radicare maggiormente la presenza, esser riconoscibili come appartenenti al territorio e contribuire ulteriormente allo sviluppo dello stesso l'insieme dei commercianti e negozianti di Pedegoli potrebbe proporsi per organizzare ed impiantare in loco un ripetitore per il Wi-Fi e dotare la zona di una connessione a internet gratuita e senza fili...


    In altre zone della città è stato realizzato, sviluppando anche le potenzialità commerciali connesse, dai CIV o dalle unioni dei negozianti, a Certosa, o nel centro cittadino...
    In mooooooolti saremmo sicuramente grati, ed in seconda battuta riconoscenti, verso i comprensivi commercianti locali.
    Gli imprenditori in questo modo colmerebbero anche gli ottusi ritardi dell'Amministrazione, la quale si sentirebbe forse in dovere di esaudire le loro richieste dopo un tale contributo alla qualità della vita in quartiere.



    ps- (forse la proposta che gira riguarda la rimozione di alcuni paletti che proteggono la stretta via dal parking selvaggio davanti ai portici... paletti "benedetti" da chiunque attenda lì il bus; meglio sarebbe davvero usar l'area ricavata dall'abbattimento)