martedì 28 giugno 2011
RUMENTA
Nel concepire l'ardimentoso progetto che va a compiersi con la benedizione laica (visto che il prete di zona è latitante) sembra che gli architetti e i geometri non abbiano tenuto affatto conto del posizionamento dei BIDONI PER LA RUMENTA.
Alla faccia della "differenziata" attualmente i tre contenitori per la raccolta sono piazzati in discesa su un lato della strada senza marciapiede ne alcuna possibilità di avvicinarsi se non in ore notturne...
Magari differenziare non è nelle priorità dei progettisti, perciò pensare a uno spazio dedicato a questo scopo sarebbe troppo. Invece per i classici bidoni della rumeta generica di solito si prevedono giusto due angolini, ma ...NIENTE.
I due grandi contenitori verdi continuano a far da sponda ai ragazzi che giocano in piazzetta, occupandone l'area della fermata bus! Debordanti spesso spazzatura, giacchè raccolgono anche tutta via molinetto e tutta via finocchiara (appaltate da amiu a coop sociali), cosicchè scendendo dal bus si impatta immediatamente con puzza e liquami, come benvenuto...
Questo, se ce ne fosse ancora bisogno, evidenzia alcune delle mancanze croniche dell'amministrazione quali la scarsa lungimiranza, la scarsa attenzione ai problemi quotidiani e l'altrettanto scarsa attitudine a trovare soluzioni condivise.
"PedegoliTiVoglioBene"

un altro colpaccio della 'pd-comunications' : "pedegoli ti voglio bene" ... sigh!
Mi ricorda slogan tipo "fermiamo il cemento in collina" apparso su un manfesto pd, proprio mentre (con altri mille sbancamenti in tutta la città) iniziava il Cantiere x i box che ha devastato l'area e che rimarrà incompiuto appresso a fallimenti e maneggi vari, assestando un ulteriore colpo mortale al'ecosistema idrogeologico della Conca naturale denominata "pedegoli".
Ora invece questo ipocrita quanto stucchevole "ti voglio bene" prelude alla inevitabile manifestazione di inaugurazione mercoledì 29 alle 18, con brindisi a fine puramente elettorale.
Ma inaugurano che cosa? l'asfalto nuovo? i cinque park in curva? o la curva stessa? ...l'inaugurazione con Autorità e PompaMagna di una curva ci mancava, belìn !!
E dopo aver devastato, asfaltato, cementato, senza criterio e senza alcuna idea di programmazione, ogni angolo sfruttabile a fini più o meno personali... dopo aver osteggiato ed emarginato qualunque ipotesi di valorizzazione dell'esistente e di investimento nella dimensione sociale per evitare che il nostro sub-quartiere diventi definitivamente una periferia/dormitorio...
dopo aver fatto del rapporto omertoso e amicale la prassi dialettica determinante nella comunicazione con il Potere.. qualcuno ha la faccia tosta di dire e scrivere che a questo luogo massacrato dalla speculazione "ci vuole bene" !!
Sembra invece che a questo posto qualcuno ci voglia davvero male; venti anni fa già il degrado era visibile ma alcune caratteristiche tipiche delle colline genovesi, che ne hanno permesso da sempre una buona qualità di vità, almeno sociale e famigliare, hanno resistito per qualche anno ancora... ma i colpi assestati uno dopo l'altro al Territorio ne hanno compromesso definitivamente la sopravvivenza.
Allora ecco l'area-dormitorio con posto auto, dove poi i ragazi pascolano tra i parcheggi e i pochi marciapiedi a cazzeggiare, dove chi rischia la solitudine la trova sicuramente, dove la disgregazione e l'egoismo hanno l'egemonia creando astio e sospetto verso gli "estranei", gli "stranieri".... un parco buoi per il populismo della Lega, o per il consenso bue che va agli sceriffi come certi Assessori.
A questo in realtà vogliono tanto, tanto bene (ricordo il quartetto cetra)... a un quartiere che come un gregge beota e ovino segue, sempre ottusamente fiducioso, il padrone che non si limita più a tosarle ma le conduce al macello per trarne il suo immediato profitto.
giovedì 23 giugno 2011
news di inizio stagione

mercoledì 15 giugno 2011
Bugaixe 2011, sabato18 a Pedegoli h.15,30
(clicca sul titolo x link fotografico fbNuova Edizione della Festa delle Bugaixe a Pedegoli, 2011
Cerca di diventare un'evento tradizionale la giornata dedicata alla memoria delle Lavandaie che negli ultimi due secoli sino agli anni 50 operavano nella conca dei due torrenti: Molinetto e Finocchiara.
Lì si proporranno danze e musiche folk e alcune performance teatrali.
Il tutto si concluderà con una condivisione culinaria sul pianetto; lo stesso luogo dove, forse qualcuno ricorderà, alcune decine d'anni or sono la popolazione più attenta della zona si era opposta all'abbattimento di quel ponticello e allo strabordare del cemento armato e dell'asfalto...creando così un limite netto e ben visibile, oggi ancora a forte rischio (vedi i nuovi park sull'argine) di venir ignorato e abbattuto.
Magari i fautori della modernità a tutti i costi, intesa come riduzione della storia e del passato ad un consolatorio ricordo, che fossero per caso coinvolti nell'evento si potessero visivamente render conto ... però non credo, chi è abituato a veder gli altri come avversari ed estranei non vede altro intorno.
lunedì 6 giugno 2011
Penetrazione, strade di ...
una via di penetrazione nella valle.... sigh!

Penetrazione.
Nell'immediato mi richiama un immagine sessuale.
Peraltro emblematica del rapporto Potere-Cittadini.
Poi torno a seguire il discorso del Cons. Com. Luciano Grillo.
Espone l'idea che le circonvallazioni carrabili in collina non siano più adeguate e si propone per la soluzione meno impattante (!) delle "strade di penetrazione", le quali dovrebbero così agevolare gli abitanti dei nostri bricchi.
Un flebile richiamo ad una visionaria proposta di qualche tempo fa riguardo al Parco dei Forti, (l'istituzione di un'area verde a ridosso dei quartieri di SMartino, SFruttuoso, Quezzi e Marassi) nel discorso di Grillo farebbe ben sperare, e un'elaborazione condivisa sul territorio di questo progetto forse troverebbe ampio consenso...
Penetrare, entrare nell'intimo.
Nell'intimo di una Valle, pur microscopica come i nostri rebighi di roccia, ci si può introdurre seguendo le pieghe del territorio, i dislivelli , le curve, le condizioni in cui si inseriscono armonicamente i passi, le creuze, esistenti e custodite da muraglie anch'esse adeguate al terreno; e questa via d'accesso più che di penetrazione, la si puo rendere percorribile lastricando relativamente, lasciando i drenaggi naturali e le vie per l'acqua preesistenti.. alcune potrebbero essere di terrabattuta e non necessariamente arrivare ad ogni singola casa...
La moderna ingegneria civile ha soluzioni per realizzare senza compromettere il territorio, bisogna volerlo.
E l'impressione avuta è che il termine strade di penetrazione implichi invece l'idea che tracciare una bella linea retta sia sempre la più rapida soluzione e che l'asfalto sia ancora il top dei materiali amati dai "nostri", malcelando il calcolo di quanto valga in più un abitazione con strada sotto casa.
Ma come stanno assieme le due cose, mi chiedo.
Come pensare un futuro di un Territorio inserendolo in un Area che ne dovrebbe valorizzare gli elementi rurali, tradizionali, le componenti paesaggistiche e architettoniche, e nel contempo immaginare di far passar strisce d'asfalto tra gli ulivi disseminando villette?
Si parla di fasce a secco, frutteti e oliveti, pascoli utilizzati per la transumanza, sentieri e strade militari, sino al mulino, ai trogoli e ai "laghi" delle lavandaie, alle strutture medioevali, e a tutto un ambiente di pietre e di legno inzuppato che richiama ad un estetica della miseria sino a ieri vissuta negli anfratti della città, qui e altrove. E che non dovremmo voler cancellare.
La stessa idea conservativa darebbe spazio alla valorizzazione, all'interno di un territorio tutelato Le attività già presenti ne avrebbero un valore aggiunto, così sarebbe per chi produce olio o basilico, chi ortaggi e sapori e chi ha ancora oggi animali da latte e da uova, e credo che trasportare a valle la produzione con trattorini e a dorso d'asino non gli dispiacerebbe neanche troppo se questo li rendesse ancor più "unici" di quanto già lo siano.
Ci sono diversi modi di entrare, ad esempioin un bosco, uno possibile è spostando i rami e le foglie e scavalcando le radici più grosse, deviando davanti ad un ostacolo assecondando il terreno.
Un altro è tirare dritto con l'ascia e il machete.
Scommettiamo su come penetreranno le colline?
giovedì 2 giugno 2011
Pedegoli: lastre d'asfalto, club "esclusivi" e 4 posti-auto, al costo di qualche milione di euro...
Oibò, i lavori per la Curva di Pedegoli volgono al termine e si rende visibile il disegno, oggettivamente bislacco, che avevano in mente gli ingegneri applicati all'impresa.
La curva è stretta ora nella parte a nord anzichè nella parte sud, nonostante la "giunta" di uno sbalzo che ha consentito di ripristinare il marciapiede presistente, vero è che ne guadana la visibilità sulla strada, ma a che prezzo!
Un prezzo che però non ha previsto la pavimentazione del marciapiede ricavato a monte della curva stessa, magari con estetici sanpietrini come del resto è stato fatto a Largo Merlo, così ci ritroviamo una piattaforma d'asfalto che verrà presto occupata da moto e scooter parcheggiati ... giacchè metter due paletti con una catenella come richiesto dagli abitanti magari costava troppo, anche l' unico albero che avrebbe dovuto esserci è stato eliminato per volere del "potente" proprietario del magazinetto limitrofo (probabile remoto abuso edilizio).
Evidentemente a L. Merlo le componenti civili contano magari qualcosa; i commercianti ad esempio avranno preteso un rispettoso ritorno per la loro disponibilità, ed i cittadini si saranno attivati per ottenere un minimo di decenza estetica insieme alla presunta funzionalità degli interventi...
A Pedegoli invece le persone se ne stanno beote e serene ad aspettare quel che casomai viene concesso, ringraziando sempre, per l'intercessione presso i Potenti, i soliti due personaggi che arroganti replicano ad ogni critica, anzi ad ogni sommesso mugugno, con il famoso "meglio così che niente", oppure "ancora grazie che fanno delle cose per noi, non siete mai contenti"...
Il più vecchio dei due "pasdaran" ora dovrà organizzare e gestire il ritrovo per anxiani, essendosi messo in mostra infilando naso e lingua in ogni questione, abilmente manipolando gli umori tramite conoscenze e amicosi, maldicenze e sussurri all'orecchio, si ritira finalmente il compenso, l'onore al merito, certamente fiancheggiato dal più giovane soggetto dall'aria psicolabile che persegue la politica della concussione amicale a far consenso.
Situazione emblematica di ciò che si propone all'ingrosso in città.
Tanto per sottolineare l'assenza di un'approccio sensato alla dimensione sociale e della conseguente mancanza di qualsivoglia progettualità civica, pare che insieme al ritrovo anxiani a conduzione personale si voglia collocare all'interno del Locale Pubblico un... Club del genoa!!
Senza nulla togliere ai militi rossoblù non mi pare che questa sia una prerogativa per ottenere Spazi Pubblici allo scopo di destinarli ad un uso esclusivo e privato di una parte dei Cittadini, privando le altre di questa opportunità.
Avrebbe magari senso invece destinare uno Spazio alla Sportività, all'incontro di chi pratica e segue lo Sport ; così permettere anche il 'ritrovo' dei Tifosi delle due squadre cittadine, che potrebbero così organizzare e promuovere le proprie partigiane iniziative, senza per questo prevaricare o precludere spazi e opportunità ad altri.
Ma il rischio è che allora si prospetti un destino diverso per quei locali, un destino d'uso collettivo, una proposta più ampia che coinvolga più componenti della vita di quartiere, e che alla fine assomigli a quel luogo intuito dalla proposta di un gruppo di abitanti presentata qualche tempo fa... che vedeva un utilizzo diffuso e autogestito delle risorse ottenute; proposta affossata, ignorata, comunque maldigerita da chi invece dovrebbe sostenere le iniziative popolari, se solo avesse a cuore il benessere della città e dei cittadini.
martedì 31 maggio 2011
deratizzazione. Contro cani e gatti?



La scorsa estate è stata contrassegnata dall'esodo delle Grandi Pantegane dal loro sito storico ed infrattato. Disturbate dalla mole di Lavori concentrata a Pedegoli iniziarono una diaspora che le avrebbe portate ad occupare le nicchie ecologiche più adatte alla loro riproduzione: tutto il Rio, abbandonato all'incuria e al deposito di rifiuti, e le case più vicine.
martedì 24 maggio 2011
fogne
Così finalmente, come cascame della Opera Principale, hanno messo mano per rimediare all'infame scolo che da anni tracima nella rete delle acque bianche finendo a cascatella dritto nel Rio.
Bene. Pare che il Pubblico il suo lo stia iniziando a fare.
A quando i signori che non collegandosi alla fogna principale smaltiscono i loro liquami personali nel pubblico fossato?
Forse che per rimediare debbano esser incentivati?
Il Rio Molinetto ha già nel suo tratto finale, che scorre tra le vecchie case, notevoli qualità; grazie alla fognatura il torrente ospita nuovamente diverse specie di pesci e la locale fauna acquatica, anatre e aironi pasteggiano sereni tra le piante e i cannicci e persino una gazzetta albina l'altra sera s'appostava a pescare tra le grosse pietre del fossato.
E' piacevole la sera in questa stagione percorrere la Creusa a passeggio tra l'assordante gracidio delle rane e il fresco dell'acqua che scorre,... è triste constatare però quanti siano ancora gli incivili che sversano, indifferenti e menefreghisti, schifezze varie: vernici, zetto, saponi, rifiuti, compresa la propria merda.
Così come gli abusi e le privatizzazioni o l'abbandono degli argini all'incuria, sembra far parte di una logica suicida verso se stessi e omicida del Territorio, logica che pervade le iniziative di una parte degli abitanti, una logica aggressiva e presupponente destinata a estinguersi insieme ai suoi fautori.
giovedì 19 maggio 2011
dal blog di Azadiya: Ai partigiani kurdi

Azadiya: Ai partigiani kurdi
cliccaci sopra per vedere il video
questo forse non c'entra con pedegoli ma rendere pubbliche, diffondere, sostenere le ragioni del Popolo Kurdo è un dovere morale da cui nessun democratico dovrebbe sentirsi esente.
sabato 7 maggio 2011
tecnicamente...
"...grazie ai lavori eseguiti e ormai portati a termine le due criticità forti rispetto alla viabilità nella Valle sono state risolte ed eliminate, ma tra i due Lotti, tra i due cantieri, la situazione è critica "
Tecnicamente. Così si è espresso il Tecnico della Regione, affermazione nella quale io ho trovato un pò di contrddizione, ma magari è una mia impressione...
Mi sembra di intravedere nel futuro prossimo una strada schizzofrenica, che alterna spazi degni di Versails a strettoie assassine per stress da ingorgo continuo.
Pareva consapevole di ciò quando proponeva una soluzione d'abbattimento almeno sino alla "casa del Popolo" di Via Pinetti (esclusa) e di ulteriore allargamento.
Tutto si collega. Le persone sfrattate da queste ipotetiche demolizioni verrebbero rimborsate con l'alloggio in una parte dell'ex-ONPI una volta che sarà ristrutturato ad uso residenziale dopo esser stato acquisito interamente (ad oggi il comune ne possiede gran parte ma non tutto, ma si sta provvedendo)
L'enorme edificio diventerebbe così residenziale e permetterebbe di recuperare fondi ed energie per affrontare questa seconda trance di interventi.
E anche qui non si scherza: 10 milioni di euro almeno ed un anno dedicato alla progettazione dell'Impresa.
Infine, a dire del Tecnico, le piogge e vari Rii che arricchiscono d'acqua il nostro Territorio non creano problemi a monte (!), bensì a valle dove dopo L.Merlo il rischio è che non regga più la vecchia copertura per via dell'aumentato volume d'acqua trasportato a valle, appunto.
Anche qui mi pare contrdittorio, il volume così come la forza d'urto e la velocità di discesa delle acque è esagerato ed in continuo aumento grazie alla scellerata politica di cementificazione e asfaltamento di ampie zone prima permeabili, grazie ai permessi dati a chiunque e senza alcuna garanzia di sicurezza, rilasciati negli ultimi anni dall'Autorità: caso eclatante il cantiere x i box di Pedegoli, ormai abbandonato... un danno ambientale annunciato e prevedibile, difficilmente sanabile.
Le stesse strade cosiddette 'di penetrazione' (che si propongono di moltiplicare in futuro) sono causa principe del crollo di fasce, dei muri di contenimento e di cedimenti anche più profondi, insieme al carico e alla pressione, maggiormente esercitata dopo gli interventi scriteriati eseguiti da Pubblico e Privato; sbancamenti, box, muraglie di cemento che sbarrano e deviano i mille rivoli quasi costanti in ogni stagione...
Giacchè poi rimedieremo a valle (forse), si può tranquillamente continuare a cementare la collina, e questo bene o male, si prospetta.
Con un certo cipiglio il buon Tecnico afferma che "loro" rispettano gli impegni a proposito dell'assicurazione dataci dal Pres. Regionale che un luogo adatto e dedicato alla "socializzazione" si sarebbe trovato, come segno di un minimo ritorno sul territorio della ricchezza da questo, volente o nolente, prodotta.
Infatti ribadisce che un appartamento limitrofo a Piazza Pedegoli verrà aquistato dalla Regione e che il Municip.3 lo metterà a disposizione di...... Nanìn! un anziano che ha un certo ascendente tra "gli amici degli amici" e che si da un gran daffare a convincere i suoi coetanei della bontà insita nelle iniziative del pd e degl amministratori in carica.
Chissà xchè a lui, qualcuno ( ma chi e con che diritto?) ha chiesto di costituire un "centro per Anziani" e di scriverne lo statuto !
Bene, l'Ente compra con soldi pubblici un luogo che però dedica all'uso esclusivo di un piccolo gruppetto di anziani concussi e fidati, ed a un "club del genoa" formato poi dalle stesse persone di cui prima...
Che tristi che siete!
130 firme e l'impegno di qualche anno su queste tematiche da parte di un gruppo eterogeneo e variegato di Cittadini, avevano ben altri obbiettivi. Tutti descritti nella copia data in mano al Sig Poggi, in qualità di tecnico e di persona vicina a Burlando.
Ricordo bene, personalmente, due passaggi direi fondamentali di questa vicenda: il primo quando il pres. Burlando ci garantiva questo tipo di ritorno considerandone i molteplici aspetti a cui facevame riferimento come essenziali.
Il secondo quando il Tecnico in persona ha scartato l'ipotesi conservativa rispetto all'osteria abbattuta e ci ha proposto un chiosco. Proposta rifiutata su due piedi e controbattuta con l'idea di comprare l'appartamento che dà sulla Piazza e farne la Casa del Cittadino e delle Associazioni prospettandone un utilizzo diffuso, condiviso, pluralista e partecipativo, sottolineando che il proprietario si era già dimostrato interessato.
Il Poggi si impegnò, con Gianni, Debora ed io presenti, a indagare ed informare il prima possibile.
Ora ci manca un passaggio... alla faccia della trasparenza e delle buone prassi democratiche pare che la trattativa per il luogo sia stata portata a termine, ma che tutto si stia svolgendo all'insaputa delle componenti sociali, associative e politiche del quartiere, anzi che si siano presi accordi a livello personale con soggetti privati e fidati, in grado di garantire al pd l'egemonia ed il controllo sull'eventiuale nuovo Circolo...
In modo da determinarne un triste futuro, come del resto è accaduto alla casa del popolo, esclusivo club di 'biscazzieri', o all'arci dalla chiesa, 'blindata' e commissariata: 2 luoghi resi inutili ed ingombranti.
(Cliccando sul titolo del post si linka al post in cui è riportata la nostra proposta iniziale)
il pd presenta il Risanamento del quartiere, sigh!

La carne al fuoco è parecchia, e ogni punto è degno di riflessione, analisi e critica, giacchè anche i soldini impiegati e previsti sono parecchi.E sono, come sempre, i nostri.
In linea di massima la dimensione sociale della governabilità del territorio e la necessità urgente di programmare interventi organici e pianificati per rispondere al degrado e alla disgregazione di una popolosa valle in asfissia, è stata completamente, o quasi, marginalizzata, ridotta, stigmatizzata a un paio di iniziative con obbiettivi minimi e poco incisivi.
Per il resto sono state trattate alcune questioni e sono state date un pò di spiegazioni. Il pubblico interessato alla serata era diciamo "il solito", cioè un gruppo di conoscenti coinvolti da rapporti di amicizia e generazionali (l'età media era di 65 anni), neanche troppo numerosi. Assolutamente NON rappresentativi delle diversità tra le persone, tra i generi, di cui è ricco quartiere.
Il presidente municipale asserisce che stanno facendo il massimo per strade e parcheggi (e lo sappiamo bene!), e che, se ho capito bene, conseguirne l'ottimizzazione sarà una priorità della Programmazione Municipale del suo ultimo (speriamo) anno... cioè in base alla priorità si decide come e dove utilizzare i fondi (e mi sovvien Mottachiusura).
Poi afferma che l'Ascensore ci sarà e i lavori partiranno a giugno in concomitanza con la fine del cantiere di L.Merlo (come già intuito: i due cantieri hanno stretti rapporti)e che questo modificherà l'assetto delle linee amt che servono la valle (qualche post fa spiego anche come verranno modificate... ecche 'azz!)
Conclude lo scarno intervento affermando che la manutenzione (!) delle creuse è un loro impegno (!?!) vista la ricaduta della funzionalità sulla strada principale...
Forse l'idea che ha in mente è una serie di strade carrabili e asfaltate che permettano di arrivare in auto ovunque nella Valle...? ed è architetto, dicono.
(l'esempio è la folle strada che parte da via Poligono e sale con pendenze da vertigine dritta sulla costa...)
Una parentesi viene dedicata a via Ferreggiano, dove il terreno delle Brignoline sta franando sul Rio; pare se ne siano accorti e aspettino l'estate per intervenire con un contenimento ai piedi della frana, creando delle coperture provvisorie sul fiume per lavorare, coperture che verrebbero poi smantellate (con sommo dispiacere dei fautori della copertura tout court).
Ovviamente non si dice nulla sul futuro (già scritto) di quell'enorme (e appetibile) area verde, sulla quale si che un bel progetto ecologico e sociale sarebbe auspicabile.
Interessanti (!) anche gli interventi degli altri Ospiti, che meritano ogniuno un post dedicato...
venerdì 6 maggio 2011
lapidi ai partigiani, non fiori ma...neanche opere di bene
Quezzi è una valle in cui molte strade sono intitolate a Partigiani caduti combattendo, alcuni proprio di qui, è una zona popolare e intensamente abitata dove la disgregazione sociale appare evidente e dove l'abbandono di ogni politica che abbia una rilevanza sociale per la comunità lascia spazio all'ignoranza e all'egoismo e chi si trova costretto a 'far da se' rispetto alle difficoltà quotidiane ne diviene facile preda.giovedì 28 aprile 2011
cittadini
Abdul e sua moglie Aisha crescono una magnifica ragazza con i due fratellini, l'ultimo è proprio nato a Genova, a Quezzi, è "il genovese", tutti e tre sono cresciuti qui, insieme ai nostri figli, Abdul lavora, come anche Aisha, ma i sacrifici da affrontare sono molti, ciononostante è una famiglia serena.
Luìs e la Carmen si sono sposati giovani in America e la loro seconda figlia l'hanno avuta qui a Quezzi e qui, insieme al fratello, abitano. Decine le fiesticciuole di questa famiglia a cui per partecipare basta un pò di allegria e cordialità.
Il giovane Ghassàn con un amico del Marocco ha rilevato una bottega e pratica la politica commerciale dei prezzi contenuti e della cortesia.
Katiushia vorrebbe che suo figlio studiasse all'università in Italia ma lui invece vuol andare a laurearsi in Romania, per non dimenticare le origini. Da anni lei lavora e vive in quartiere, e da sola si cresce il ragazzo.
Furio e Rino, così come Anna e Nina, sono persone che hanno scelto la collina, il borgo, per cercare una dimensione che permetta loro di viversi la relazione di coppia, le dinamiche della famiglia in un contesto sereno e trasparente, umano.
Victorio da tempo aggiusta e ripristina i muretti a secco dei dintorni grazie all'arte appresa al suo Paese, in Albania la campagna è ancora legata all'uso tradizionale della pietra. Ora pare abbia ottenuto col ricongiungimento famigliare l'arrivo di figlia e moglie, vivranno in una casa rurale che lui ha in affitto.
Romina lavora nelle case, mentre Rocco tapulla nei terreni e negli appartamenti, aspettano un/una figlia e lui un lavoro decente, sono saliti in collina spimti dal canone nell'urbe (anche se pure quassù non si scherza coi prezzi... oltre i 500e.) e qui intravedono anche un pò di qualità almeno potenziale, se non altro il verde e i laghetti per sfogare la creatura.
Osvaldo ha serie difficltà di movimento e questo si accentua con gli anni, è un ragazzo intelligente e volenteroso ma sul lavoro è in "mobilità" da un pò e ora rischia la disoccupazione. Intorno la rete parentale col tempo si assotiglia tanto quanto le opportunità offerte dai 'servizi'... e socializzare in un tessuto territoriale così disgregato non è facile.
Carmen e Sara così come diverse altre donne, escono da una brutta storia con uomini indecenti, storie che segnano e lasciano le persone nella solitudine e nella diffidenza, che comunque dovranno crescere i figli, donne a cui magari un minimo di socialità e solidarietà intorno potrebbe far bene.
Franco lo chiamano "il storto" perche rangheggia, spesso gira col Ubaldo, altro "sciachelo" con un gran cuore e ingenuamente sorridente, a cui il mondo riserva disgrazie e indifferenza, come molti suoi vicini.
C'era anche Domenico con noi a far bene da rappresentante di un'umanità ai margini, quasi invisibile... ma ci ha lasciato da poco.
L'aziana signora Gianna, che percorre la creusa e cerca le vecchie amiche, così vecchie da esser già scomparse da tempo. I signori Laliggia che quando arriva il caldo escono di casa e spaesati sempre più cercano i luoghi dell'infanzia, si fermano un'ora buona a guardare il nulla, mano nella mano, poi rientrano...
altri non escono più, neanche la sera quando fa caldo.
Qualcuno lo incontro sul bus, odore di vestiti vecchi e sguardo da alcool, a volte da alcool & macchinette d'azzardo.
Altre persone incontro sul bus di quartiere, a un ora ben diversa, vanno a lavorare dall'alba per rientrare al tramonto, nelle pulizie, nella ristorazione industriale e nel facchinaggio, sono più scuri, ma non di pelle, non solo almeno, sono resi scuri dall'espressione cupa di un volto di periferia, dalla rinuncia a priori all'idea di poter partecipare a cio x cui si lavora a costruire, di avere il diritto di farlo...
Per noi tutti certo quello che servirebbe per ammortizzare l'esclusione, l'indifferenza, la solitudine, il degrado e l'alienazione a cui ci stiamo purtroppo abituando, in cui stiamo lentamente soffocando è il sussulto di dignità che ci indica nella nostra natura, o forse nella nostra 'appartenenza' le risorse per reagire, nella ricerca di un pensiero di autonomia ed in questa capire ciò che ci è di conforto e trovare gli strumenti per rivendicarlo e raggiungerlo, ottenerlo, costruirlo.
Diversamente, stando alla cronaca, quello che verrà offerto al quartiere, che verrà concesso così come si mette la gabbietta col richiamo vivo, sarà giusto un "ritrovo per anxiani" dedicato ai soliti garantiti portavoce e baciapile d'apparato. Dando continuità all' "Era dgli Ottusi".
martedì 19 aprile 2011
il percorso omertoso: "vedi che se me lo chiedi a me poi io lo dico a lui e te lo faccio fare?"
e la differenza non è proprio poca.
giovedì 14 aprile 2011
Pedegoli, i dintorni, foto
martedì 12 aprile 2011
e le stelle stanno a guardare
il "tapullo" come sistema



ps 2 - il ponticello ha subito in questi giorni (inizio maggio) ulteriori offese: alcune pietre originali divelte dal muretto e l'apertura di uno scolo laterale... sigh!
giovedì 7 aprile 2011
blog censurato su facebook per via dei post definiti "offensivi".. ( !?! )

...forse qualcuno ha la "coda di paglia" ?
martedì 5 aprile 2011
il Tarantolino Nostrano, il Lama delle Ande e la Torretta di Quezzi

(clicca sul titolo x saperne di più sul verace Geco)
giovedì 31 marzo 2011
Wi-Fi a pedegoli...? si grazie !!
Si parla a Pedegoli di una proposta a cui è possibile dar adesione e supporto apponendo la propria firma in calce alla stessa, qualcuno la sta facendo "girare" e sottoscrivere, con discrezione come s'usa in paese.
La richiesta, da presentare all'Autorità competente, prevede che la sosta nella nuova area ricavata sul lato "a fiume" della Curva di Pedegoli sia adibita a "disco orario" e a "scarico merci" in modo da regolamentare l'uso del park e renderlo dinamico e funzionale anche all'esercizio commerciale che diverse botteghe praticano nelle adiacenze della Piazza. Un'esigenza privata che incontra la domanda comune di potersi fermare agevolmente sia presso la Piazza che presso i vicini negozi.
Negozi che riescono a "servire" un ampio spettro di bisogni e richieste coprendo anche un ruolo sociale e garantendo un presidio del territorio stesso. Ma che in cambio di questo park a loro "dedicato" potrebbero accollarsi qualche iniziativa d'interesse pubblico, ad esempio...
Proprio per radicare maggiormente la presenza, esser riconoscibili come appartenenti al territorio e contribuire ulteriormente allo sviluppo dello stesso l'insieme dei commercianti e negozianti di Pedegoli potrebbe proporsi per organizzare ed impiantare in loco un ripetitore per il Wi-Fi e dotare la zona di una connessione a internet gratuita e senza fili...
In altre zone della città è stato realizzato, sviluppando anche le potenzialità commerciali connesse, dai CIV o dalle unioni dei negozianti, a Certosa, o nel centro cittadino...
In mooooooolti saremmo sicuramente grati, ed in seconda battuta riconoscenti, verso i comprensivi commercianti locali.
Gli imprenditori in questo modo colmerebbero anche gli ottusi ritardi dell'Amministrazione, la quale si sentirebbe forse in dovere di esaudire le loro richieste dopo un tale contributo alla qualità della vita in quartiere.
ps- (forse la proposta che gira riguarda la rimozione di alcuni paletti che proteggono la stretta via dal parking selvaggio davanti ai portici... paletti "benedetti" da chiunque attenda lì il bus; meglio sarebbe davvero usar l'area ricavata dall'abbattimento)
martedì 29 marzo 2011
Anziani
martedì 22 marzo 2011
sabato 5 marzo 2011
"Area Brignoline"
di nuovo sull'utopia di veder trasformare positivamente la vita delle persone in quartiere magari realizzando, nella grande area verde (sotto a via A. Gandìn, clicca sul titolo x la mappa e guarda con google quanto spazio!), abbandonata all'incuria e ai crolli, che sovrasta Via Fereggiano, un'Orto Urbano collettivo, accessibile e utilizzabile dai Cittadini, per farsi una passeggiata o una coltura orticola autoprodotta.
http://prinzessinnengarten.net info e corsi per realizzare Orti Collettivi in Germania, dove magari non hanno il clima e la tradizione ma la pratica è diffusa. A Berlino il Prinzessinnergarten autogestito fornisce di verdura fresca e bio, buona parte del quartiere.
Fortunatamente a Quezzi, come nelle colline di tutta Genova, ancora scampoli di terreno vengono occupati da attività rurali, olivi, piccoli animali, orto; terreni e fasce sempre più assediati da box e cemento. Sarebbe lungimirante valorizzare questa pratica tradizionale di "metter giù qualcosa che si mangi" tipica del territorio e riconoscerne l'importanza destinando un'ampia area verde a questo scopo, con il valore aggiunto della condivisione e della gratuità.
Un'operazione realizzabile con modesti impieghi di risorse da parte del Comune, per la quale l'appello alle eccellenti maestranze del settore in quartiere forse sarebbe ben accolto.
Un'operazione di grande valore sociale e un'indicazione politica di contrasto al degrado, dalla quale potrebbe rinforzarsi la socialità e l'incontro.
Un notevole ritorno da un modesto impegno. Ritorno non monetizzabile, per cui impegno non realizzabile.
giovedì 24 febbraio 2011
inizio "70, un'altra collina...
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| litorale di Prà anni "70 |






