sabato 13 novembre 2010

via Fessia


http://www.bianchiniprc.org/

Qua e là per il grande quartiere gli assalti della lobbi immobiliare e dei costruttori son sempre più serrati, questi signori, ottusi quanto arricchiti e ben consapevoli di quanto siano protetti e vezzeggiati dall'Amministrazione cittadina non si fanno scrupoli a cementare e asfaltare ogni fazzoletto di territorio rimasto miracolosamente libero, in un'affannata corsa alla speculazione.

Il Partito del Cemento, come mille volte detto e letto ovunque, non ha ideologia se non quella del profitto personale e non ha tessera se non quella del numero di conto, così come non ha etica o morale se non quella dell'omertà.

Così non parlarne troppo, anzi evitare proprio di diffondere notizie è la logica che prevale nella strategia di comunicazione del nostro Municipio: un muro di gomma verso alcuni e una carta assorbente verso altri... o ti respinge senz'appello come disfattista ingrato o ti fagocita in un ginepraio di scambi e favori, gentilezze bi-tri-partisan, tanto da diventare un potenziale colluso... semplicemente ricalca una condizione più generale

A poco servirà spendere tempo, energie e risorse umane in piccole anche se giuste battaglie contro mulini a vento, distratti dai loro specchietti come fossimo allodole...

In tutto il Paese è in atto una raccolta di firme per ottenere dai Comuni una moratoria delle edificazioni di qualunque tipo ed un censimento di tutti gli edifici non utilizzati, così come di tutti gli spazi, pubblici e no, ancora non edificati.

Questo può esssere un primo passo per costringere chi ha permesso lo sfacelo e il degrado, anzi lo ha agevolato, a mostrarsi come responsabile.

Servirebbe anche a pianificare e programmare interventi di conservazione e valorizzazione se mai qualcuno avesse davvero intenzione di risanare la qualità di vita dei Cittadini.

Può comunque nell'immediato scoprire le carte su diverse questioni che impegneranno il nostro mega-quartiere e il suo territorio nei prossimi anni e che avranno un notevole rilievo ecconomico.

Tanto per capire bene chi ha le mani in pasta ed a che prù lo sta facendo.

Certo che bisognerebbe capire, ed averci finalmente ben chiaro, chi sono gli avversari in questa contesa. E, al di là di un'ambiente "friendly" tanto ipocrita quanto controproducente, decidere da che parte stare.

Iniziando magari usando la legge sul Danno Ambientale, prima che questi spaventati Lorsignori l'aboliscano.



lunedì 1 novembre 2010

i Morti (a Domenico)

Domani "sono i Morti".
Già, ma i morti si sa che non son tutti uguali, certamente ognuno ha i propri, e poi ci sono quelli diciamo "comuni", ai quali si rende in qualche modo omaggio o gli si dedica un ricordo, magari un brutto ricordo che comunque rende loro l'asser esistiti.
Ma non è per tutti così.

Forse è passato un mese o poco più dalla morte prematura di Domenico, probabilmente dovuta agli accidenti d'una vita piegata su se stessa. Sorte comune ai molti che arrivati dal paese, qualunque esso sia, non sono riusciti ad adeguarsi ad un ambiente ostile, dove il tradizionale legame tra parenti, amici e vicini di casa viene sostituito dall'opportunismo e dall'interesse, sentimenti con i quali non sempre si riesce a fare i conti.
Così per anni, appoggiato al muro di fuori o seduto solitario nell'ostaia della Gabri, Domenico ha avvelenato il suo fegato con l'alcool e d il suo sangue con il lavoro sottopagato, nero e faticoso, sino a consumarsi.

Qualcuno l'ha anche aiutato a sopravvivere nei periodi peggiori, altri si toglievan l'ingombro offrendogli un bicchiere di nero, ma i più l'han malamente sopportato mentre urlavano al tavolo delle carte.
Lui al massimo brontolava sommesso cose incomprensibili, in calabrese, con il viso triste e rosso quasi schiacciato tra la coppola ed il bavero del giaccone.
Fino a sera inoltrata, quando se ne rientrava balcollante e maleodorante a casa "sua", dove l'acqua calda non arrivò mai e dove la pietà d'un padrone di casa l'ospitava.
Ma Domenico spesso sorrideva, vai a saper il perchè, e sicuramente sempre salutava.

Gli occhi azzurri insieme al suo rimanere lì, in piazzetta, da mattina a sera, m'han suggerito quello che lui forse aspettava invano di rivedere davanti al suo sguardo... l'immagine di uno slargo sterrato tra le case di pietra, dove gli stretti vicoli del paese incontrano improvvisa la luce... dove un'emporio, un'ostaia e qualche panchina creano lo scenario d'un tempo dilatato e sereno.
Un tempo adatto ad esser diviso a seconda di bisogni ed esigenze umane, dove la relazione tra le cose e le persone è scandita dalle campane e dal sorger ed il calar del sole, dal canto del gallo e dal rumore dei piatti nel dopopranzo...

Quante vite segnate dalla solitudine di una migrazione coatta, dalla miseria umana della città e della produttività... quanti Domenico sono passati come fantasmi nei quartieri come il nostro, a cui in fondo si somigliano, piccole comunità che sono stati disgregate, territori antropologicamente destrutturati nella loro tipicità, nel loro "carattere"...

E così come un pallone sgonfio scalciato sotto una macchina, come una cartaccia volante nella strada, è passato Domenico, e se ne è andato. Molte persone pronte a far ponti d'oro ad altri morti che magari posson dimostrar riconoscenza anche postuma, neanche se ne son accorte. O peggio ancora han commentato, con un "buon per lui..."

Tutte, tutte le volte che mi son trovato senza sigarette Domenico me ne ha sempre offerto una, accompagnata da un sorriso triste.
Grazie Domenico, Grazie ancora.




giovedì 28 ottobre 2010

le tante facce dell'omertà


Quando anche solo che per far spostare una transenna in un cantiere pubblico sulla strada, e permettere così alle persone con l'ombrello di transitarvi, bisogna chiederlo come favore all'anziano che è nelle grazie dei potenti del luogo e che se ne fa gran vanto, manipolando (da vecchio marpione d.c.) voci e fatti per ottener consenso conto terzi, allora è palese che l'uguaglianza dei Cittadini di fronte all'Amministrazione è ormai un retaggio del passato...

Così è. Da anni. Solo che non lo vogliamo ammettere.

WI-FI


Cari (in tutti i sensi) immobiliari, che così tanto pesate sulle decisioni e sulle priorità della vita civile e politica di questa nostra rapallizzata città... perchè non pressate un pò l'Amministratore per estendere il servizio di Wi-Fi gratuito a tutto il territorio?
A Quezzi, ad esempio, i problemi legati alle comunicazioni incidono assai sulla qualità di vita che si prospetta ad un'eventuale famigliuola che volesse qui trasferisi e comprar casa...
addirittura i cellulari non hanno campo in certi luoghi, la tv si vede solo con la parabolica, per non parlare di internet: non esiste fibra ottica nè connessione veloce, solo il vecchio filo del telefono, e le chiavette sukkiasoldi risultano lentissime e funzionanti a singhiozzo.
Il Wi-Fi risolverebbe questi problemi.

Offrire abitazioni in una zona coperta dalla connessione gratuita dovrebbe riguardare anche l'interesse di procuratori accorti.
Quando se ne renderanno conto allora forse potremo "navigare" sereni, nonostante la scelta di vivere un pò fuori del centro, magari in collina.
Triste doversi appellare a qualche lobbi che conta, al concittadino importante, all'amico degli amici, ogni volta per ottener comprensione...
Le voci non si contano, si pesano. Pare.

sabato 23 ottobre 2010

sigh!...bastava poco

Il Consiglio Comunale che affrontò a suo tempo le riserve poste da alcuni abitanti di Via Mulinetto sulla totale asfaltatura della Creusa e sulla sostituzione (e scomparsa) degli storici, funzionali tombini di pietra terminava con la gentile Assessore Corda che assicurava il posizionamento di altre grate, adeguate alla pendenza e al flusso d'acqua piovana e garantiva il limitarsi dell'asfato all'adeguamento delle pendenze, sempre per il deflusso delle piogge, e solo nel primo tratto.

Evidentemente il municipioIII se ne fa "un baffo" delle indicazioni dell'Assessore, ed i propri lavori pubblici se li decide e gestisce come un gruppo di 'amici', perchè fatto sta che la mulattiera è stata completamente asfaltata, senza gli opportuni drenaggi e senza modificare, se non accentuandole, le pendenze, anzi rendendo un tratto difficile da percorrere a piedi se piove; così è stato per le griglie che rimangono quelle più adatte ai giardinetti che ad un fiume in piena come la creusa quando piove.

La sera della grande pioggia, verso le 21,30, la strada era impercorribile... l'acqua arrivava al ginocchio e la corrente trascinava pietre e rumenta, le griglie erano tappate dalle foglie e tutte le deviazioni "private"(scale, terrazzi, e varie) inondavano ulteriormente il corso della stretta Via.

I lavori effettuati sono serviti unicamente a rendere definitivamente carrabile una creusa pedonale, sacrificando lo storico selciato, gli arredi e la qualità del paesaggio, agli interessi di pochi, tra l'altro i soliti noti.

Ora questo risulta evidente. Ma non è una novità.


pericolo scampato, fino a quando?

L'evento metereologico di qualche giorno fa è stato sicuramente eccezionale, non è invece strano che i Rii Mulinetto e Finocchiara convoglino enormi e potenti masse d'acqua nel Fereggiano, costretto da argini cementificati e da coperture.

E proprio sovrastante Via Feregiano, nel breve tratto dove il fiume è ancora a vista, esiste un'ampia area scoscesa e franosa, miracolosamente salvata all'edificazione, sulla quale voraci avvoltoi della speculazione stanno ad oggi facendo voli interessati.

Antichi appetiti immobiliari si risveglianpo e gli attori interessati son di differente 'scuola': si va dalle Orsoline proprietarie dell'area, all'Amministrazione, che ne gestisce una parte e che ne decide alla fine il destino, con in mezzo tutte le figure più o meno marginali che in parte godrebbero di scampoli di 'businnes'.

Nel frattenpo nella notte poche ore dopo la temibile "piena" del torrente, un'enorme masso è franato trascinandosi dietro legni e detriti ed andando a "tappare" preciso-preciso l'alveo del fiume... pareva proprio un tappo.

Rapidamente, in giornata, l'ostacolo è stato rimossso, ma è stato chiaro a tutti che se la frana si anticipava solo di poche ore l'esondazione sarebbe stata assicurata ed avrebbe coinvolto Via Feregiano e parte di C.so Sardegna.

Rimane una situazione visibilmente incresciosa, la collina è in condizioni precarie e il timore è che come ultimamente accade il rimedio sia peggiore del male.


martedì 12 ottobre 2010

 .... http://notimaz.blog.kataweb.it/2008/11/30/rischio-idrogeologico-a-genova-una-storia-vera/

un anno fa

su un altro blog,

ovviamente inascoltato ......

martedì 24 agosto 2010

piccole cronache d'estate5


Piazzetta Pedegoli: Area video-sorvegliata.

E non è uno scherzo, la telecamera c'è ed è in funzione 24h.

La Sicurezza Percepita dalla popolazione è aumentata a livelli mai visti dai tempi delle ridenti e affaticate bugaixe di cui la targa "inquadrata" ne cita le gesta.

E' noto quanto i 'topi d'appartamento' si riuniscano in piazza prima d'ogni colpo estivo, o che i giovinastri ladri di motorini vengano giusto sotto il lampione ad estrarne i pezzi.

...bhà!

Per i drammi di malavita che si consumano in quello scenario basta e avanza l'intervento di un vigile urbano "una tantum" e una coppia di poliziotti che nella notte casomai ci facciano qualche giro, controllando un territorio più ampio di una telecamera.

E allora cosa vuol dire questa iniziativa, questo spot di propaganda?

Si chiede da più parti e con diversi toni Spazi sociali, attenzione alla qualità della vita, riguardo e tutela per l'ambiente...

(ci aspettavamo magari la connessione in rete, gratuita senza fili, per ovviare alle problematiche di comunicazione nella valle, ad esempio)

ma la risposta dell'Assessore alla CittàSicura è questa: video-sorvegliare!

Ma cosa? Il degrado del cemento edificato senza cognizione? l'incuria del verde lasciato degenerare a discarica? di quale sicurezza si stanno occupando?

Il letto del Rio Finocchiara è ormai una foresta con rami che raggiungono la strada e subito appresso al gomito del torrente che corre tra argini di cemento, si trovano le case quasi sul greto, a contatto con il canneto, le anatre, l'acqua del Rio...

Io abitassi in quelle casette così caratteristiche non mi sentirei poi tanto sicuro, nonostante le iniziative del Sig. Scidone.


piccole cronache d'estate4

A Pedegoli è arrivata la Putrella.

così, mancando di un disegno reale esposto sul luogo come di solito s'usa fare, ora s'intriga il disegno che pian piano si realizza nell'immaginario collettivo della popolazione su come verrà fuori il  Progetto per Curva di Pedegoli, ampio marciapiede limitrofo e venticinque (!) posti auto a raso... immancabili.

Gruppi di sfaccendati, pensionati e occasionali curiosi, dibattono su quali posson essere gli sviluppi del Cantiere Pubblico, qualcuno con ampi gesti delle braccia disegna arditi scenari con rampe d'accesso laterali...

Comunque una schiera di tecnici e non, ha provveduto ad esaminar la Putrella ed a verificarne l'adeguatezza di tutti i parametri, impiegando una intera calda mattina d'agosto. Si pensa abbian espresso parere favorevole.

Ora si scommette su come e dove la si vorrà posizionare, diversi pareri più o meno competenti si confrontano tra una 'passatella' ed un caffè.

Ma metterci il disegno del Progetto? ...no? è forse richiesto solo ai privati?

Almeno sarebbe buona creanza, se non altro.


PS-a fine agosto la putrella è pronta; una specie di nonno-vigile entra ed esce dal cantiere, pare sia l'unico a saper qualcosa... a che titolo?



giovedì 5 agosto 2010

piccole cronache d'estate3



Nell'Età dell'oro della Circoscrizione, guidata all'epoca dal meritorio Presidente Cassinese, 
quando le attività dedicate ai cittadini erano frequenti ed eccellenti 
(ad es Villa Imperiale Jazz con il meglio del mondo a 8-10mila lire!), 
quando l'ambiente delle Piazze era popolare e tollerante e la collaborazione con la gente più diffusa e ricercata... 
in quel periodo, tra le tante cose, si organizzò un'Oasi Naturale Protetta sul greto del Bisagno, tra Sant'Agata e lo Stadio, dove furono rilasciate alcune coppie di un'Anatra chiamata Germano Reale, per ripopolare con specie compatibili l'ambiente.

Le Anatre si adattarono e gioiosamente si riprodussero tanto da sopravvivere alla fine di ogni progetto di recupero e salvaguardia di quel tratto di fiume.
I volatili in questione si sparsero col tempo nell'intero Genovesato occupando i Torrenti delle nostre Valli, e lì ancora resistono nidificando tra i cannicci e sguazzando nelle pozze.

Anche a Pedegoli, nei primi tratti del maltrattato Rio Molinetto, si incontrano i colorati Germani, con le femmine fiere seguite passo-passo da una decina di pulcini barcollanti, più agili una volta entrati in acqua tutti in fila.
Sono fonte di buon'umore per anziani e bambini che passan di lì, e li osservano divertiti.
Ad ogni estate però quel che tutti si domandano è dove mai finiscano le abbondanti cucciolate dopo pochi giorni del loro avvistamento.

Puntualmente scompaiono Anatra e Pulcini appena son un pò svezzati, c'è chi dice sia l'Airone a mangiarseli, chi sostiene siano i grossi Ratti che dominano il luogo.
C'è chi più informato racconta che un predatore a due zampe dall'aspetto umano se li freghi di notte e se li porti in un suo allevamento, clandestino.
Il perchè lo faccia è misterioso.
Si dice che li faccia crescere per poi rilasciarli in natura.
Qualcuno invece pensa che gli anatroccoli giunti, nel buio di una cantina, al peso di un galletto vengan ceduti a cucine compiacenti e diventino Anatre all'Arancia. Dopo nessun controllo sanitario, ovviamente.

Del resto il torrente è abbandonato ai rifiuti e all'incuria, crescono rovi e arbusti e chiunque edifica e cementifica sul greto. Il Rio è asfittico, ormai.
Certo che vedere quegli Anatroccoli sguazzare e sentir l'anatra starnazzare metteva allegria...





piccole cronache



Nell'epoca delle e-mail sono ancora in molti ad usare la spedizione tradizionale di cartaceo attraverso francobollo e Poste, da oggi finalmente ciò lo si potrà praticare anche da Pedegoli.

Le difficoltà incontrate da Poste Italiane a posizionare la cassetta di raccolta delle lettere in Piazza o nei dintorni eran dovute alla richiesta da parte del Comune di una somma più o meno di 5000E l'anno per l'affitto del sito.

Probabilmente il Privato proprietario del marciapiede e dei portici di via Daneo ha ceduto la locazione ad un prezzo più conveniente, a patto che non si scassasse nulla nel piazzare la struttura metallica.

Immagino che vari interventi politici di mediazione e trattative estenuanti abbiano portato a questa soluzione.
Così ora, saldamente legata alla ringhiera nei pressi del tabacchino, abbiamo la cassetta dove imbucare la nostra posta.

lunedì 2 agosto 2010

piccole cronache d'estate

Ratti & Rospi



Il gruppo di bambini che razzola libero lungo il Rio in queste giornate d'estate è vario nelle età e nell'altezza dei singoli membri, un pò come i ragazzi di quella banda nelle vecchie comiche in bianco/nero.
Sciamano su e giu per la Via, chi di corsa chi con la bici, schiamazzando piacevolmente fino e oltre l'imbrunire. Ed è proprio verso sera che un gruppetto di loro stava osservando annoiato l'acqua scorrere lenta seduti sul muretto che argina il Torrente, quando un enorme Rospo esce dalle alghe e si arrampica placido sino all'argine del Rio, (Renzino dice che avrà pesato almeno tre kg), il Rospo più grasso della stagione.
Neanche il tempo di dire -"belìn che grosso, prendi un bacco che vediamo se salta"-, che da uno sbocco tra le pietre dell'argine balza ed atterra agilmente una Pantegana Gigante dal pelo grigionero e dalla grassa lunga e liscia coda, s'alza sulle zampe posteriori, (Renzino dice che su due zampe era alta da arrivargli al ginocchio), e scatta contro il Rospone che nel frattempo tentava di rientrare in acqua.


Decisamente più grosso di Rospo, Ratto ha la meglio ed azzannato l'anfibio alla coscia non lo avrebbe certo più mollato se non fosse intervenuto un bimbo con una pietra.
La lotta impari proseguiva ed il Topone di fogna era già vicino ad infrattarsi tra la vegetazione trascinando l'annaspante e disperato Rospo con sè quando venne colpito dalla pietra lanciatagli contro, dritto sulla testa, (Renzino dice che visto il ciottolo arrivare dall'alto il ratto non seppe resister alla tentazione di alzarsi in piedi e "darci di testa" tra l'altro con stile), facendogli perder la presa e consentendo al Rospone ferito di fuggire nel Rio.


Il Ratto colpito barcollando cadde anch'esso in acqua ma con due bracciate raggiunse la riva opposta scomparendo nella rumenta accatastata, (Renzino ha visto la pantegana fare chiari segni di minaccia all'insegna del gruppo di ragazzi, prima di defilarsi).
Diversi avvistamenti nei dintorni confermano la presenza di questi grassi e grossi ratti, i ragazzini li chiaman ormai per nome, (Renzino dice che sono una razza di SuperRatti mutanti che presto avranno il sopravvento e domineranno il mondo).

venerdì 30 luglio 2010

chi controlla i controllori?



La collina sulla quale s'inerpica Via delpoligono di Quezzi con le sue curve e i suoi palazzoni figli della speculazione selvaggia anni 60 non ha pace neanche in questo nuovo secolo.
A Quezzi i ricchi fan un pò quel che gli pare, certo non è zona da Signori ma speculare in Albaro è sicuramente più difficile, così si accontentano.
Di fatto quel Monte sta subendo un'ulteriore offensiva da parte del cemento, per il tornaconto di alcuni privati, a discapito di un Territorio in asfissia.

Dalla Via principale si sta ultimando una strada privata azzardata tra i tralicci enel e gli alberi a rischio d'abbattimento, per consentire l'accesso in auto ad una casa posta in alto. nel bosco secolare anch'esso a rischio di taglio vista la scarsa sensibilità ambientale dei nuovi proprietari, che si dice abbiano intenzione d'aprir un'agriturismo (?!) con tanto di park...

Altro "piccolo" intervento: nascosti dai palazzi si stanno edificando un tot di box auto, di traverso al monte si creerà una sorta di diga di cemento per i cospicui rivoli d'acqua piovana, che sfogheranno altrove...

Ma l'esempio più eclatante, sotto gli occhi di tutti, è lo sbancamento del Piede del Monte.
Una fetta di collina è stata asportata e il terreno ora è contenuto da un enorme muraglione di cemento armato.
Lì, dove ora c'è il vuoto, dovevano venir edificati un tot di box, con copertura a giardinetto.
Ad un certo punto hanno scoperto che quella è una conca d'acqua!
Così tutto si è fermato, e ormai son passati dei mesi.

La gente dice che aumentando i costi e diminuendo la prospettiva di guadagno sia fallita la Ditta che ha iniziato l'appalto e ora una seconda Impresa potrebbe continuare, con l'aiuto di denaro pubblico, giusto per non lasciare il disastro così com'è.
Ma son "voci di popolo", perciò senza nessuna conferma, sono illazioni.

Un bel volantino è apparso sul luogo, subito strappato dagli anonimi censori che conosciamo.
Ringraziava gli Amministratori per aver concesso i Permessi e le Autorizzazioni per realizzare questo maestoso Muro Grigio, al posto di un'ampia collinetta dove da sempre le feste popolari e le serate di ballo trovavano modo di far incontrare la gente.
Diceva che ora finalmente ci gira più aria a Pedegoli...
Male che vada una decina di posti auto "a raso" ce li tireranno fuori.

Su tutto questo e su alto ancora che alla faccia della trasparenza accade in quartiere dovrebbe vigilare un qualche organismo popolare, diffuso, pubblico: un Comitato di Controllo, che possa mobilitare persone e Istituzioni a garanzia di interessi comuni, spesso violati dai nostrani piccoli "minicomitati d'affari".

Se la 'rete di quezzi' non fosse solo una finzione a supporto d'un consolidato gruppo politico-imprenditoriale avrebbe anche gli strumenti per agire; la legge sul " Danno Ambientale" potrebbe essere impugnata per verificare responsabilità e ottenere risarcimento e risanamento. Ad esempio.

PS- verso la metà di agosto sono riprese pur lentamente alcune attività nel cantiere

mercoledì 28 luglio 2010

celtike & svastike


Intorno al 1975 alla scuola Fontanarossa esercitava l'insegnamento una giovane professoressa che molti dei suoi studenti ricordano con affetto e riconoscenza.

Pioniera d'un metodo che permetteva la partecipazione e la critica spesso promuoveva iniziative parallele allo studio, iniziative dedicate alla formazione civica delle giovani persone a lei affidate nelle ore scolastiche.

Qualcuno ricorda che grazie a lei l'Unità entrava a Scuola e veniva letto in classe con gli altri quotidiani, raro esempio di pluralismo all'epoca.

Altri tempi.

La Scuola Fontanarossa è ancora oggi situata di fronte alla Scuola Govi, si guardano in faccia.

Ma i tempi sono cambiati.

E i Dirigenti Scolastici anche.

Ed è così che pare possibile vedere sul Portone della Govi una svastica ed una celtica in bella mostra... 

senza che al Direttore venga in mente di coprirle rapidamente con una mano di vernice.

Non si stupisca il pavido tapino se presto si troverà graffiti simili sulle pareti dell'ufficio e le impronte degli anfibi sulla scrivania... 

potrà sempre chieder di ritirarsi in un ufficio un pò più imboscato... forse.


PS- dopo alcuni giorni ed alcune telefonate di genitori indignati si è provveduto a cancellare le dementi scritte


 

lunedì 26 luglio 2010

frenesia alimentare


Frenesia Alimentare.




Accade in alcune specie animali


può accadere anche ad alcune categorie umane


con alcune peculiarità proprie


il meccanismo che la fa scattare può essere una sorta di panico


però inconsapevole


non compreso razionalmente


anzi respinto con arroganza e sufficenza


ma i segnali dell'esterno, gli odori del disfacimento,


penetrano e provocano reazioni


così il corpo da luogo ad azioni incolvulse spontanee


solo apparentemente sotto controllo della mente


perchè ancora e sempre tutte automaticamente


indirizzate all'obbiettivo di soddisfare l'infinita ingordigia


aumenta esponenzialmente la voracità col sentore inconscio della fine


mentre la percezione drogata della realtà


fa calare l'attenzione che pare addirittura superflua


in contradizzione con ciò che sta accadendo intorno


e che ne sta determinando l'infausto futuro


Allora tale la contesa e la fretta d'appropriarsi del cibo


che non sentono i morsi altrui


nè importa se azzannano qualche loro simile.



Ed è tra i brandelli lacerati della loro carne


che passa la nostra possibilità di sopravvivenza.



giovedì 22 luglio 2010

luglio in quartiere...





Qualcosa sta cambiando.
Almeno nella grafica dei manifestini di quartiere.
Finalmente si distaccano almeno nella forma dall'istituzionale giallo con caratteri rigidi e timbrino del piccolo presidente, anzi non ne fanno menzione.

Davvero accattivante (in violetto e giallo,grafica semplice ben impostata) quello che pubblicizza un'iniziativa di passeggio e lettura che si è svolta sabato scorso lungo le antiche creuse della collina, sopra il Dria, verso l'Acquedotto e la Cappella dei Cacciatori di Luamà: un percorso ricco di scorci paesaggistici e di momenti di serena quiete, m'immagino poi nella sera stellata e fresca...

Un altro manifestino lo s'incontra nei pressi di Finocchiara e con uno stile asciutto e spartano informa che sabato questo, ci sarà sul pianetto di Finocchiara, dal Ponte settecentesco, una grande tavolata con spaghetti aglio e peperoncino, da aggiungere a tutto quel che i partecipanti vorranno condividere. Vino compreso.
Si prevedono alternative per i bambini presenti.

L'angolo in questione è degno d'un pittore paesaggista (in molti pare che nel dopoguerra frequentassero le piccole valli genovesi per dipingerne i tratti tipici) e seppur deturpato dallo svincolo di cemento e dai park che lo precedono rimane un'arroccato gruppo di casette che va rubando terra al monte con le strette fasce, scolpendo la collina come fosse una piramide, nella migliore tradizione Ligure.

Il Rio Finocchiara custodisce ancora alcune piccole testimonianze, nelle pietre e negli arredi sopravvissuti, del suo antico passato di lavoro e socialità, e una cena all'aperto tra gli abitanti del luogo è un'ottimo modo per conservalo in vita.

giovedì 8 luglio 2010

pedegoli..."IL TERRITORIO DELLE PANTEGANE GIGANTI"


... ho letto su enormi manifesti che il Comune ha investito 100milioni di euro per ripulire ed asfaltare la Città. Basterebbe passare per Via Ferreggiano, ad alta percorrenza, per verificare le condizioni disastrose del selciato... mentre Via Mottachiusura dove passano 12 auto quando c'è traffico, già liscia e piana, è stata asfaltata, prima ovviamente degli scavi per il gas (ma questo ormai rischia di sembrar un luogo comune).

E stamane sul Secoloxix si scriveva che una grande Operazione ecologica stava per partire e riguardava diversi Rii e Torrenti nelle Valli Genovesi.
Esclusi ovviamente Fereggiano, Finocchiara e Molinetto, che nonostante portino costantemente una notevole cubatura d'acqua e corrano in pieno abitato, non son degni di nota, pare.

A Pedegoli s'incrociano i tre torrenti e lì è stato abbattuto un vecchissimo edificio con le sue abbandonate fondamenta. Proprio lì sotto nell'oscurità degli anni, vivevano intere famiglie di Pantegane Giganti, ormai stanziali limitavano i danni agli stretti dintorni e alla cantina della Gabbri.
Il sisma provocato dalle Ruspe Comunali ne ha sconquassato l'habitat naturale, costringendo l'intera colonia semi shoccata a fuggire per ogni via percorribile. Cioè su per il fossato del Molinetto, lungo il Rio Finocchiara e percorrendo tutto il lugubre e buio fosso del Fereggiano "coperto" a esplorare un territorio essai più vasto.
Trovando immediatamente le Condizioni Ottimali, le più favorevoli, per istallarsi ed allegramente riprodursi, tra l'ammasso di rovi, rumenta e sbocchi abusivi che ne rende caratteristico il paesaggio.
Sarà un decennio che gli argini di questi torrenti sono lasciati al degrado, sia civile che naturale e la comparsa di parassiti come le zecche, i nugoli di zanzare, le biscie confuse e i ratti ingordi e impudenti è ormai stagionale, complice anche l'abbandono dei tratti "privati" prima coltivati e mantenuti puliti.
Ma quest'estate l'avvistamento di Pantegane particolarmente aggressive e grosse è già più frequente e diffuso, si avvicinano ai pochi pollai sopravvissuti ed alle cantine o ai parcheggi. E facilmente si impossesseranno del territorio.

Come era prevedibile: l'esperienza a Genova non manca, ad ogni scavo deve corrisponder una radicale derattizzazione, ricordo che alla Foce del Bisagno pochi anni fa si è rischiato il disastro ecologico...

La Provincia dovrebbe esser l'Ente responsabile dei Rii, ma la questione tocca anche la Salute Pubblica e l'Igiene Urbano, parrebbe.
Certo che se da parte dell'Amministrazione si desse credito, spazio e risorse a gruppi di Abitanti disposti a mantenesi pulite le proprie vicinanze ...
Se l'impegno del Comune fosse Programmare insieme ai Cittadini le iniziative e condividerne gli obbiettivi potrebbe allora chiederne ed ottenerne la collaborazione necessaria, da parte di chi in questo luogo dovrà passarci magari degli anni ancora almeno quanto da chi gli anni ce li ha già passati.

Dovremo abituarci ad incontrar nella penombra umida della sera qualche incurante esemplare di Pantegana Gigante, mi sa.

PS - recente (marxo) intervento poco tempestivo (forse in vista dell'estate) e poco impegnativo dell'Istituzione che ha provveduto a disseminare nella zona molti dispenser di veleno per topi: tubi di plastica nei quali il ratto s'intrufola e si prende la pasticca e poi muore.
Gli argini del Rio sono rimasti abbandonati all'incuria e alla rumenta, la fogna sbocca copiosa a giorni alterni sotto il ponticello medioevale e nell'insieme l'ambiente, s'io fossi ratto, mi parrebbe accogliente...

martedì 6 luglio 2010

tra le tante storie raccolte qui intorno qualcuna "da fuori"...


... tra Prè e Gramsci, nello slargo del mercato scesa la scalinata a destra guardando il mare, si trovava il bar Anna, o un bar che la gente gli diceva dalla Anna, con il suo variopinto viavai. In molti spendevano monete straniere, Americani e Tedeschi i marittimi più ambiti ma se ne trovava come dir, d'ogni razza. Così ogni angolo era occupato da bancarelle precarie con su ogni ben di dio, almeno apparentemente, tutto lungo Via Prè, spesso con le ultime novità in audiocassetta e le autoradio più moderne. E le sigarette americane, quelle della Jugoslavia.

La balaustra proprio sopra la scalinata del bar Anna era però lasciata libera, cosicché potesse esser comodo trespolo per un piccolo gruppo di giovani Napoletani ed un grosso coloratissimo Pappagallo. Il colpo d'occhio del suo maestoso batter d'ali si ricorda ancora come attirasse l'attenzione di chiunque passasse nei pressi, i Russi ed i Tedeschi erano i più divertiti, si dice. Per un lungo periodo fiorì così un florido commercio di Pappagalli. Senza grosse difficoltà d'approvvigionamento da parte dei mercanti.

Non furono pochi gli stranieri, marittimi magari un pò alticci dopo i giri nei night-club, che pensarono di portarsi a casa, per pochi dollari, un esotico pennuto e che, dopo averlo regolarmente acquistato dai venditori oriundi, lo videro alzarsi in volo appena lasciato il circondario, per far ritorno nel volger di pochi minuti all'antico padrone, non prima d'aver beccato a sanguinare l'ignaro e incredulo nuovo proprietario, lasciandolo imprecare al vento di Caricamento. 

Questo succedeva così tante volte nello stesso giorno che nei Caruggi s'iniziò a dire "come u pappagallo de Prè, che u vendan vinti volte au giurno me u lè sempre u mescimu", per dir di uno che racconta sempre la stessa scusa a tutti.

raccolto da: Berto, 68anni, nato in Via Madre di Dio.

lunedì 5 luglio 2010

perchè Carrabile?




(nella prima foto la creuza di Mottachiusura che verrebbe distrutta e resa carrabile per arrivare in auto ; la seconda foto è la fine della scalinata Mottachiusura, tipica e a rischio d'abbandono)















Via Motta Chiusura è in gran parte asfaltata e carrabile da diversi anni, collega le ultime abitazioni della valletta del Molinetto alla Piazza di SantaMaria, dove la strada principale di Quezzi termina.
Inoltrandosi appunto nella Valle ad un certo punto, dopo le ultime case, questa "carrabile" torna ad essere una antica Creusa, di pietre e mattoni, che scende lievemente verso il Rio Molinetto, fa una curva e si trasforma in una gradinata, incontra arcaici trogoli di pietra e strette fasce dai bassi muretti a secco, sino a congiungersi con un ponticello settecentesco a Via del Molinetto, altra mulattiera medioevale, all'altezza del Frantoio ancora intatto e delle "pietre delle bugaixe" ben visibili sugli argini del Rio.
E qui siamo appunto in quella antica creuza che alcuni abitanti hanno tentato di salvare dalla recente asfaltatura totale, che con la scusa di rimediare al dissesto l'ha resa di fatto carrabile ai mezzi privati.
Ci domandavamo a cosa era dovuta tanta determinazione, sino a essere arrogante aggressione verbale, tanta noncuranza di fronte a legittimi dubbi, tanta acredine verso chi dissentiva o criticava, e pur proponeva soluzioni che consentissero a questo Luogo di conservare le caratteristiche peculiarità storiche e paesistiche....

Se si fosse salvata l'antica Creuza si sarebbe presto sentita la necessità di metter mano anche alla parte di Creuza ancora intatta di Via Mottachiusura;
si sarebbe potuta tutelare e ripristinare, essendo questa di sicura utilità ad almeno una decina di "fuochi", per raggiungere Pedegoli ed i negozi semplicemente a piedi in 5 minuti, evitando un lungo giro da dover fare con l'auto. Oltre l'importanza storica/paesistica dell'insieme nel territorio.

Gli attori principali di questa rappresentazione, i più accaniti sostenitori ed esecutori del progetto, sappiamo bene tutti chi sono  stati e come hanno agito.

Potrebbe ora essere che una discreta porzione di terreno con sopra una casa ed un rudere situati proprio all'interno della valle, vicino ai rinomati laghetti, nel verde e nella tranquillità, siano in vendita.
Essendo raggiungibili però solo a piedi o con piccoli mezzi agricoli il prezzo è relativamente conveniente, anche se si tratta solo di forse 200 mt si sa che arrivarci in macchina ne aumenterebbe il valore di un buon 30%...

Una progettazione di finanziamento, o come la si vuol chiamare, potrebbe unire più soggetti interessati e garantirli rispetto ad un più roseo futuro viabile, cioè alla possibilità di distruggere in tempi rapidi la Creusa rimasta di via Mottachiusura ed allargarla a strada carrabile e asfaltata, giusto sino al cancello di questa potenziale Residenza Privata Esclusiva di pochi, magari due o tre (edificando un poco ancora) nuclei.
Curioso, interessante sarebbe sapere con certezza chi condurrebbe la "cordata" finanziaria, e cosa farebbe supporre ai fautori il sicuro successo della speculazione...
Certo è una speculazione intellettuale, invece, questa mia che a me pare una semplice intuizione,
e che dà per scontata una sensazione pur comprovata di lontananza, estraneità e incomprensione rispetto al mondo parallelo della "politica di palazzo".

Allora nel frattempo mi domando genericamente quanto sia lecito, morale, etico, che si adoperino, si sfruttino e probabilmente addirittura si perseguano esclusivamente a questo scopo le Cariche Pubbliche, Politiche e non.
E il contatto amicale e omertoso che i singoli privati hanno con queste.
Questo fa saltare definitivamente ogni patto di cittadinanza, reso impossibile dal decisionismo di pochi basato su criteri di discriminazione e di clientelismo; oscurato dalla arbitrarietà arrogante e presuntuosa che ormai determina ogni iniziativa e progetto di cui pagano le spese la collettività e ne godono i vantaggi i pochi privilegiati, perché si è reso quello che era un diritto di tutti, un privilegio del singolo.

Marassi-Quezzi-SanFruttuoso sono "una città"...
per numero di abitanti ed attività, per dinamiche e problematiche sociali, per la dimensione metropolitana che assume anche nelle aree più marginali del territorio.
Per il Businnes che tutto ciò comporta.
Gestire l'Urbe comporta molte responsabilità e competenze, compresa la capacità di ascolto e di servizio verso la gente. E una predisposizione alla Democrazia ed alla Trasparenza che pare latiti da tempo sul nostro territorio.
Quali le priorità e quali siano gli Interessi che ne guidano il Programma non ci è dato di sapere, anche se ormai sono evidenti a tutti: quelli Privati.





martedì 22 giugno 2010

Via del Molinetto ora è davvero asfaltata.



un quesito, un dubbio, una domanda, una provocazione, una fantasia.

A che prù,

A quale speculazione prelude,

A cosa, a chi, può giovare nel medio, lungo periodo.

Perchè tanta ostinazione nel perseguire la totale asfaltatura di una creusa e nel definirla carrabile?

Perchè non voler attuare nessuna salvaguardia di ciò che ne evidenziava la caratteristica "pedonale"?

A cosa si vuole arrivare, quale architettura, quali gli obbiettivi ultimi?

forse ultimi, intimi, ...privati?

Lontani?

nel tempo ma non nello spazio.

Forse. Forse no.

Il punto di vista privilegiato dell'airone cenerino che passa alto sulla Valle potrebbe aiutarci a capire. Lui forse già sa.

Atch!! Non vorrei mei averne messo a rischio il volo!

Attento agli schioppi, caro grigio pennuto.

 

ai confini del territorio


Credo m'abbia incuriosito lo stile del disegno che illustra questo manifestino, rigorosamente fatto a mano, direi autoprodotto, che ricorda un pò i cartelli per promuovere i prodotti appesi alle vetrine delle botteghe quando ero bambino. Sottolinea la sua diversità la lontananza grafica con i soliti manifesti con sfondo "giallo fastidio" che con vari simbolini appresso e autorevoli firme in calce propagandano perlopiù le iniziative tra amici di partito, spacciate come popolari e collettive, in realtà sempre più chiuse e selettive.

In una domenica di sole, vento, nuvole e di nuovo sole, la festicciola di cui dice il volantino si è svolta in serenità, con la banda di ottoni luccicanti; sullo sfondo l'azzurro del cielo e il grigio della secolare pietra monastica di Nostra Signora del Monte.

Un signore barbuto e ospitale offriva muscoli e vino bianco, caffè e cordiale, dietro lascito d'offerta ad uso della Confraternita organizzatrice... consigliava ai viandanti la visita all'interno della loro Cappella, dove un Cristo nero del 600 riposava insieme a suoi omologhi, più recenti ma ugualmente agghindati d'ori e drappi dall'aspetto prezioso, tutti pesantissimi da portare in spalla...

Scendiamo poi dabbasso, in quella che doveva esser una stalla o una cantina, al di sotto della chiesetta, la penombra rasenta il buio, intravediamo un gruppo di sereni anziani che chiaccherano guardandoci distratti, una di loro s'alza dala sedia impagliata e abbandona il tavolo marrone con sopra dolcetti, tazzine di thè e centrini fatti a mano, per prepararci un caffè...

Tutto gradevole, chiediamo informazioni:  sono una Confraternita, ma non hanno problemi religiosi e tutti posson almeno in parte partecipare; si organizzano da soli ma fan capo alla parrocchia di Piazza Martinez, che non li molesta ne li promuove; con il Municipio han nulla a che fare giacchè dipendon poi dalla Curia, che però non sovvenziona granchè, anzi, la festa è una sottoscrizione per riparare il tetto (un classico!),essendo loro una sessantina di soci perlopiù anziani e qualcuno fa anche fativca con la pensione;  si aiutano tra loro e quando si riesce si apron all'esterno con un pò di solidarietà...

Un'altra realtà sociale che pur presente sembra sconosciuta, sessanta persone che s'incontrano e socializzano mantenendo vivo un luogo e delle tradizioni, anche perchè ne godan tutti.

Guardo la valle di Quezzi chiusa tra i Camandoli e la Torretta e penso che giusto all'estremità opposta, dalla Chiesa di Santa Maria a Quezzi, c'è una Confraternita che potrebbe aver più o meno gli stessi scopi.

Si potrebbe organizzare una "scianca" tra le due Confraternite, tipo la gara delle pratiche difficili di trasporto di Cristi o degli intrepidi "balletti" col Cristo in spalla al suono della Banda, oppure azzardati "passaggi" di Cristi da spalla a spalla,,,, sarebbe un torneo degno di documentazione e di nota!!

Ma sul versante della popolarità e della simpatia la Confraternita del Monte ha già vinto!