sabato 8 maggio 2010

la chiesa e le opere (1)



La primavera si fa aspettare, e mentre osservo i grigi confondere cielo e mare laggiù all'orizzonte passeggio sul piccolo piazzale della Chiesa di Santa Maria a Quezzi, dove termina la tortuosa strada che s'inerpica sin quassù, al capolinea del bus 82.

Nelle colline Genovesi dove arriva il bus in genere si trova uno spaccio generico, una trattoria, un circolo, e magari un'edicola e il tabacchino, e il tutto è rigorosamente addensato intorno ad una Chiesa ed alla sua vita Parrocchiale con annessi e connessi.

Così è anche a Quezzi.

Nel marasma edilizio del momento si nota il progetto appunto che la Parrocchia ha in mente di realizzare; concepito dal Prete reggente, si fonda su una intuizione manageriale considerevole:

ottimizzare gli spazi di proprietà della Parrocchia in modo da creare

  • un ritorno economico diretto ed immediato,
  • una fonte di reddito costante a lungo termine
  • ed infine ottenerne la parziale ristrutturazione grazie ad un'investimento Pubblico senza costi e obblighi di sorta.

Come ottenere tutto ciò senza colpo ferire? semplicemente realizzando uno sbancamento al di sotto dell'attuale campetto da calcio, dal quale si ricaveranno cinque comodi Box-auto ed edificando ad un'altezza superiore all'attuale si eleverà così anche il campetto.

Non so se e quanto si sia ricavato dalla cessione del terreno da sbancare, comunque...

La società che costruirà e venderà i Box ne dovrà per contratto cedere gratis uno alla Parrocchia stessa... il Prete dice dalla sua che in fondo un posto auto privato ci vuole proprio avendo scooter e auto... e poi lui è claudicante, non può certo sbattersi la sera per trovare parcheggio...

Verrebbe da dire, ad esser sue pecorelle, che un buon pastore condivide col suo gregge le noie e i disagi del territorio, per comprenderne ed empatizzarne l'esistenza... invece di cercare posizioni privilegiate;

oppure consigliar da Cittadini che far una giusta richiesta per un posto-invalidi garantito come vuole la legge vicino alla sua abitazione (la chiesa) prevede sì una fastidiosa battaglia di diritto, ma potrebbe esser d'esempio in una zona dove disabili e disagio sembrano dover stare chiusi nelle proprie case, anche nei giorni dedicati al Signore;

La società edile dovrà altresì "sistemare" il campo da calcio per bene con spogliatoi e tutto ciò che serve, campo che si troverà così al di sopra dei box, e che diverrebbe una nuova occasione d'incontro e di attività per i ragazzi del luogo. ....Gestita ovviamente dal Prete, o da chi ne fa le veci; i prezzi, assicurano, saranno modici e la disponibilità quasi totale.

Ma, tutto nuovo e il Teatrino Parrocchiale che cade a pezzi? Non sia mai,

Infatti, come racconta il Don, grazie all'interessamento di qualche Politico influente della zona come l'ex deputato Mazzarello e la sensibilità al businnes del MunicipioIII si recuperano i fondi per ristrutturare e rimetterlo in funzione;

la proprietà e la gestione rimangono ovviamente della Parrocchia, dalla sua qui il Don dice che in fondo è un lavoro per il quartiere ...chissà se un passo come "quanto è fico il cardinale" del nobel Fò, sarà mai recitato in tale Teatro.... mi vien da pensare.

Da un certo punto di vista la Parrocchia può essere un catalizzatore delle esigenze di una comunità, è anche vero che spesso supplisce alle mancanze in un territorio socialmente deserto,,,

ma pensare che investire per la Chiesa denaro pubblico sia spenderlo per la collettività non mi sembra un'equazione comprovata, ne qui da noi ne altrove. Anzi.

Piuttosto un malinteso radicato e capillare nella nostra Città.

La Curia ha l'8x1000 da utilizzare, oltre molte altre risorse

Ma questa è una lunga storia.



ps-- i park sono una 40ntina e alla parrokkia ne spettano pare cinque o sei, sono voci giacchè nn si sa più a chi chiedere...

lunedì 19 aprile 2010

piazza o piazzetta? this is the problem...

Sabato 24 cm h.16 , Piazza Pedegoli (o Piazzetta?)
verrà ufficialmente insignita di Targa Marmorea Propria con su recante solenne dicitura.
Un doveroso tributo alla Toponomastica Cittadina.

Sul bus 82 già da tempo il sistema audio identifica con la sua gentile voce metallica come "Pedegoli" la fermata;
Salii dalla valle più di vent'anni or sono per stabilirmi a, mi dissero, Pedegoli.
Racconti medioevali parlan della località Pedegoli.

Ma la Politica, si sà, rincorre la gente, i suoi usi e i suoi costumi, e li " regolamenta". Giustamente.
Ora ufficialmente si potrà definire quel luogo col suo nome. Alfine!

(...Non sò perchè ma tutto ciò, la Cerimonia... mi ricorda certi racconti dei nonni sulle usanze delle antiche monarchie che vivevan di riti, di simboli, di allegorie...
o ancora meglio quei film in b/n degli anni 50, con Totò o con Sordi, dove banda e fasce tricolori rendevan surreali certe solenni inaugurazioni)

Comunque.
Mi pare doveroso per ciò che mi riguarda contribuire con gli elementi di mia sicura conoscenza alla costruzione della verità se non storica almeno cronologica dei fatti che portarono alla.

nascita di una Piazza a lungo solo immaginata.

Pochi anni fa non esisteva Piazza Pedegoli, c'era uno slargo asfaltato occupato da auto in sosta e da carcasse abbandonate;
non esisteva neanche una fermata d'autobus e la gente aspettava il bus in mezzo alla strada.

Un gruppo di cittadini si riunì in una Associazione (il Circolo Culturale Collettivo Popolare) per stimolare il dibattito e le iniziative atte a ottenere fermata bus e spazio pedonale;
alcune persone armate di buona volontà e buon senso, slegate dai partiti e convinte della necessità di ristabilire il proprio peso in un Patto di Cittadinanza a volte disatteso dalle Istituzioni;
ricordo Luigi, che si diede un gran daffare.

Inizialmente nei piani Comunali eran previsti 5 posti auto pubblici e sembrava, a sentire "i soliti 4" urlare nell'Assemblea, che di quei parcheggi non si potesse fare a meno e che della Piazza non importasse a nessuno.

Evidentemente non era così, visto che tutti, anziani e ragazzi, ora godiamo di questo spazio, dimostrando che il Dissenso e le Istanze rivendicate dai Cittadini hanno spesso ragione d'essere.

La sensibilità di rappresentanti dell'Istituzione (Burlando) direttamente coinvolti nel dibattito dall'Associazione stessa ha fatto si che in un ufficio della Regione un nostro associato facesse notare al Funzionario preposto la necessità di un luogo dove le persone potessero fermarsi ed incontrarsi: una Piazza;
e che Pedegoli era per vocazione storica una Piazza. L'unica a Quezzi.

In seguito a questo Incontro, cercato nonostante la nostra proposta venisse spacciata come minoritaria rispetto al volere dei più, il "Progetto Piazza" venne inglobato nel programma dell'attuale Amministrazione, questo di fatto ne permise la realizzazione;
magari la chiameranno Piazzetta consapevoli della pochezza dell'impegno investito nel realizzarla (manca di illuminazione e di protezione, la fontanella è per gatti e l'aiuola son 2 vasi...).

Il manifesto del MunicipioIII richiama i "ragazzi dei tornei di calcetto del '50" ad esser presenti alla Posa della Targa col nome della Piazza,

Forse chi partecipò al calcetto nel 1950 in questo slargo, oggi ci avrebbe posteggiato l'auto se altri non l'avessero voluta PIAZZA, a permettere i giochi dei ragazzi nel 2010...


domenica 18 aprile 2010

il Comandante Rino.

(trent'anni fa, più a valle...)

il Comandante Rino, che forse non fu comandante ma non importa.

Vecchio e Partigiano, un pò sclerotico con un carattere deciso e forte. Ci venne quasi a prendere, in una malfamata Piazza, proprio a noi: un gruppaccio di adolescenti arrabbiati e controcorrente, incompresi dai più, anzi presi in genere per teppisti che ascoltan musica assordante.

Grande e grosso com'era non ci parve il caso di rifiutar l'invito.

Così l'ANPI entro a far parte di quel giro virtuoso che comprendeva alcuni luoghi in quartiere, quali un paio di cineforum e le poche buie osterie scampate alla modernità.

L'angusto Circolo dei Partigiani ci ospitava tollerante e ci forniva delle economiche Moretti coi rispettivi gotti, qualche uovo sodo col sale e la possibilità di passar lì del tempo, di osservare vecchie fotografie, di ascoltare ricordi e racconti.

I racconti del Comandante Rino avevan un non so che di avventuroso, sempre.

Avventurosi e maschilisti. I due tratti che li distinguevano e che li facevano divertenti. Anche esagerati, a volte.

Certamente Rino ci ha aiutato a crescere Antifascisti, anche se non ha mai voluto svelarci in quale pozzo, quale buco, grotta o anfratto della Val Bisagno ancora le armi stavano nascoste, nel caso che "loro" tornassero.

Credo che ogni Combattente avesse un posto dove recuperar le armi nascoste, che ogni sincero Partigiano abbia conservato quelle armi, pronto a difendere nuovamente dignità e libertà.

Se non altro nel proprio cuore.

Ed è un pò questo il fucile che il "nostro" Comandante Rino ci ha passato.

Un pò insieme al dovere di tenerlo pronto e oliato.

Presenti, Comandante!!




venerdì 12 marzo 2010

una Piazza Immaginata

lettera aperta (quando la Piazza era solo un'utopica pretesa, 2002/03)


Quasi vent'anni che abito questo quartiere in un angolo storico della ValBisagno: Pedegoli, e col tempo ho imparato ad apprezzare alcuni tratti tipici, certi scorci, vedute non solo paesaggistiche, di questo difficile ma interessante luogo.

Qui ho anche incontrato e conosciuto le persone che come me vivono intorno a una immaginaria Piazza Pedegoli.
Molte di queste persone le ho incontrate e conosciute da "Canessa", dalla "Gabbri" e nel territorio creato dall'esistenza di questo bar atipico.

Ho stretto anche delle buone amicizie in questi anni e Pedegoli è stato l'incrocio che mi ha permesso di farlo, non solo incrocio di strade ma di opinioni, di personalità, di racconti ed incontri.

E il bar "Canessa" un pò il fulcro di questa Agorà umana che resisteva ostinata al degrado ed alla solitudine delle periferie, è stato una specie di diffusore di socialità, di aggregazione,,, diverse generazioni han potuto godere di Pedegoli e della sua Piazzetta.

"Canessa" verrà presto abbattuto.

E allora Viva Canessa.

Ma non può esser finita qui.





mercoledì 10 marzo 2010

Quezzi Medioevale


Da uno studio della Facoltà di Architettura del 1972:
il Ponte Medievale ed il nucleo abitativo storico, datato intorno al 1200, all'imbocco della antica Via pedonale del Mulinetto, collegata alla tradizionale rete di creuze tramite la scalinata Motta Chiusura;
Alcuni documenti Ecclesiali confermano l'insediamento abitativo nel crocevia di Pedegoli già nel 1150, così come a Cima d'Egoli, configurando così un'antica identità storica del Territorio.

(fonte: "la Valbisagno" Stringa Ed."75)



giovedì 4 marzo 2010

particolare...
l'angolo...
il triturasauro col cucciolo...

il
Triturasauro morde la casa..


h.2.30 del mattino di venerdì; l'Architetto, in notturna, è abbastanza soddisfatto: il lavoro di demolizione procede bene ed alla fin fine non stanno facendo neanche troppo rumore;
in effetti dalle finestre vicine non esce nessuna voce di protesta, un piccolo gruppo di curiosi nottambuli fotografa la scena e il tritura muri è all'opera con solerzia e determinazione...
Vedremo domattina che rimane dell'angolo dell'edificio,
la considerazione che demolirne solo una parte bastava e avanzava verrà naturale ai più...



all'improvviso, all'una di notte...


...all'improvviso ed all'una di venerdì mattina pare che ci sarà l'assalto delle ruspe e della divoratrice di calcinacci al glorioso Edificio del Bar Canessa,,, hanno costruito una passerella e recintato la zona perciò era chiara l'imminenza dell'abbattimento ma si pensava avvertissero, come è stato fatto per la palazzina più a Valle...

Invece picche!
alle 23,00 Quezzi.it ( quezzi-it.blogspot.com/ ) dice che è questione di ore...
ma mi chiedo se le famiglie che abitano proprio lì di fianco saranno piacevolmente sorprese di una sveglia così mattutina ed energica, se gli studenti e i lavoratori dei paraggi dopo una notte di "scasso" andranno riposati alla loro giornata...


Ma cosa gli costava Avvertire? bastava un Avviso posto in strada,,,, ogniuno avrebbe così potuto sceglier se passare la notte altrove o mettersi i tappi nelle orekkie, o godersi lo spettacolo al davanzale... ma, cribbio!, almeno avvertire, è buona creanza! è dar considerazione a noi che cristamente affrontiam maree di disagi sacrificati ai 'piani' e ai progetti Comunali...


come al solito, non e dato di saper per tempo le cose, questa è in vero la prassi, la pratica ormai diffusa di comunicazione: dirlo magari ai poki "intimi" amici, ben lungi da porre alcuna critica ad alcunchè...
ma il sospetto è che le cose le fanno così, un pò di sorpresa, per il timore che qualcuno possa in un impeto di buon senso e amor di territorio impedire l'abbattimento e rivendicare quello che Burlando stesso ha ammesso esser un'istanza legittima e condivisibile:
la restituzione al Territorio di ciò che con questo Intervento viene cancellato,
l'aggregazione, il ritrovo, l'ospitalità, il riparo, la Socialità che garantiva ancora l'esistenza del "Bar della Gabbri"...
Marginali e secondarie sembra siano queste questioni per chi ci Amministra, prioritari invece gli interessi di mercato e le esigenze Immobiliari, tanto da divenire il discrimine per la Progettazione e gli Interventi...
Con buona pace di Dichiarazioni ed Intenti più o meno "elettorali".


lunedì 22 febbraio 2010

Quezzi: Il Grande Cantiere.







lungo RioFinocchiara

nascosto dal palazzo...altri Box
il taglio del Monte



nel bosco...una Strada!






Quezzi, Il Grande Cantiere

mi guardo un poco attorno e provo a fare i conti...
Lo sbancamento di una consistente Fetta di Collina proprio di lato a Piazzetta Pedegoli:
ora un massiccio ed enorme muro di CementoArmato argina il Monte che, privato del piede, preme con la sua mole, resa più minacciosa dal'ombra dei palazzi che l'appesantiscono...
dall'ultimo piano dell'edificio più in alto si godrà ora una bella vertigine da strapiombo, visione che presto sarà gratificata dai prossimi box-auto su due piani che andranno a rimpiazzare il terreno sbancato, con probabile permanente allagamento dal piano basso giacché...
Pedegoli è la conca, il catino delle piovose valli intorno ad essa.

Poco più sopra, proseguendo per Via del Poligono un'altro sbancamento nascosto un pò dai palazzi:
altri box-auto, disposti paralleli alla via, con conseguente sbarramento di cemento di traverso al Monte ed ai suoi mille rivoli d'acqua piovana, poco sopra ai popolosi e accatastati Condomini,

Un'ulteriore sorpresa s'incontra seguendo la Via, laddove si ci aspetta di trovare il bosco:
una strada carrabile privata, che con pendenze davvero ardite s'inerpica zigzagando su per un costone laterale del monte e seguendo i tralicci enel disbosca e cementifica un lungo tratto per accedere ad un'immobile rurale, prima raggiungibile solo con un difficile sentiero...
e di conseguenza acquistato da un imprenditore, con una modesta cifra giacché pareva impossibile che dessero il permesso per una strada asfaltata in quel contesto,,, pareva.

Se si prova a riscendere in Piazzetta basta poi seguire Via Finocchiara per vedere come il cemento stia avanzando verso l'interno della valle,
soprattutto come ormai l'argine del selvatico Rio Finocchiara sia incanalato in una strettoia liscia e cementata,,,
un'altra quindicina di metri dedicati all'ennesimo parcheggio:
limitrofo al fiume e ricavato allargando un terrazzamento, sottraendo cosi spazio alla corsa del Rio e stringendone l'argine, in prossimità di un gomito,,,
sicuramente la già forte corrente arriverà ancor più decisa ad incontrare le acque altrettanto impetuose del Rio Molinetto, poco più sotto, a Pedegoli,

Pedegoli, Il Catino della Valle, anzi delle due valli. Dove l'umidità è tale che il muschio cresce rigoglioso ovunque non ci sia continuo passaggio, dove sera o mattina pare sempre che sia piovuto tanto tutto è bagnato, a volte sembra che l'umido salga dalla terra,
e magari è proprio così.

E qui troviamo il Cantiere per l'abbattimento dell'Edificio posto sul greto dei Fiumi, dove questi convergono a dar vita al Rio Feregiano;
dopo aver abbattuto la palazzina si dovrà provvedere ad allargare la strada principale che in realtà in quel punto si sviluppa su di un Ponte,
non si è ancora ben capito se a sorreggerla saranno dei pilastri in cemento armato e dove questi poggeranno,,,
né è dato sapere come la prenderà la colonia di anatre selvatiche che staziona nel laghetto sottostante il cantiere.

Ora, basta alzare un poco lo sguardo perchè si noti un'ulteriore azzardato scavo per ottenere altri box-auto (sigh...):
in una posizione davvero acrobatica le ruspe stanno sbancando e i operai costruendo, nel primo tratto di via Fontanarossa, in uno scampolo di terreno lasciato libero (!) tra i fitti palazzi,,,

Mi pare di aver contato ad ora ben sei cantieri di cementificazione, sen non altro di dubbia utilità quando non invasiva ed invadente; compreso l'allargamento dell famigerata Curva Stretta di Pedegoli:
bastava forse tagliare un pezzo dell'edificio per allargare la strada e mettere un marciapiede, tanto più che la linea AMT 82 verrà effettuata con Bus più piccoli e più rari, alla faccia del trasporto pubblico garantito!
Per il resto sembra proprio che non si "metta in sicurezza" granché con questa parte della famosa Operazione omonima,,, se non il recupero di metri cubi subito edificabili altrove (così come fu per la Scuola Monleone, ma ormai è storia vecchia...)

Tutto sta avvenendo contemporaneamente in davvero pochi metri quadrati di Territorio, forse neanche un kilometro... e in un Territorio il cui terreno è davvero esaurito, devastato per anni da speculazioni semicriminali che ci hanno accatastato su queste colline,

un Territorio di cui si son dimenticate le peculiarità o peggio in cui con arroganza e superficialità le si ignorino, mettendo a rischio equilibri già precari,,,
gli equilibri geologici e ambientali così come il diritto delle persone di avere migliori condizioni di vita, che permettano di godere una scelta abitativa che può essere differente dalla solitudine ed emarginazione di colline divenute periferie/dormitorio.

Fosse tutto. In realtà Quezzi il GrandeCantiere non finisce qui,,,
si può risalire e ridiscendere questa Valle in Asfissia per incontrar molte altre Novità;
farò due passi nei prossimi giorni...







domenica 31 gennaio 2010

"PISTA ROSSA"

Si conclude domenica 7/2 una vicenda iniziata qualche anno fa, nel momento in cui un gruppetto di bambini ha portato un Pericu piacevolmente sorpreso, tirandolo per la giacchetta, a vedere in quali tristi condizioni si presentava il tetto calpestabile della loro Scuola Elementare: la "PistaRossa", come tutti la identificano.
Inacessibile e abbandonata pur con ampi spazi a disposizione e pista pattinabile, veniva preclusa anche agli stessi studenti, privandoli di una bella vista e dei freschi profumi della Valle.
Una volta presa coscienza da parte delle Istituzioni ci son voluti cmq alcuni anni e soprattutto la costanza e la combattività delle persone che formano il Comitato ed i Gruppi di Cittadini, i quali non hanno mai calato l'attenzione e la pressione necessarie perche le cose si realizzino.

Nonostante le ripetute affermazioni che vogliono la struttura scolastica comer sottoutilizzata e destinata ad una prossima chiusura (scongiurata da chi comprende quale privilegio sia poter godere di spazio, natura e tranquillità in età scolastica), Domenica avrà luogo l'Inaugurazione:
lo spazio ora è arredato e funzionale, l'accesso può avvenire tramite la strada, da un cancello, quello che era l'ingresso del Vecchio Glicine.

Il caro, malpreso, buon Vecchio Glicine
Antica Villa Signorile di quando quassù in collina, fuori Genova, si veniva magari anche in villeggiatura, ci si trovava la domenica in un Teatrino e si aquistava il latte fresco... ancora caldo della mungitura.
E i Signori proprietari dell'Immobile si trovarono così bene la lasciare in dono al Comune l'intera Villa per farne, appunto, un Asilo per l'infanzia della Valle, cosicche non si dovesse scender fino giù in città...
Cosa che puntualmente è stata, per anni.
Sino a che le esigenze della modernità hanno creato la nuova struttura su cui si trova la PistaRossa.

Ma il vecchio Glicine?
in disarmo, abbandonato all'incuria diventa ritrovo di erbacce e di bivacchi, gli infissi marciscono e tutto va un pò in rovina, però l'Amministrazione provvede negli anni a restaurare il tetto, facendo anche un buon lavoro. Pare, verbalmente confermato dall'allora Ass. Montaldo, che ne avesse fatto richiesta la Consulta per l'Handicap in modo da realizzare un Centro Polivalente, con l'ausilio di fondi EU che si stavano già aspettando.
In seguito qualcuno pensò come soluzione più conveniente l'ipotesi di alienarlo a privati, ma trattandosi di un Lascito questo non era possibile nell'immediato.
La posizione invidiabile ne farebbero un ghiotto boccone immobiliare per chiunque avesse le risorse adeguate ad'aquisirlo.
Però mi suona stonata.

L'obiezione fondamentale è che essendo l'edificio parte del Patrimonio Pubblico la priorità dev'essere ripensarne l'utilizzo in ambito Pubblico.
Chi amministra la CosaPubblica ha sicuramente l'esigenza di trovare forme economiche di gestione che permettano di ridurre spese e sforzi, ma certo non quella di realizzare utili o profitti dalla vendita di Locazioni potenzialmente utili o necessarie alla vita civile, alla collettività nel suo insieme.

Il VecchioGlicine ha certamente bisogno di lavori atti a 'metterlo a norma' e renderlo accessibile, ma la struttura appare sana ed il tetto è rifatto.
Le persone, le famiglie che abitano la collina, da tempo chiedono spazi per "ricrearsi" un pò,
fino ad'appellarsi ad una sorda parrocchia, che pur si nota per attività, nel completo deserto sociale.
Chiedere alla Scuola di restare aperta dalle 8 alle 20 (anche se sarebbe più che giusto) è un'utopia, ma il VecchioGlicine è così limitrofo alla Scuola e legato alla PistaRossa che sarebbe ben felice di servire a tutti quei ragazzi per ritrovarsi, magari con una piccola biblioteca informatizzata al suo interno, oppure intorno ad un progetto educativo concordato con la stessa Scuola...

Comunque le idee su cosa farne e come realizzarle possono essere molte; una discussione pubblica e una condivisione delle proposte tra gli Abitanti della Valle può essere uno spunto per costruire un Progetto su misura, proprio perchè elaborato da chi lo utilizzerà, adatto al Territorio e alle sue esigenze e peculiarità.
Fare sì che questo avvenga è il dovere di un'attenta classe Politica, dal nostro punto di vista, oltre che accantonare l'ipotesi di vendita dell'immobile.
Contrariamente a quanto già deciso e forse attuato dai nostri attuali Amministratori:
la vendita a privati dello Stabile denominato " Asilo Glicine".
In barba ai bisogni di spazio... per questi si continuerà a sperar nella carità parrocchiale, finchè dura, alienando però qualcosa anche noi.. :
il diritto di Cittadini.


martedì 26 gennaio 2010

quezzi, un confine da rivendicare

Trogoli sugli argini del Rio
il RioFinocchiara il RioMulinetto arcaici Trogoli ponte del1200















Un salto, una cascata anche impetuosa e il Rio lambisce l'antico Ponte di pietra e mattoni, poco più avanti una fogna sgorga puzzolente e libera; il Rio passando sotto alla massiccia volta della strada allarga il suo corso in una piccola piana dove le acque vivaci del Mulinetto incontrano quelle altrettanto fredde e perenni del Finocchiara...


Nasce così il Rio Fereggiano. Stretto tra un'enorme condomino ed un muraglione, un gruppo di piccole case e poi il degrado è totale,,, chiunque butta di tutto, e ciò verrà favorito dalle prossime coperture.


Lì sorgono a livello del fiume gli edifici che verranno abbattuti, uno più recente è stata sin'ora la sede del bar "della gabbri", l'altro, abitato sino a pochi anni fa, pare sia una struttura del 1700; al posto di questi verrà realizzata una curva più ampia dell'attuale, previsti anche marciapiede e maggiore spazio in genere, ed una conseguente migliore viabilità, almeno auspicata.


Sommando questo enorme intervento dal dubbio risultato estetico a quello che sta avvenendo nei dintorni (: strada privata che sventra la collina del Poligono; rimozione di un'intera collina a fianco della piazzetta pedegoli x fare dei box-auto; altri box in fontanarossa e poligono; ancora cemento sugli argini del Rio Finocchiara; eccetera...) sommando il tutto lo scempio è totale, sembra quasi che qualcosa voglia distruggere questo posto...


Intravedo però alle spalle della prossima "cementata" una specie di limite...


Il Ponte Medioevale del Mulinetto e quello altrettanto storico del Finocchiara, la stessa Creusa del Mulino, via Egoli, con tutto il Borgo che s'inoltra per via Finocchiara, si estende sino a Cima d'Egoli e ridiscende al Mulinetto per poi collegarsi con la scalinata di MottaChiusura a S.Maria, a Leamara, al Ratti ... tutto questo può creare un confine, un limite definitivo e rivendicato all'avanzata della speculazione,,, permessa anche da un'ottusa concezione di spazio vitale che lo identifica perlopiù con il posto-auto.


Alle spalle di quest'ultima (spero) grandeopera, esiste-resiste una varietà di piccoli paesaggi e di piccole preziosità, umane e naturali; capiterà tra un paio di mesi di veder saettare, lungo il Rio, l'azzurro del MartìnPescatore, lo si potrà osservare appostarsi sui rami e proiettarsi in un tuffo negli stagni, così come le Ballerine dalle piume gialle saltellare sulla pietra grigia, o le Ghiandaie gracchiare litigiose;


così come si incontrano arcaici lavatoi di pietra e muschio che raccolgono l'acqua sempre abbondante lungo le creuze di ciottoli e mattoni rossi, pur scassate e abbandonate; si notano ancora negli argini del fiume le rocce scavate per metri, a creare un canale per l'acqua che va a cadere su piatte ardesie inclinate, ai bordi del Rio; si superano gradini e scalinate, volte centenarie e ponti, si affiancano muri e muretti davvero "a secco";


sino ad arrivare alle antiche fasce, in fondo ai laghi,,, costruite con pietre così grandi che a guardarle tra le ciglia sembrano Monoliti di un passato scomparso, avvinghiati dai rovi e dalle erbe serveghe in una eterna umidità,,, lì muschi e felci lasciano lo spazio a qualche giglio, selvatico e arancione, dove a volte picchia un pò il sole, dove i 'passi' e i sentieri sono altrettanto raramente calpestati... Questo poi è il mondo dei laghetti, così dimenticato che probabilmente le magiche antiche "presenze", le "Fate dell'Acqua" così care ai nostri antenati, ancora si possono forse incontrare...


L'Acqua. L'acqua è una costante del paesaggio e della storia di questi dintorni; sembra che poco possa prescindere dalla compagna presenza dell'acqua, della pioggia, dei Rii e delle sorgenti e dei mille rivoli che con la pioggia si moltiplicano, dell'umidità che è nell'aria, nelle cose, fino nelle pietre...


Da sempre qui si fanno i conti con l'acqua, a volte son conti in attivo come per le bugaixe ed i mulini, i frantoi, gli abbeveratoi...


a volte invece le si paga il dazio


Dovrebbero pensarci prima di abbattere, modificare, costruire, anche quel che già è progettato.