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| litorale di Prà anni "70 |
giovedì 24 febbraio 2011
inizio "70, un'altra collina...
sabato 19 febbraio 2011
sotto-sotto ruspa ci scava...
Certo è che più lo stato di degrado e di colpevole abbandono diventa evidente, più il disegno previsto apparirà come unica e salvifica prospettiva.
La necessità avvertita dai nostri Consiglieri pare riguardi l'edificazione di una Scuola....
dopo il discusso abbattimento della Scuola Monleone a Pedegoli e la costante minaccia di chiuder la B.Ball in P.zza Santa Maria per calo di nascite, con in pochi km un edificio scolastico sottoutilizzato in Fontanarossa dirimpettaio di una scuola Media...
dopo tutto ciò pare necessario insediare sulle pendici del basso Fereggiano un Plesso Scolastico Attrezzato (?!) edificando quel tanto che basta a giustificare il sottostante labirinto di box-auto previsto per finanziare, in parte, il progetto, che sbancherebbe tonnellate di terreno ai piedi di un filare di enormi palazzi tral'altro.
Anche, e forse soprattutto, per i ragazzi e i bambini sarebbe davvero necessario acquisire e conservare quell'area come la natura ce l'ha lasciata, uno scampolo di ciò che c'era, tanto per ricordarsene, anche praticandola, rendendola accessibile, utilizzabile, magari in parte coltivabile dai Cittadini che lì intorno vivono, fruibile dalle scolaresche delle vicine scuole, e direttamente collegata coi limitrofi giardini- ricreativi diverrebbe una naturale comunicazione con la valle del Biscione, annullando l'attuale critico scollamento.
Ma trattandosi di un'emergenza Sociale e di investimenti il cui ritorno non è monetizzabile in maniera "tradizionale" difficilmente se ne comprenderà la necessità; sarebbe come ammettere che il ritardo cronico di una qualsiasi politica di risanamento sociale, di contrasto alla frammentazione sociale e territoriale, non è più sostenibile.
I processi di "riqualificazione" del Territorio messi in atto, essenzialmente economici, devono ora cedere il passo alla dimensione sociale sin'ora considerata a parole, assente nel minimo di pianificazione attuata o inserita come cascame di obiettivi finanziari.
La Città dei Diritti pare se no destinata a negare una decente qualità di vita ad alcuni dei suoi Cittadini, magari a quelli sospinti ai margini dalla libertà d'azione concessa agli immobiliari... ma la storia così si allunga...
[ispirato dal punto16: Le potenzialità di riassetto dei servizi per l’infanzia: l’area delle Brignoline
del PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE DI QUEZZI(clicca sul titolo)]
salita chiapparolo, un'altra creusa devastata.
poco dopo LargoMerlo, mentre si prepara un radioso futuro di scorrevole automobilistica viabilità, proprio lì, a fianco, una vecchia e obsoleta mulattiera di rozze pietre e insulsi mattoni (salita chiapparolo) stupidamente pedonale, viene sventrata e dopo averci fatto passar sotto dei tubi, viene malamente riempita dai detriti e asfaltata alla bèn&meglio, a pezze miste asfalto/cemento...
intanto a che serve? chi mai percorre ancora a piedi le vecchie scorciatoie della collina? salvaguardare e recuperare un'inutile ragnatela di creuse che collega rapidamente e razionalmente tutto il versante è davvero un'idea anacronistica!
Infatti il mini-municipio non si cura di verificare da chi e come vengono fatti gli scassi della via, gli scavi ed il ripristino del selciato... I privati (in questo caso amga) sempre più spesso appaltano gli scavi a ditte che poco professionalmente rompono senza criterio di salvaguardia e riempono successivamente lo scavo con detriti senza rispettarne il precedente ordine ed infine tappano il tutto con una bella pezza d'asfalto anziché riporre nuovamente ciottoli e mattoni così come li avevan trovati.
Risultato: uno scempio dei percorsi che hanno negli anni resistito agli zoccoli dei muli ma che oggi soccombono sotto il governo degli asini.
martedì 8 febbraio 2011
crolli & frane



giovedì 3 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
artrite






capita di fermarmi a parlare con gli anziani del luogo e il più delle volte a subirne volontariamente i racconti, i ricordi e, grazie ad una scenografia complice, al muretto di pietra su cui si ci appoggia, ai gradini assediati dal muschio o alle ardesie grigie e sbeccate, ad intuirne l'immagine che si portano appresso.
Ascolto senza fretta ripercorrere con la memoria antiche fatiche di adulti invecchiati dal lavoro, osservati da un'infanzia in bianco e nero cresciuta tra l'umidità pregnante del torrente che ammuffiva gli scuri mobili di casa e il freddo mitigato da una stufa a carbone, guardo scuotere la testa e far gesti quasi a maledire il luogo che ha costretto madri e nonne piegate sulle lastre di pietra nel Rio a lavar lenzuola altrui, e l'artrite che ha loro deformato le mani, e a volte il carattere. E tutto solo per vivere. E ogni tanto scendere a Genova.
La guerra, le bombe e la ricostruzione visti come una liberazione, l'emancipazione da quel malsano ambiente, da quella vita umida.
Pare che questo vissuto abbia profondamente segnato una generazione, che ora istintivamente osteggia e vede come insensato qualunque recupero abitativo o tutela paesaggistica, dell'esistente sopravvissuto lungo le strette buie valli e sulle scomode colline. Questo sentimento, tra il rancore verso il passato e una cupa nostalgia di esso, ha fatto da substrato, da fertile ed ingenuo terreno sul quale ha attecchito da sempre la rapallizzazione del nostro territorio prospettando moderni agi e comodità tali da scordarsi gli antichi stenti!
Ad oggi dai più il risultato ottenuto viene ancora percepito come comunque positivo, tanto da rilanciare il businnes e riempire in un paio d'anni ogni spazio ancora libero con silos, box auto e nuove carrozzabili per arrivare sotto casa con l'auto e perpetuare l'idea che per rendere vivibili le colline bisogna cementarle e asfaltarle...
ingrassando gli speculatori e nel contempo mantenendo il consenso popolare, incredibile!
sabato 15 gennaio 2011
interverranno al momento "giusto"
nel ps appresso al post passato ho precisato che le due notevoli slavine sui fianchi della collinetta su Via Ferreggiano si stavano allargando...
Preciso che in realtà altri tre piccoli cedimenti hanno delineato il "fronte di crollo" che ormai è bello ampio, ora asciugherà con il vento e il bel tempo preparandosi così a sgretolarsi dopo le prossime piogge un pò più abbondanti. Tappando, finalmente, il greto del torrente.
Finalmente. L'emergenza!
Rapidamente si dovrà allora decider qualcosa e destinare il risanamento a qualcuno che nel farlo ne trarrà vantaggi, oltre che cospicui guadagni, tipo la progettazione e la realizzazione dell'edificabile... magari dei box, accordando insieme tutti i 'poteri forti' : Curia- Politica- Affari, ovvero nel caso, le Orsoline, l'Amministrazione, i costruttori ed immobiliari. Tutti coloro che tempo fa intendevano costruire lì un enorme silos e furono fermati da un'iniziativa di Rifondazione piena di buon senso.
Per riuscir nell'intento utilizzeranno meglio i meccanismi classici che fin'ora comunque han sempre dato dei risultati: disinformazione, collusione, allettanti promesse; tutta l'arte di far sembrare diffuso e conveniente il consenso intorno ad un Progetto presentandolo come l'unico realmente possibile e le alternative come bislacche velleità.
E in genere ci riescono. Ci proveranno. Infischiandosene delle centinaia di persone che lì intorno abitano, vivono, lavorano, vanno a scuola, per le quali uno spazio verde accessibile e pubblico a portata di "piede" sarebbe un toccasana, un sollievo nei giorni feriali e festivi di tutto l'anno... oltre che valorizzare davvero l'intera area.
Dal civico 40 di via Ferreggiano a scendere sino alla copertura, il torrente è sovrastato da questo terreno, in gran parte terrazzato, l'acquisizione da parte del Comune e la economica sistemazione in lotti e giardini potrebbe essere un'ottima opportunità per una gestione maggiormente condivisa del Territorio, una pratica di responsabilizzazione delle persone che i luoghi li vivono, di cui ne sono i "custodi".
E darebbe un chiaro segnale di cambiamento, un chiaro stop alla speculazione soffocante a cui il quartiere paga un dazio pesante, a cui l'intera popolazione è stata sacrificata in questi decenni, e non solo. Darebbe l'impressione che i molti contano più dei pochi, che anche se i "pochi" hanno mezzi, risorse, potere di pressione economica, forse chi amministra ha la capacità e la dignità di governare con e per i Cittadini.
...Pia Illusione.
domenica 9 gennaio 2011
voce del verbo:mettere in sicurezza
...
Il perdurare delle pessime condizioni atmosferiche ha contribuito a mettere a a nudo la fragilità e la precarietà della collina verde sovrastante Via Feregiano, collina che sostiene un considerevole mole di palazzi ed argina il Rio omonimo a valle, nella sua parte ancora 'scoperta'..
Due visibili slavine hanno già ostruito, pur parzialmente e per breve tempo. lo scorrere non placido del torrente in occasione delle piogge.
Un folle Progetto prevedeva la costruzione di un grande Silos a box-auto proprio su quel terreno; qualcuno dotato di buon senso e rispettoso della sicurezza delle persone ne ha ottenuto l'affossamento, ma non l'estinzione purtroppo.
Ora l'incuria e l'abbandono in cui quel lembo di Territorio pare dimenticato lascia presagire un futuro a tinte fosche: il colore grigio del cemento e il verde dei cancelli. Tinte attraenti per i grappoli di avvoltoi che certo non si son stancati d'aspettar sul dorato trespolo.
Magari giocare d'anticipo e riuscire a mettere in sicurezza con una modesta spesa quel vasto terreno, quella costa di collina già quasi tutta terrazzata, col rifacimento dei muri e dei muretti, la creazione di accessi, rendendola fruibile ed accessibile...
Una volta risanato sarebbe economica e opportuna una divisione dell'appezzamento in piccoli lotti rurali produttivi (orti urbani), da restituire alla popolazione e da condividere tra gli appartamenti concentrati in quella zona altamente edificata, con una turnazione-rotazione tra i "manenti" che se ne occuperebbero da lì in poi, proteggendo il Territorio nei suoi molteplici aspetti, ambientali, culturali e sociali.
Le gocce di acquolina già colano dalle fauci predatrici che pregustano l'ennesimo abbondante pasto, lasciandomi immaginare un diverso nefasto destino per quell'ampio spazio, in nome di una malintesa e cieca idea di qualità di vita (= posto auto) a cui sacrificare ingenue rivendicazioni di una vita più umana.
PS-dopo la pioggia dell'altra notte un'ennesimo blocco s'è staccato dalla collina aprendo il varco ad una terza piccola slavina...
venerdì 24 dicembre 2010
( buon anno ....)


giovedì 23 dicembre 2010
" Ero sul Bus... "

domenica 19 dicembre 2010
l'ultima diga...(post di un'anno fa...)



Al termine di Via Mulinetto parte ripida una crousa sulla sponda sinistra della valle, la si percorre sino a raggiunger e superare le ultime case dove il sentiero s'incontra con il Rio Mulinetto nella sua selvatica e fragile integrità. Se lo si vuol risalire è possibile farlo anche sino alle sorgenti ma si è costretti a camminar lungo il tortuoso corso d'acqua ed ad incontrare i numerosi laghetti naturali, differenti tra loro come conformazione e dimensioni, dove la tentazione di tuffarsi nelle gelide trasparenti acque è davvero irresistibile.
Questo dev'esser stato lo sprone che portò alcuni giovani di un'epoca scomparsa ad approntare una discreta diga di contenimento per creare così una vera e propria piscina naturale, le cui dimensioni dovevano andare dai quattro metri di larghezza sei metri di lunghezza e una profondità massima vicina ai tre metri; lo si deduce dai resti, dalle visibili tracce rimaste a testimonianza trattenendo ancora un po' il torrente a creare una di quelle "fresche pozze dove s'incontran sparute anguille" per citar Montale.
Il muretto ancora accennato è ripreso nella prima foto e le dimensioni dell'invaso si possono immaginare guardando la seconda foto, e nonostante si sia notevolmente ridotto è ancora estremamente piacevole e tonificante immergersi ed attraversarlo con due bracciate, nelle stagione adatta ovviamente.[Image]
Il periodo in cui la diga è stata edificata per la prima volta si perde nella memoria dei paesani più anziani, qualcuno lo colloca negli anni cinquanta, quando ancora il Rio veniva usato dalle Lavandaie, le ultime "fasce" in fondo alla valle sotto il Forte Ratti venivan ancora coltivate a patate ed i ragazzi del posto raramente scendevano in città lungo l'unica strada, dovendosi così svagare con le risorse del posto, i laghetti dovevan esser un 'Parco Giochi' naturale.
Dobbiamo però arrivare agli anni settanta inoltrati per trovare testimonianze attendibili su quella che si può definire la ristrutturazione storica della diga; alcuni ragazzi aiutati dai fratelli maggiori decisero di deviare il Rio e con cemento e pietre ripristinare il manufatto, godendone, loro e molti altri, per anni e anni ancora,,,, si racconta di mitici campeggi dei primi gruppi di figli dei fiori e di amori sbocciati all'ombra dei corbezzoli, di gite con chitarra e salamini e di solitarie meditazioni seduti sull'assolata scogliera.
IL lago ha anche un suo proprio nome, come del resto ogni singola pozza della valle, credo che questo sia il "Lago del Bò", ma potrei sbagliarmi con il "TreSò" o con il"Chin nà", certo non è il "Gallo" giacchè questo è il primo e ne son certo.
www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=38947htt"> ad esempio.
Il Rio racconta molte delle storie accadute nel tempo, con le sue pietre e le sue sponde, col suo correre sotto i ponti fino a mescolarsi con le acque altrettanto "serveghe" del Finocchiara,,, ma qui siam già in Pedegoli e questa, come si dice, è un'altra storia....
giovedì 9 dicembre 2010
in memoria del Bus 82
La viabilità a Quezzi verrà presto rivoluzionata!
Arrivate lì le persone che invece abitano dalla Chiesa dovranno scarpinare per una ripida creusa per arrivare in Piazza, dove attualmente termina la sua corsa il bus 82, e poi proseguire per la propria casa.
Tutte le centinaia di utenti che scendono dal bus tra Largo Merlo e la chiesa dovranno invece arrangiarsi.
Oppure aspettare il piccolo bus navetta che, una decina di passeggeri alla volta, li porterà, ogni mezzora, su e giu per la tortuosa valle.
Già. Sarà così. Il perche nessuno lo dica apertamente è facile da capire. Hanno paura.
IL nostro bus82 verrà sicuramente abolito: il 47 arriverà dal park della vecchia posta e un piccolo Circolare è già stato preventivato.
Ma si pagherà addirittura un euro e cinquanta per far questo "viaggio".
M'immagino le decine di persone delle ore di punta pigiate nella scatoletta metallica su ruote, gli studenti al mattino, le signore con le borse della spesa. Perche tutti siamo costretti scendere a valle: la politica che "le valli sono un imbuto" (Margini dixit!) ha sceso tutto laggiù, dopo largo Merlo. Grazie!
Alla faccia del Governo del Territorio sembra che Amministrazione e Azienda (in sto caso l'amt) siano in sincronia solo quando si tratta di lavarsi le mani a vicenda e di ottimizzare l'utile, monetario e no, l'uno serve all'altro, ed entrambi al servizio di qualcosa al di sopra: spolpare l'osso fino a che si può!
Sta a noi impedirlo, per salvaguardare la nostra vita quotidiana, per avere prospettive di miglioramento, forse solo per non affondare nella periferia degradata e depressa che ci prospettano a noi che non abitiamo il centro, che non abbiamo da investire nella la parte "buona" del quartiere, lontani dai salotti delle Ville ristrutturate e dei marciapiedi lisci, dei ponti crollati trasformati in piste ciclabili che dal niente arrivano al nulla, dai più fichi supermarket e dal businnes di ferrovie, metro, stadi e mercati...
Sta a noi rifiutarci di pagargli il biglietto, almeno ribellarci al salato balzello improprio riscosso ed intascato da un privato. I bus sono già pagati: da Regione Comune, Stato, da noi tutti che lavoriamo, la mobilità è un diritto e un bene comune, non può essere più un negozio che ingrassa Amministratori Delegati e manager!
L' AMT dovrebbe essere di tutti, di tutti i lavoratori che la fanno funzionare davvero, di tutti i cittadini: una grande Compagnia Pubblica di Servizio, di cui tutti noi ne siamo proprietari.
Certo non avrebbe bisogno di dirigenti strapagati per parassitare.
Gli operai sanno far le cose, così come sanno farle funzionare!
sabato 13 novembre 2010
via Fessia
http://www.bianchiniprc.org/
Qua e là per il grande quartiere gli assalti della lobbi immobiliare e dei costruttori son sempre più serrati, questi signori, ottusi quanto arricchiti e ben consapevoli di quanto siano protetti e vezzeggiati dall'Amministrazione cittadina non si fanno scrupoli a cementare e asfaltare ogni fazzoletto di territorio rimasto miracolosamente libero, in un'affannata corsa alla speculazione.
Il Partito del Cemento, come mille volte detto e letto ovunque, non ha ideologia se non quella del profitto personale e non ha tessera se non quella del numero di conto, così come non ha etica o morale se non quella dell'omertà.
Così non parlarne troppo, anzi evitare proprio di diffondere notizie è la logica che prevale nella strategia di comunicazione del nostro Municipio: un muro di gomma verso alcuni e una carta assorbente verso altri... o ti respinge senz'appello come disfattista ingrato o ti fagocita in un ginepraio di scambi e favori, gentilezze bi-tri-partisan, tanto da diventare un potenziale colluso... semplicemente ricalca una condizione più generale
A poco servirà spendere tempo, energie e risorse umane in piccole anche se giuste battaglie contro mulini a vento, distratti dai loro specchietti come fossimo allodole...
In tutto il Paese è in atto una raccolta di firme per ottenere dai Comuni una moratoria delle edificazioni di qualunque tipo ed un censimento di tutti gli edifici non utilizzati, così come di tutti gli spazi, pubblici e no, ancora non edificati.
Questo può esssere un primo passo per costringere chi ha permesso lo sfacelo e il degrado, anzi lo ha agevolato, a mostrarsi come responsabile.
Servirebbe anche a pianificare e programmare interventi di conservazione e valorizzazione se mai qualcuno avesse davvero intenzione di risanare la qualità di vita dei Cittadini.
Può comunque nell'immediato scoprire le carte su diverse questioni che impegneranno il nostro mega-quartiere e il suo territorio nei prossimi anni e che avranno un notevole rilievo ecconomico.
Tanto per capire bene chi ha le mani in pasta ed a che prù lo sta facendo.
Certo che bisognerebbe capire, ed averci finalmente ben chiaro, chi sono gli avversari in questa contesa. E, al di là di un'ambiente "friendly" tanto ipocrita quanto controproducente, decidere da che parte stare.
Iniziando magari usando la legge sul Danno Ambientale, prima che questi spaventati Lorsignori l'aboliscano.
lunedì 1 novembre 2010
i Morti (a Domenico)
Domani "sono i Morti". Già, ma i morti si sa che non son tutti uguali, certamente ognuno ha i propri, e poi ci sono quelli diciamo "comuni", ai quali si rende in qualche modo omaggio o gli si dedica un ricordo, magari un brutto ricordo che comunque rende loro l'asser esistiti.
Ma non è per tutti così.
Forse è passato un mese o poco più dalla morte prematura di Domenico, probabilmente dovuta agli accidenti d'una vita piegata su se stessa. Sorte comune ai molti che arrivati dal paese, qualunque esso sia, non sono riusciti ad adeguarsi ad un ambiente ostile, dove il tradizionale legame tra parenti, amici e vicini di casa viene sostituito dall'opportunismo e dall'interesse, sentimenti con i quali non sempre si riesce a fare i conti.
Così per anni, appoggiato al muro di fuori o seduto solitario nell'ostaia della Gabri, Domenico ha avvelenato il suo fegato con l'alcool e d il suo sangue con il lavoro sottopagato, nero e faticoso, sino a consumarsi.
Qualcuno l'ha anche aiutato a sopravvivere nei periodi peggiori, altri si toglievan l'ingombro offrendogli un bicchiere di nero, ma i più l'han malamente sopportato mentre urlavano al tavolo delle carte.
Lui al massimo brontolava sommesso cose incomprensibili, in calabrese, con il viso triste e rosso quasi schiacciato tra la coppola ed il bavero del giaccone.
Fino a sera inoltrata, quando se ne rientrava balcollante e maleodorante a casa "sua", dove l'acqua calda non arrivò mai e dove la pietà d'un padrone di casa l'ospitava.
Ma Domenico spesso sorrideva, vai a saper il perchè, e sicuramente sempre salutava.
Gli occhi azzurri insieme al suo rimanere lì, in piazzetta, da mattina a sera, m'han suggerito quello che lui forse aspettava invano di rivedere davanti al suo sguardo... l'immagine di uno slargo sterrato tra le case di pietra, dove gli stretti vicoli del paese incontrano improvvisa la luce... dove un'emporio, un'ostaia e qualche panchina creano lo scenario d'un tempo dilatato e sereno.
Un tempo adatto ad esser diviso a seconda di bisogni ed esigenze umane, dove la relazione tra le cose e le persone è scandita dalle campane e dal sorger ed il calar del sole, dal canto del gallo e dal rumore dei piatti nel dopopranzo...
Quante vite segnate dalla solitudine di una migrazione coatta, dalla miseria umana della città e della produttività... quanti Domenico sono passati come fantasmi nei quartieri come il nostro, a cui in fondo si somigliano, piccole comunità che sono stati disgregate, territori antropologicamente destrutturati nella loro tipicità, nel loro "carattere"...
E così come un pallone sgonfio scalciato sotto una macchina, come una cartaccia volante nella strada, è passato Domenico, e se ne è andato. Molte persone pronte a far ponti d'oro ad altri morti che magari posson dimostrar riconoscenza anche postuma, neanche se ne son accorte. O peggio ancora han commentato, con un "buon per lui..."
Tutte, tutte le volte che mi son trovato senza sigarette Domenico me ne ha sempre offerto una, accompagnata da un sorriso triste.
Grazie Domenico, Grazie ancora.
giovedì 28 ottobre 2010
le tante facce dell'omertà

Quando anche solo che per far spostare una transenna in un cantiere pubblico sulla strada, e permettere così alle persone con l'ombrello di transitarvi, bisogna chiederlo come favore all'anziano che è nelle grazie dei potenti del luogo e che se ne fa gran vanto, manipolando (da vecchio marpione d.c.) voci e fatti per ottener consenso conto terzi, allora è palese che l'uguaglianza dei Cittadini di fronte all'Amministrazione è ormai un retaggio del passato...
Così è. Da anni. Solo che non lo vogliamo ammettere.
WI-FI

Cari (in tutti i sensi) immobiliari, che così tanto pesate sulle decisioni e sulle priorità della vita civile e politica di questa nostra rapallizzata città... perchè non pressate un pò l'Amministratore per estendere il servizio di Wi-Fi gratuito a tutto il territorio?
A Quezzi, ad esempio, i problemi legati alle comunicazioni incidono assai sulla qualità di vita che si prospetta ad un'eventuale famigliuola che volesse qui trasferisi e comprar casa...
addirittura i cellulari non hanno campo in certi luoghi, la tv si vede solo con la parabolica, per non parlare di internet: non esiste fibra ottica nè connessione veloce, solo il vecchio filo del telefono, e le chiavette sukkiasoldi risultano lentissime e funzionanti a singhiozzo.
Il Wi-Fi risolverebbe questi problemi.
Offrire abitazioni in una zona coperta dalla connessione gratuita dovrebbe riguardare anche l'interesse di procuratori accorti.
Quando se ne renderanno conto allora forse potremo "navigare" sereni, nonostante la scelta di vivere un pò fuori del centro, magari in collina.
Triste doversi appellare a qualche lobbi che conta, al concittadino importante, all'amico degli amici, ogni volta per ottener comprensione...
Le voci non si contano, si pesano. Pare.
sabato 23 ottobre 2010
sigh!...bastava poco
Il Consiglio Comunale che affrontò a suo tempo le riserve poste da alcuni abitanti di Via Mulinetto sulla totale asfaltatura della Creusa e sulla sostituzione (e scomparsa) degli storici, funzionali tombini di pietra terminava con la gentile Assessore Corda che assicurava il posizionamento di altre grate, adeguate alla pendenza e al flusso d'acqua piovana e garantiva il limitarsi dell'asfato all'adeguamento delle pendenze, sempre per il deflusso delle piogge, e solo nel primo tratto.
Evidentemente il municipioIII se ne fa "un baffo" delle indicazioni dell'Assessore, ed i propri lavori pubblici se li decide e gestisce come un gruppo di 'amici', perchè fatto sta che la mulattiera è stata completamente asfaltata, senza gli opportuni drenaggi e senza modificare, se non accentuandole, le pendenze, anzi rendendo un tratto difficile da percorrere a piedi se piove; così è stato per le griglie che rimangono quelle più adatte ai giardinetti che ad un fiume in piena come la creusa quando piove.
La sera della grande pioggia, verso le 21,30, la strada era impercorribile... l'acqua arrivava al ginocchio e la corrente trascinava pietre e rumenta, le griglie erano tappate dalle foglie e tutte le deviazioni "private"(scale, terrazzi, e varie) inondavano ulteriormente il corso della stretta Via.
I lavori effettuati sono serviti unicamente a rendere definitivamente carrabile una creusa pedonale, sacrificando lo storico selciato, gli arredi e la qualità del paesaggio, agli interessi di pochi, tra l'altro i soliti noti.
Ora questo risulta evidente. Ma non è una novità.
pericolo scampato, fino a quando?
L'evento metereologico di qualche giorno fa è stato sicuramente eccezionale, non è invece strano che i Rii Mulinetto e Finocchiara convoglino enormi e potenti masse d'acqua nel Fereggiano, costretto da argini cementificati e da coperture.
E proprio sovrastante Via Feregiano, nel breve tratto dove il fiume è ancora a vista, esiste un'ampia area scoscesa e franosa, miracolosamente salvata all'edificazione, sulla quale voraci avvoltoi della speculazione stanno ad oggi facendo voli interessati.
Antichi appetiti immobiliari si risveglianpo e gli attori interessati son di differente 'scuola': si va dalle Orsoline proprietarie dell'area, all'Amministrazione, che ne gestisce una parte e che ne decide alla fine il destino, con in mezzo tutte le figure più o meno marginali che in parte godrebbero di scampoli di 'businnes'.
Nel frattenpo nella notte poche ore dopo la temibile "piena" del torrente, un'enorme masso è franato trascinandosi dietro legni e detriti ed andando a "tappare" preciso-preciso l'alveo del fiume... pareva proprio un tappo.
Rapidamente, in giornata, l'ostacolo è stato rimossso, ma è stato chiaro a tutti che se la frana si anticipava solo di poche ore l'esondazione sarebbe stata assicurata ed avrebbe coinvolto Via Feregiano e parte di C.so Sardegna.
Rimane una situazione visibilmente incresciosa, la collina è in condizioni precarie e il timore è che come ultimamente accade il rimedio sia peggiore del male.
martedì 12 ottobre 2010
martedì 24 agosto 2010
piccole cronache d'estate5
Piazzetta Pedegoli: Area video-sorvegliata.
E non è uno scherzo, la telecamera c'è ed è in funzione 24h.
La Sicurezza Percepita dalla popolazione è aumentata a livelli mai visti dai tempi delle ridenti e affaticate bugaixe di cui la targa "inquadrata" ne cita le gesta.
E' noto quanto i 'topi d'appartamento' si riuniscano in piazza prima d'ogni colpo estivo, o che i giovinastri ladri di motorini vengano giusto sotto il lampione ad estrarne i pezzi.
...bhà!
Per i drammi di malavita che si consumano in quello scenario basta e avanza l'intervento di un vigile urbano "una tantum" e una coppia di poliziotti che nella notte casomai ci facciano qualche giro, controllando un territorio più ampio di una telecamera.
E allora cosa vuol dire questa iniziativa, questo spot di propaganda?
Si chiede da più parti e con diversi toni Spazi sociali, attenzione alla qualità della vita, riguardo e tutela per l'ambiente...
(ci aspettavamo magari la connessione in rete, gratuita senza fili, per ovviare alle problematiche di comunicazione nella valle, ad esempio)
ma la risposta dell'Assessore alla CittàSicura è questa: video-sorvegliare!
Ma cosa? Il degrado del cemento edificato senza cognizione? l'incuria del verde lasciato degenerare a discarica? di quale sicurezza si stanno occupando?
Il letto del Rio Finocchiara è ormai una foresta con rami che raggiungono la strada e subito appresso al gomito del torrente che corre tra argini di cemento, si trovano le case quasi sul greto, a contatto con il canneto, le anatre, l'acqua del Rio...
Io abitassi in quelle casette così caratteristiche non mi sentirei poi tanto sicuro, nonostante le iniziative del Sig. Scidone.
piccole cronache d'estate4
A Pedegoli è arrivata la Putrella.
così, mancando di un disegno reale esposto sul luogo come di solito s'usa fare, ora s'intriga il disegno che pian piano si realizza nell'immaginario collettivo della popolazione su come verrà fuori il Progetto per Curva di Pedegoli, ampio marciapiede limitrofo e venticinque (!) posti auto a raso... immancabili.
Gruppi di sfaccendati, pensionati e occasionali curiosi, dibattono su quali posson essere gli sviluppi del Cantiere Pubblico, qualcuno con ampi gesti delle braccia disegna arditi scenari con rampe d'accesso laterali...
Comunque una schiera di tecnici e non, ha provveduto ad esaminar la Putrella ed a verificarne l'adeguatezza di tutti i parametri, impiegando una intera calda mattina d'agosto. Si pensa abbian espresso parere favorevole.
Ora si scommette su come e dove la si vorrà posizionare, diversi pareri più o meno competenti si confrontano tra una 'passatella' ed un caffè.
Ma metterci il disegno del Progetto? ...no? è forse richiesto solo ai privati?
Almeno sarebbe buona creanza, se non altro.
PS-a fine agosto la putrella è pronta; una specie di nonno-vigile entra ed esce dal cantiere, pare sia l'unico a saper qualcosa... a che titolo?














